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Agri-Food Sustainability: il nuovo corso di Laurea Magistrale di UniPV per formare agronomi 4.0

food design, agricoltura di precisione tabletPer rispondere alle sfide della crisi climatica e seguire il percorso tracciato dal Green Deal europeo, ci sarà sempre maggior bisogno di agronomi ben preparati sulle tecniche e le tecnologie da adottare per un’agricoltura più sostenibile per l’ambiente e più salutare per le persone, secondo l’approccio “One Health”. È con questa idea in mente che l’Università di Pavia ha creato la nuova laurea magistrale in inglese Agri-Food Sustainability, un corso di laurea pensato per formare un figura professionale innovativa, fortemente richiesta dal tessuto agricolo che circonda l’ateneo pavese.

Il corso di laurea risponde anche a un vuoto nell’offerta formativa dell’Università di Pavia, che pur essendo immersa da un territorio votato alla produzione di riso e, nell’Oltrepò, di vino, soffriva dell’assenza di un corso di agraria fin dai tempi dell’Unità d’Italia. Ora, finalmente, agraria torna e lo fa con un taglio più innovativo, al servizio dell’Agricoltura 4.0, attenta a consumare meno risorse e a utilizzare meno fitofarmaci possibile, grazie a un forte contributo tecnologico. “È la via pavese alla sostenibilità in agricoltura”, spiega Graziano Rossi, professore di Botanica ambientale e applicata e coordinatore del nuovo corso di laurea.

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L’Università di Pavia ha lanciato un nuovo corso di Laurea Magistrale in inglese in Agri-Food Sustainability

Le lezioni del primo anno della magistrale in Agri-Food Sustainability inizieranno il prossimo 3 ottobre e prevedono un’alternanza di insegnamenti frontali e attività in campo, con il contributo di ben nove dipartimenti: Scienze della terra e dell’ambiente (Dipartimento di riferimento), Biologia e biotecnologie, Ingegneria civile e architettura, Sanità pubblica medicina sperimentale e forense, Scienze del farmaco, Chimica, Fisica, Giurisprudenza, Scienze economiche e aziendali. Il corso di laurea multidisciplinare formerà figure professionali in grado di gestire le produzioni e l’innovazione delle aziende agricole e delle filiere, secondo una visione agro-ecologica, senza ignorare i processi di lavorazione successivi alla produzione e gli effetti sulla salute umana del prodotto e dell’agricoltura stessa.

Il corso di laurea, inoltre, prevede due curricula, uno di indirizzo agronomico e uno nutrizionale. Il primo, quello più agronomico, è “orientato verso i sistemi di produzione agricola impostati sull’agro-ecologia e in generale sull’agricoltura sostenibile”, si legge sul sito ufficiale del corso. Lezioni e attività sul campo riguarderanno temi come gli effetti degli agenti patogeni sulle coltivazioni e il loro controllo sostenibile, ma anche la pianificazione del territorio rurale con strumenti innovativi.

Master studio cibo
Il corso di laurea si divide in due curricula, uno di indirizzo agronomico e l’altro nutrizionale

Il secondo indirizzo, invece sposta il focus sulla post-produzione, alla distribuzione e all’industria alimentare, al fine di garantire un’elevata qualità organolettica e nutrizionale. Lezioni e attività sul campo si concentreranno sulla conservazione e sul trattamento post-raccolta dei prodotti e sull’impatto che questi processi possono avere sulla salute dei consumatori, ma anche sul controllo della qualità delle filiere. La parte più specificamente nutrizionale e di salute del corso sarà coordinata dalla professoressa Hellas Cena, medica nutrizionista.

L’accesso al corso di laurea è libero (senza test di ammissione) ed è aperto ai laureati in Scienze e tecnologie agrarie e forestali e in Scienze e tecnologie agro-alimentari, ma anche ai laureati in altre discipline che abbiano conseguito almeno 45 CFU in cinque aree disciplinari tra agraria, biologia, chimica, geologia e ingegneria civile (per l’elenco completo clicca qui). È richiesta inoltre la certificazione della conoscenza della lingua inglese a livello B2 o equivalente. La laurea magistrale vede la partecipazione, nel corpo docente, di professori provenienti da università straniere e avrà una durata di cinque semestri invece dei soliti quattro, di cui due trascorsi come periodo formativo in azienda, con la possibilità di  fare esperienze all’estero.

Per ulteriori informazioni clicca qui.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

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Un commento

  1. Una buona notizia per il territorio pavese, dove le sue produzioni sono state spesso protagoniste di vere e proprie “degenerazioni” delle pratiche agricole, come l’uso degli elicotteri per distribuire pesticidi sulle viti di molti anni fa. I milanesi, una volta grandi consumatori di vino pavese, se lo ricordano ancora.
    Ben venga quindi la scienza agraria a portare una cultura nuova e sostenibile, rispettosa del territorio e della sua biodiversità … api comprese

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