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Ancora un richiamo di bacche di goji per pesticidi oltre i limiti: l’avviso del ministero della Salute

bacche di goji di nunzio richiamoIl ministero della Salute ha pubblicato l’ennesimo richiamo di bacche di goji, questa volta dell’azienda Di Nunzio, ancora una volta per la presenza di livelli dell’insetticida carbofuran e del fungicida esaconazolo oltre i limiti di legge. Come è già successo in passato, il ministero ha pubblicato il richiamo, datato 10/03/2020, con un ritardo di due settimane.

Il prodotto interessato è venduto in buste da 5 kg, confezionate in scatole da 20 kg (quattro buste), con i numeri di lotto 19/00161, 19/00162 e 19/00163 e il termine minimo di conservazione 30/12/2020.

Le bacche di goji richiamate sono state prodotte per Di Nunzio Srl da Shandong Farmer Land Foodstuff Co. Ltd nello stabilimento di Quingdao (Tsingtao) nella provincia di Shandong, in Cina.

Il provvedimento, molto probabilmente, è collegato ad altri richiami di bacche di goji e mix di frutta secca ed essiccata di vari marchi, causati sempre dalla presenza di carbofuran ed esaconazolo oltre i limiti.

Per precauzione, si consiglia di non consumare le bacche di goji con i numeri di lotto segnalati e restituirle al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2020, Il Fatto Alimentare ha segnalato 35 richiami, per un totale di 49 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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