I discount restano imbattibili su primo prezzo e spesa mista. Nei supermercati si risparmia con i prodotti a marchio dell’insegna.
L’indagine annuale di Altroconsumo sui supermercati ha confrontato 1,5 milioni di prezzi in 1.158 punti vendita di 67 città italiane. Sul primo prezzo il divario tra la catena più economica (Eurospin) e l’ultima (Carrefour market) arriva al 35%. Tra i prodotti a marchio del distributore vince Spazio Conad, mentre per la spesa mista nei super e iper si affaccia una novità: Dok
Il dato più eclatante riguarda la spesa “estrema”: una famiglia di quattro persone che spende in media 9.450 euro all’anno può arrivare a risparmiarne 3.790, il 40%, se acquista i prodotti più economici presenti sullo scaffale nella catena meno cara della rilevazione, il discount Eurospin.
Anche restando su comportamenti d’acquisto meno drastici, il risparmio ottenibile cambiando insegna oscilla fra i 1.695 e i 3.790 euro annui: cifre che, in un periodo di redditi fermi e inflazione alimentare tutt’altro che archiviata, pesano sul bilancio domestico più di molte scelte di consumo.
Come si leggono le classifiche
Altroconsumo assegna indice 100 alla catena più economica, gli altri valori sono calcolati in percentuale. Un indice 110 indica un’insegna più cara del 10% rispetto alla prima con indice 100. Le classifiche sono costruite su panieri diversi — prodotti primo prezzo, prodotti a marchio del distributore, prodotti di marca e spesa mista — perché il vantaggio di un’insegna cambia radicalmente in base a cosa si compra.

Spesa mista nei discount: Eurospin e In’s in testa
È qui che si concentra il risparmio più consistente. Per una spesa mista, che mescola primo prezzo, private label e prodotti di marca, Eurospin e In’s condividono il primo posto: rispetto a Todis, ultima della classifica, si spende il 16% in meno (vedi tabella sotto)
Spesa mista in supermercati e ipermercati: la novità è Dok
Chi preferisce la distribuzione tradizionale vede assottigliarsi il margine. La catena meno cara dell’inchiesta è Dok, novità di quest’anno in vetta, con un vantaggio del 10% rispetto a Carrefour Market, che chiude la graduatoria (vedi tabella sotto). Il confronto con i discount è netto: dieci punti di forbice contro sedici, su un livello di prezzo di partenza più alto.

Prodotti a marchio: vince Spazio Conad
Le private label restano il compromesso più efficace tra prezzo e qualità, e la classifica premia Spazio Conad: acquistando i prodotti della sua linea standard (non premium) si spende il 19% in meno rispetto a Eurospar, fanalino di coda (vedi tabella sotto). Il ribaltamento più vistoso riguarda Carrefour, prima in questa graduatoria nel 2025 e ora scesa a 105 punti, mentre Esselunga compie il percorso opposto e passa dalle ultime alle prime posizioni.

Il primo prezzo è terreno dei discount
Sul paniere dei prodotti più economici in assoluto indipendentemente dalla marca, la distanza tra i due mondi si allarga ulteriormente: Eurospin è prima con indice 100 seguito da In’s Discount con indice 102, e i discount occupano stabilmente le posizioni di testa, mentre la prima insegna tradizionale, Ipercoop, si colloca a 117 punti, ovvero il 17% in più (vedi tabella sotto) . In fondo alla classifica Carrefour Market arriva a 135 punti. Se invece si considera un paniere formato solo da prodotti di marca al contrario, i margini si comprimono: vincono per un solo punto Ipercoop e Spazio Conad, con Famila ed Esselunga sul podio, e il divario tra prima e ultima si riduce al 7%.

Il punto vendita
L’indagine ricorda che il risparmio non dipende solo dalla catena ma dal singolo negozio. Il punto vendita più conveniente è il Mega di Treviso, seguito da una pattuglia di negozi toscani tra Lucca, Pistoia, Arezzo, Firenze, Pisa e Prato. Il Mezzogiorno resta sottorappresentato: il primo del Sud è lo Spazio Conad di Cavallino, in provincia di Lecce, con indice 107, davanti allo Spazio Conad di Taranto e all’Ipercoop di Foggia, entrambi a 108. Le classifiche per città sono calcolate traducendo gli indici su base 100 in spesa annua, partendo da una spesa media familiare al supermercato stimata in 7.390 euro l’anno su dati Istat.
L’indicazione per il consumatore è duplice: il canale discount conserva un vantaggio strutturale difficilmente colmabile su primo prezzo e spesa mista, mentre nella distribuzione tradizionale il risparmio va cercato spostandosi sui prodotti a marchio dell’insegna, dove le differenze tra catene restano a doppia cifra.
© Riproduzione riservata Foto: Il Fatto Alimentare, Depositphotos, Altroconsumo
giornalista redazione Il Fatto Alimentare




Eurospin però usava le aste al doppio ribasso strangolando i produttori. Dal punto di vista etico pessima.
Resto sempre fortemente impressionata nel notare che nel parcheggio del supermercato che ho fronte casa, proprio un eurospin, stazionano in misura importante macchine e suv da 30 mila€ e oltre.
Potranno mai il cibo di qualità, e il produttore che persegue politiche eticamente integre, sopravvivere al dilagare dei discount?
La capacità economica non dovrebbe essere una discriminante nella scelta del cibo e tuttavia, già non lo è più.
Per contro, chi già fatica ma resiste agli aumenti, deve sostenere anche i rincari connessi alla competizione di bassa leva. Non è una critica snob: in un mondo lineare queste analisi di mercato, se le associazioni sono di “tutela” del consumatore, non dovrebbero dividere la spesa in due, almeno, macro categorie, comparto alimentare – altro? Comprendendo anche una prima analisi qualitativa delle filiere?
Certamente in un periodo critico come l’attuale bisogna ragionare anche sugli acquisti alimentari. Però Eurospin che è il primo , spesso compare sugli alert del Ministero!!! Come orientarsi evitando i veleni nel piatto ?
Oltre al prezzo conveniente, una delle cose che avevo sempre apprezzato di Eurospin era proprio la totale assenza di pubblicità, raccolte punti, promozioni, app e tutto il relativo contorno.
Adesso, però, anche loro sembrano essere entrati in questo vortice. E viene spontaneo chiedersi: era davvero necessario?
Perché tutta questa macchina ha inevitabilmente dei costi, che alla fine ricadono sul consumatore. Una delle forze di Eurospin, a mio avviso, era proprio la semplicità: prezzi bassi, niente fronzoli e si va a fare la spesa.
Peccato che anche questa semplicità sia venuta a meno.
Tempo fa avevo letto che se si guardano gli altri parametri, ad es. trattamento filiera, trattamento dipendenti ecc l’ Eurospin era agli ultimi posti in tutte le classifiche. Prezzi così bassi dei prodotti sommati ai costi del battage pubblicitario continuo fanno pensare, e non bene
Analisi impeccabile come sempre, ottimo articolo come sempre che aspetto ogni anno!
Una domanda: mi pare manchino i supermercati e ipermercati del gruppo Agorà Network, tra i più grossi marchi del gruppo ci sono Iperal e Tigros che ha più di 100 punti vendita principalmente al nord mentre avete incluso DOK che ha negozi solamente al sud. Posso chiedervi la ragione di questa esclusione?
Non siamo noi ad avere fatto la selezione delle insegne
Peccato, io vado all’iperal, non é stata confrontata.
Ci sono interessanti giudizi su Iperal nelle tabelle delle singole città come ad esempio Milano dove si colloca al primo posto