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Burger vegetali, non sempre le alternative alla carne sono buone fonti di proteine. Attenzione alle etichette

Sono sempre più numerosi i consumatori che scelgono di sostituire la classica fettina di manzo con un burger vegetale, o di preparare le lasagne della domenica con un ragù di soia per ridurre il proprio consumo di alimenti di origine animale. Ma attenzione, perché alcuni dei prodotti venduti come alternative vegetali della carne non sono un’adeguata fonte di proteine. Lo rivela un report di Safefood, ente pubblico irlandese per l’educazione dei consumatori su sicurezza alimentare e nutrizione, che ha realizzato un’indagine sulle caratteristiche nutrizionali di 354 prodotti come macinati, burger, crocchette e salsicce, a base di soia, proteine di frumento, legumi, micoproteine e altre materie prime vegetali.

Nel caso irlandese, infatti, il 28% delle alternative disponibili sul mercato non ha un contenuto di proteine sufficiente per sostituire adeguatamente carne, pesce e altri prodotti di origine animale all’interno di un pasto completo. Guardando i dati da un’altra prospettiva, però, tre quarti dei prodotti censiti risulta invece una buona fonte proteica: quasi la metà (49%) può essere considerata “ricca di proteine”, cioè almeno il 20% delle calorie deriva dalle proteine, mentre un altro 23% è una “fonte di proteine” (almeno il 12% delle calorie derivato dalle proteine). In generale, il contenuto proteico rilevato nei diversi prodotti è molto variabile e oscilla da un ottimo 30 g ad appena 1 g.

Le alternative vegetali alla carne come il macinato non sempre non sono equivalenti da un punto di vista nutrizionale e a volte non sono buone fonti di proteine

Ciò che deve essere chiaro ai consumatori, insomma, è che anche se le alternative vegetali riescono a sostituire fisicamente la funzione della carne all’interno di un piatto – pensiamo ad esempio al macinato per le lasagne o a un burger in un panino – non sono equivalenti a livello nutrizionale. A volte anche in senso positivo. L’indagine ha rilevato infatti che la maggior parte dei sostituti vegetali contengono meno calorie, grassi e grassi saturi delle loro controparti di origine animale. Inoltre, l’80% delle alternative sono fonte di fibre, una categoria di nutrienti importante per la salute e totalmente assente nella carne.

Va meno bene con il sale: nella maggior parte dei casi (86%) il contenuto è medio e paragonabile a quello dei prodotti di origine animale. Talvolta, però, è presente in quantità elevate nelle alternative vegetali (12% delle referenze analizzate). Nell’11% dei prodotti, poi, è stato rilevato un alto contenuto di grassi saturi. Non bisogna dimenticare anche che la maggior parte dei sostituti vegetali contiene una grande quantità di ingredienti e additivi aggiunti per riprodurre il sapore e la consistenza della carne, e possono quindi essere classificati come alimenti ultra-trasformati.

Il messaggio che deve passare è semplice: leggere sempre le etichette. Se vogliamo utilizzare delle alternative vegetali per sostituire la carne, occorre accertarsi che il prodotto scelto sia una fonte di proteine. Un aiuto può arrivare dalle diciture nutrizionali “fonte di proteine” e “ricco di proteine” che possono essere presenti sulla parte frontale della confezione. Solo in questo modo si può fare una scelta veramente consapevole, anche dal punto di vista nutrizionale.

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

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16 Commenti

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    Certo ci vuole coraggio a guardare la lista degli ingredienti di un comune burger vegetale e pensare di mangiarlo.

    Farina di soia ristrutturata e reidratata,
    cipolla,
    olio di semi di girasole,
    farro (7%),
    orzo farina di grano tenero tipo glutine di frumento,
    doppio concentrato di pomodoro,
    amido di tapioca,
    aglio,
    sale,
    estratto dl lievito,
    fibra di avena,
    zucchero,
    piante aromatiche,
    addensanti: farina di semi di carrube e gomma di xanthan,
    spezie,
    conservante: sorbato di potassio,
    lievito di birra.

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      Cosa ci sarebbe di negativo in questi ingredienti?

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      Roberto sono DICIASSETTE ingredienti. Un hamburger di bovino della peggior qualità di noto fast food ne ha solo 1…..

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      Quindi 1 ingrediente è meglio di 17? Dipende.

      Se un hamburger di bovino avesse 17 ingredienti sarebbe preoccupante, ma un insieme di prodotti vegetali che combinati vanno a produrre un alimento, non ci vedo nulla di pericoloso.

      Di cosa mi devo preoccupare? Della Farina di soioa? Della cipolla? Del farro? Dell’olio di semi di girasole? Del doppio concetrato di pomodoro? Dell’aglio? Dello zucchero? Delle piante aromatiche?
      Cioè i singoli ingredienti presi da soli vanno bene ma mescolati diventano pericolosi?

      Giusto per capire…

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      Dovresti guardare anche cosa danno da mangiare agli animali, quanti farmaci e ormoni (inoltre hanno la B12 perché gliela somministrano sintetica) come vivono, e specialmente come li macellano…

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    Fernando Boccia

    Certo che invece ci vuole coraggio a mangiare ancora dolore sofferenza e morte sapendo che oltre tutto l’impatto ambientale e dieci volte peggiore, che la maggior parte degli antibiotici prodotti al mondo sono per uso animale, che un kilo di carne brucia 20 chili di cereali e 15000 litri di acqua, ma soprattutto che TUTTE le più grandi associazioni dietetiche a livello mondiale dicono che le diete vegetali se ben bilanciate sono ottime per tutte le età e non hanno controindicazioni, anzi solo benefici. Ma si sa uno si inventerebbe qualsiasi cosa per giustificare la dipendenza verso un vizio, questo comportamento si chiama dissonanza cognitiva.

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      “vizio” seguire la propria natura onnivora? Vuoi invece verificare il significato di “ortoressia” e dirmi se ti ricorda qualcosa?

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    Concordo.

    Il burger animale non è contemplato.

    L’alternativa vegetale è masochismo.

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      Bisognerà pure iniziare da qualcosa che assomigli a un burger per far intraprendere ad un carnivoro una traiettoria vegetale.. Non è così facile per loro abbandonare la carne.,sopratutto se da bambini gli è stata imposta per anni questo tipo di alimentazione , è come se fosse inculcata nel loro DNA, bisognerà sradicarla con l’informazione , ma per farlo bisognerà pur dargli una mano che li guidino per la futura sostituzione. Poi però la mano prima o poi dovrà essere abbandonata per un alimentazione vegetale accompagnata sempre da frutta e verdure fresche, cereali integrali e proteine vegetali.. .Io la penso così, però poi bisognerebbe chiedere agli stessi carnivori come sono passati da un alimentazione carnivora ad una vegetale, sempre se abbiano fatto questo salto speciale .. Sarebbe interessante conoscere …

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      a dir la verità è proprio inculcata nel nostro dna essendo onnivori ed essendo esplosa la nostra evoluzione da quando le proteine animali hanno cominciato ad abbondare nella nostra dieta. Quindi è la “traiettoria vegetale” una forzatura, ma nessuno vuole fartela cambiare eh, fai quello che credi.

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    Si parla di EVOLUZIONE come di quel processo per il quale tutte le forme viventi si modificano di generazione in generazione con il fine di adattarsi ad un ambiente e ad una societa’ che muta continuamente e soprattutto velocemente, ma che oggi come oggi, deve tenere in considerazione assoluta che il progresso deve andare di pari passo alla sostenibilita’ ambientale .
    Quando cio’ non accade, e non si rispetta ambiente ,animali e natura, non solo non esistera’ reale progresso ,ma sara’ proprio quest’ ultimo prima o poi , ad attivarsi per portare l’INVOLUZIONE ,ossia un immediato regresso sociale ,economico e sanitario,proprio come e’ accaduto con l’epidemia trasformatasi per colpa dell’inerzia ,degli errori e dell’inesperienza umana, in pandemia.
    Il mondo dopo Covid 19 non sara’ piu’ quello di prima , molte cose cambieranno .
    Proprio ieri “Europa verde”(prima firmataria Silvia Zamboni ) ha detto stop agli allevamenti in gabbia in Emilia proponendo un percorso di cambiamento per tutelare animali e consumatori.
    Mi permetto di evidenziare che quando la politica e’ cosi’ veloce ,da anticipare addirittura i tempi Europei ,non si puo’ far altro che elogiarla ,visto che e’ la prima volta che accade in Italia.
    Ero anche io una carnivora fino a 15 anni e nel mio Dna era inculcato che mangiare carne e’ indispensabile .
    Poi il cambiamento ,improvviso, inaspettato e non cercato , come solo la vita e la sofferenza puo’ portare e insegnare . Sono una donna in continua evoluzione e trasformazione e se il cielo ha salvato la mia vita infinite volte ,vorra’ dire che prima o poi dovro’ raccontarmi..
    La traiettoria vegetale di cui ho parlato precedentemente e’ l’ EVOLUZIONE del processo di vita di molti carnivori .
    La carne e’ l’ agonia di altri esseri viventi , mangiati e digeriti con” sadico piacere” da chi purtroppo non ha ancora raggiunto quello stato di ” evoluzione spirituale” tale da permettere di catalogare gli animali ,non come cose o corpi da torturare per essere mangiati , ma come” individui empatici” che gioiscono,percepiscono e patiscono esattamente come tutti gli altri esseri umani ..

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      Si parla di EVOLUZIONE come di quel processo per cui SI MODIFICA LA FREQUENZA ALLELICA DI UN CERTO GENE ALL’INTERNO DI UNA POPOLAZIONE. E’ un processo che avviene tramite trasmissione differenziata dei genotipi all’interno della popolazione, ovvero riproduzione differenziata, e quindi avviene di generazione in generazione e riguarda SOLO le caratteristiche ereditarie o ereditabili.
      Per favore, piantiamola di dire stupidaggini sull’evoluzione BIOLOGICA e farla coincidere con le nostre ideologie o confonderla con l’evoluzione culturale che spesso è del tutto svincolata dalla biologia. E il DNA è biologia, non cultura, e può incorporare la cultura solo a patto che questa incida sulla selezione di alleli specifici (vedi la persistenza della lattasi nelle popolazioni che fin da epoca preistorica sfruttano il latte di mammiferi d’allevamento come fonte di cibo). Diventeremo vegani o vegetariani NON perché ci “evolveremo spiritualmente”, ma perché eventualmente la cultura selezionerà gli individui geneticamente predisposti a digerire correttamente e a ricavare tutti i nutrienti necessari esclusivamente da alimenti di origine vegetale.
      Ma questo processo richiederà MOLTISSIME generazioni, perché dovrebbe andare a modificare non una singola caratteristica, determinata da un singolo gene (la capacità di digerire il lattosio anche in età adulta, determinato da un gene CHE ABBIAMO GIA’ nel nostro genoma, di cui viene solo prolungata l’attività), ma l’INTERA STRUTTURA DELL’APPARATO DIGERENTE, che è tipico di un mammifero onnivoro, a partire dalla dentatura, per finire al tipo di enzimi digestivi prodotti, al tipo di stomaco, alla funzionalità del fegato, alla numerosità dei villi intestinali e alla lunghezza dell’intestino tenue.
      Che ci piaccia o meno, la specie Homo sapiens è strutturata biologicamente per una dieta onnivora, che probabilmente dovrebbe prevedere molti più alimenti di origine vegetale di quanti ne consumiamo nel mondo “occidentale”, ma di sicuro non esclusivamente. Mangiamo carne da sempre, come dimostrano i resti fossili dei nostri antenati, prossimi e remoti, e non sarà una qualche “evoluzione spirituale” a cambiare la nostra fisiologia.

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      Cara Gina
      il tuo ragionamento, fino a quando analizza la questione della sostenibilità ambientale e dell’adattamento, non solo delle abitudini alimentari ma dello stile di vita e delle esigenze, che si rende necessario al fine di mantenerlo è perfettamente logico e condivisibile.
      Tuttavia eviterei di scadere in espressioni tipo “agonia di esseri viventi”, “alimentazione imposta”, “inculcata nel DNA” e “sadico piacere”.
      Non giovano ne alla comprensione ne alla discussione.

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      Scrivi bene e non capisco poi l’accanimento contro chi come noi ha contemplato queste scelte alternative non violente , c’è forse da essere fieri nell’essere consapevoli di provocare sofferenza ad altri ? Mangiamo per vivere non per ingordigia e molti sono anche sovrappeso … lo fanno senza necessità

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    Mi piace molto quello che scrivete, ma sulle proteine vegetali siete stati ambigui. Dal titolo, quello che normalmente viene letto, sembra che le proteine vegetali come alternativa alla carne sia negativo, poi leggi l’articolo ed è esattanente il contrario.
    Manca l’obiettività, si dovrebbero mettere i due prodotti sulla “bilancia” e soppesare pro e contro dei due tipi di proteine.

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      A me invece sembra chiaro. Nel titolo c’è scritto che i burger vegetali possono non essere buone “fonti” di proteine, non che le proteine vegetali non sono valide proteine.