Un carrello di 90 kg con dieci confezioni di acqua minerale copre il fabbisogno di un mese di una famiglia di 4 persone. In un anno il peso sfiora una tonnellata.
Ieri al supermercato ho visto un signore con dieci fardelli di acqua minerale Sant’Anna in bottiglie da 1,5 litri. Era appena rientrato dalle vacanze e stava facendo scorta per la famiglia. Dieci confezioni equivalgono a 90 litri di acqua, quindi 90 chili da trasferire dagli scaffali al carrello, caricare in automobile, scaricare e portare a casa. Novanta chili sembrano tanti, ma in realtà è la scorta sufficiente per poco più di un mese per una famiglia di quattro persone
Consumi record
Nel 2025 in Italia abbiamo consumato 16,1 miliardi di litri di minerale in bottiglia, circa il 4% in più rispetto all’anno precedente. Il consumo medio ha raggiunto la cifra di 273 litri per abitante (secondo le recenti stime di Beverfood), contro i 263 del 2024 (ne abbiamo parlato in questo articolo). Gli italiani, inoltre, sono i maggiori consumatori europei di acqua minerale e sono ai vertici mondiali. In alcune classifiche, il Messico risulta davanti, ma lì gran parte dell’acqua confezionata viene acquistata in grandi boccioni da 19-20 litri utilizzati in casa. Si tratta d’un record mondiale assoluto poco invidiabile.

Quanta acqua minerale compriamo?
Per una famiglia di quattro persone fanno 1.092 litri all’anno, quindi oltre una tonnellata. Non tutta quest’acqua viene portata a casa. Una parte si beve al bar, al ristorante, in mensa, al lavoro, in albergo o si compra nei distributori automatici. Il 78% è venduto nei supermercati, nei discount e negli gli altri punti vendita della distribuzione moderna e un altro 8% attraverso negozi tradizionali e consegna a domicilio. Il restante 14% circa è riconducibile al fuori casa. Applicando questa proporzione, una famiglia di quattro persone arriva a circa 940 litri ogni anno senza contare bottiglie, tappi e imballaggi. È all’incirca il peso di una Fiat Panda. Solo che l’automobile la compriamo una volta, mentre i 104 fardelli li portiamo a casa uno alla volta, settimana dopo settimana.
E stiamo parlando di una media. Nel dato nazionale sono comprese anche le persone che bevono abitualmente acqua del rubinetto o acquistano poche bottiglie.
La spesa online? I chili li porta qualcun altro
Nelle grandi città molti risolvono il problema ordinando l’acqua insieme alla spesa online. È comodo: niente fardelli nel carrello e niente bagagliaio da caricare. Ma il peso non scompare. Semplicemente lo solleva qualcun altro: gli addetti che preparano gli ordini, caricano i furgoni e portano le confezioni fino alla porta di casa.
Poi c’è tutto ciò che avviene prima. L’acqua deve essere imbottigliata alla fonte, confezionata e trasportata fino ai depositi e ai supermercati. In Italia stiamo parlando di oltre 16 miliardi di litri all’anno, prima ancora di considerare le bottiglie di plastica, i tappi, il film degli imballaggi e i trasporti.
È forse questo l’aspetto più curioso dell’acqua minerale: movimentiamo enormi quantità di un prodotto disponibile in tutte le città italiane. Questo non significa demonizzare l’acqua minerale. C’è chi la preferisce per il gusto o per determinate caratteristiche. Ma il carrello che ho visto al supermercato dovrebbe farci riflettere. Dimezzare i consumi da un giorno all’altro è assolutamente possibile trattandosi di un bene nella maggior parte dei casi voluttuario. Un gesto che farebbe bene al portafoglio ma soprattutto all’ambiente e alla natura.
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giornalista redazione Il Fatto Alimentare


