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Dal siero di latte un nuovo film per imballare gli alimenti e aumentarne la durata. Un progetto Ue firmato da ricercatori italiani

La popolarità dei cibi pronti è in crescita e nella maggior parte dei casi, questo genere di alimenti è protetto da film a base di prodotti petrolchimici in grado di evitare fenomeni di ossidazione, di ridurre le contaminazioni e di mantenere il cibo fresco più a lungo.

 

In genere, si tratta di film multistrato in grado di offrire diversi vantaggi. Per ridurre al minimo la quantità di ossigeno e umidità che penetrano l’imballaggio si utilizzano copolimeri di EVOH (etilene-alcool polivinilico), ideati per combinare le prestazioni dell’alcol polivinilico (ottima barriera ai gas, ma scarsa all’acqua) e del polietilene (ottima barriera all’acqua, limitata ai gas).

 

La Società tedesca specializzata in ricerche di mercato sul Packaging (la Gesellschaft für Verpackungsmarktforschung mbH) ha stimato che entro il 2014, nella sola Germania, saranno impiegati materiali a base EVOH, equivalenti a una superficie di 640 chilometri quadrati.
Questi dati sbalorditivi hanno dato un forte impulso alla ricerca per imballaggio, non solo economici, ma anche ecologici, cioè a basso impatto ambientale.

 

In quest’ottica, grazie al progetto WHEYLAYER, ovvero “Proteine ​​del siero rivestite con film plastici per sostituire polimeri costosi e aumentare la riciclabilità”, realizzato con il contribuito di esperti provenienti da: Germania, Spagna, Irlanda, Italia, Ungheria e Slovenia e finanziato dall’Ue, un team di ricercatori ha sviluppato un biomateriale a base di proteine ​​del siero di latte (sottoprodotto della lavorazione dei formaggi, ottenuto dalla parte liquida che si separa dalla cagliata durante la caseificazione).

 

Il materiale è biodegradabile e consente di aumentare la durata commerciale dell’alimento confezionato. La formulazione di proteine, ottenuta purificando siero di latte dolce e siero di latte acido, viene mescolata con diversi ammorbidenti e additivi, biocompatibili, e poi viene  impiegata per produrre diversi tipi di film sia per il settore alimentare sia per altri ambiti.

 

La messa a punto è stata  complessa, in quanto solo giuste proporzioni tra additivi, ammorbidenti e siero del latte garantiscono l’adeguata protezione del cibo: per esempio, l’impiego eccessivo di sostanze ammorbidenti  genera un minore effetto barriera contro l’umidità, di conseguenza, un rapido degrado dell’alimento.

 

I ricercatori sono talmente convinti delle potenzialità del prodotto come materiale da imballaggio alternativo, da avere già avviato le pratiche necessarie per il brevetto.

 

Luca Foltran

foto: Photos.com

 

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4 Commenti

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    Monica mimangiolallergia

    Scusate, mi sovviene spontanea una domanda: l’imballaggio è a prova di allergico alle proteine del latte?

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    marcello fornaro

    buon giorno ,potrei sapere da chi ,o quando sara messo sul mercato questo film ? sarei molto interessato alla fase di sperimentazione industriale su sistemi di confezionamento
    grazie
    marcello

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    Tutte li informazioni necessarie per quanto Lei richiede e i contatti sono visibili alla pagina ufficiale: http://www.wheylayer.eu/

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    avrei bisogno di ulteriori informazioni su: produttore o industria di trasformazione della tecnologia wheylayer. Grazie.
    Sabino Cannone.bari