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Allergie alimentari: si parla di nuovi film plastici a base di siero di latte. Servono indicazioni specifiche per le persone intolleranti?

Spettabile redazione,

ho un quesito che non riguarda un alimento, ma il suo imballo. Si tratta della pellicola  per confezionare i prodotti  preparata con siero di latte, un argomento trattato sul sito da Luca Foltran in un articolo, molto interessante. Non è ancora stato brevettato, ma come pensa l’azienda di informare il consumatore allergico? Perché dovrà avvertirlo che l’imballo contiene siero di latte, o no? Magari questo film è stato realizzato con un siero “idrolisato”, come avviene nel caso di latti speciali per bambini allergici, e quindi ha perso la sua pericolosità, ma dall’articolo purtroppo questa informazione non si evince…

Monica

 

Il regolamento (CE) n. 178/02 (General Food Law) – nel definire i criteri di sicurezza degli alimenti – estende la tutela alle categorie vulnerabili di consumatori, tra i quali evidentemente i soggetti allergici e i celiaci. Precisa altresì che ai fini della valutazione della sicurezza dei prodotti alimentari si devono considerare le informazioni che li accompagnano, cioè le etichette (art. 14).

 

Un altro regolamento (CE), il n. 1935/04, del tutto speculare al 178/02, introduce i criteri di sicurezza relativi ai materiali, sostanze e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti. Tale regolamento prescrive che “i materiali e gli oggetti, compresi i materiali e gli oggetti attivi e intelligenti, devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione affinché, in condizioni d’impiego normali o prevedibili, essi non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da:

a) costituire un pericolo per la salute umana;

b) comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari;

c) comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche” (articolo 3, criteri generali).

 

È inoltre stabilito che “L’etichettatura, la pubblicità e la presentazione di un materiale o di un oggetto non deve fuorviare i consumatori”.

 

L’autorizzazione di una nuova sostanza destinata all’utilizzo nei materiali a contatto con gli alimenti dovrà perciò comprendere, nell’ipotesi di rischio di cessione di residui allergenici, un obbligo di etichettatura supplementare specifica.

 

Dario Dongo

Foto: Photos.com

 

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Un commento

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    monica mimangiolallergia

    Grazie mille. Il Vostro approfondimento è pari al servizio di una associazione dei consumatori! Sono fuori casa, ma provvederò prestissimo a far girare questa notizia che fa sperare in bene:)