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Cibo, cinema e televisione: come ci influenzano film e serie tv? Un viaggio tra importazioni gastronomiche, mode e inserimenti pubblicitari

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I programmi televisivi possono dare vita a mode culinarie, come il cake design

Quando pensiamo all’influenza che hanno cinema e televisione sulle nostre scelte alimentari, ci viene in mente quasi sicuramente la pubblicità. Certo, è innegabile che i messaggi pubblicitari abbiano una grandissima influenza sulla nostra alimentazione, soprattutto su quella dei bambini, e ne abbiamo parlato più volte (per esempio qui). Eppure anche programmi televisivi, cinema e serie contribuiscono in maniera importante a modellare le  abitudini a tavola e a sdoganare piatti che non avremmo mai pensato di mangiare. Di questo abbiamo parlato con la professoressa Cristina Bragaglia, del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna, che ha tenuto un seminario dal titolo “L’influenza di cinema e TV sulle nostre scelte alimentari” all’interno del ciclo di conferenze “I giovedì nel piatto” organizzate dall’Accademia nazionale di agricoltura.

Per vedere come la televisione influenza le abitudini basta guardare le vetrine dei negozi e gli scaffali dei supermercati. «Quando sul canale Real-Time andava in onda il programma Torte in corso, dove si insegnavano le tecniche di pasticceria e cake design sulla scia del successo del programma americano Il boss delle torte, si trovavano ovunque i kit per la decorazione delle torte». Insomma, grazie al successo di alcuni programmi tutti o quasi hanno provato a cimentarsi nella difficile arte del cake design. «Poi è arrivato il contest Bake off Italia, che aveva un approccio meno tecnico alla pasticceria e più giocoso, e la moda della decorazione è un po’ calata».

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L’iconica scena di Sabrina (1954) in cui la protagonista sbaglia a preparare un soufflé

Se programmi come Bake off Italia e Marsterchef hanno un taglio esplicitamente gastronomico, il cinema e, più recentemente, le serie tv possono influenzare le abitudini  in maniera altrettanto evidente. «Fino agli anni ’70 – continua Bragaglia – il cinema italiano non parlava di cibo, quasi fosse ritenuto trash. Così si è lasciato spazio alle pellicole straniere che hanno portato in Italia piatti sconosciuti entrati nell’immaginario collettivo». Per esempio, è famosa la scena del grande classico di Billy Wilder Sabrina (1954), dove Audrey Hepburn, allieva presso la scuola di cucina Cordon Bleu di Parigi, prepara – fallendo clamorosamente – un soufflé. «Vidi quel film da bambina, eppure quando anni dopo dovetti preparare una pietanza per un’occasione speciale, pensai subito al soufflé, anche se era così lontano dalla tradizione bolognese».

Ci sono altri esempi di cibi esotici e di nuove abitudini portati in Italia dal cinema e televisione. Il chili è arrivato con una delle prime sit-com Alice. La torta di ciliegie diventò improvvisamente di moda dopo la messa in onda dell’iconica serie Twin Peaks, mentre i macarons sono stati resi celebri dal film Marie Antoinette di Sofia Coppola e dal serial Gossip Girl. I cocktail come il Cosmopolitan sono stati sdoganati dal telefilm Sex & the City, che ha anche portato la moda del brunch. A estendere a tutta Italia la tradizione del cous cous, nonostante l’esistenza di versioni nostrane, fu il film Marrakech Express di Salvatores.

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Il telefilm Sex & the city ha sdoganato drink come il cosmopolitan e nuove abitudini come il brunch

La televisione e il cinema hanno anche contribuito a far conoscere eccellenze locali e prodotti tipici italiani  all’estero. E’ il caso del culatello e della salama da sugo, che da semisconosciuti prodotti locali sono diventati famosi e apprezzati in tutta Italia, grazie al programma Viaggio nella valle del Po di Mario Soldati trasmesso dalla Rai nel 1958. Più recente è il caso dell’acqua S.Pellegrino. Oggi diffusa in tutto il mondo, grazie a diverse azioni di product placement (termine inglese che indica  gli accordi commerciali e pubblicitari tra l’azienda e le produzioni cinematografiche e televisive per inserire un prodotto all’interno di film e programmi).

Nel corso degli anni il product placement è diventato così diffuso e sfacciato, che alcune scelte artistiche vengono accusate di essere frutto di accordi commerciali. Come nel caso del film premiato agli Oscar di Sorrentino, La grande bellezza, in cui la presenza del marchio Martini, evidente e ben riconoscibile, nella prima immagine del film, ha fatto gridare più di una persona all’inserimento pubblicitario. Martini, tra l’altro, è un marchio che ha ricevuto una grande pubblicità nel corso degli anni dai film della saga di 007, l’agente segreto inglese che amava sorseggiare cocktail a base celebre alcolico italiano.

SET DEL FILM "LA GIOVINEZZA" DI PAOLO SORRENTINO. NELLA FOTO MICHEAL CAINE E ALEX MC QUEEN. FOTO DI GIANNI FIORITO
In Youth – La giovinezza, Micheal Caine ha spesso in mano il riconoscibile incarto delle caramelle Rossana

Un altro caso di product placement circonda un altro film di Paolo Sorrentino, Youth – La giovinezza. Protagoniste in questo caso sono le celebri caramelle Rossana di Perugina. In una scena Michael Caine addirittura utilizza il celebre incarto rosso delle caramelle per dirigere un’orchestra… di mucche al pascolo. Nonostante la ribalta internazionale di un film candidato ai premi Oscar, Nestlé, proprietaria del marchio, un anno dopo ha deciso di concentrare i suoi investimenti sulla cioccolata Perugina e le caramelle Rossana sono state acquistate dalla piemontese Fida, grazie alla pubblicità avuta dal film.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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