Aggiornamento del 30 gennaio 2026
Oggi l’AULSS3 Veneto ci ha scritto dicendo che non ha potuto procedere a effettuare controlli sulle bottiglie di acqua San Benedetto perché non ha trovato le bottiglie in commercio e nemmeno nello stabilimento. Gli unici controlli (tutti con esito conforme) sono stati fatti dal SIAN il giorno dell’imbottigliamento il 22 ottobre 2025. Secondo noi, il Sian ha comunque la possibilità di prelevare presso San Benedetto una campionatura del lotto che custodisce in deposito e fare nuove analisi. C’è poi un altro elemento da considerare. Visto che ci sono 10 fardelli intonsi a disposizione in casa del consumatore, si possono fare le analisi su questi fardelli. E infine se San Benedetto ha fatto le analisi e ha ammesso la criticità del cattivo odore, è improbabile che il problema sia limitato a 2 bottiglie su un lotto composto da 282 mila pezzi.
La segnalazione all’Asl
Come abbiamo raccontato in un precedente articolo, un nostro lettore ha acquistato 12 casse di bottiglie da 2 litri di acqua San Benedetto e ha avuto la spiacevole sorpresa di imbattersi in un prodotto imbevibile a causa del cattivo odore. In seguito alla segnalazione la San Benedetto ha ritirato alcune bottiglie dal consumatore, ne ha esaminato il contenuto e ha confermato che l’acqua minerale era maleodorante. La segnalazione è stata fatta anche all’AULSS3 Veneto che non ha condotto nessun prelievo, ma si è limitata a prendere atto di quanto scritto dall’azienda secondo cui la “variazione non determina tuttavia alcuna modifica dei requisiti igienico-sanitari del prodotto, come confermato dall’assenza di indici di contaminazione batterica nel campione”. Insomma l’acqua è puzzolente ma è tutto ok, nessuna campagna di ritiro né tantomeno di richiamo. L’AULSS3 Veneto infatti ci scrive che “le non conformità non costituiscono un rischio concreto per la salute dei consumatori”. Si tratta di affermazioni a nostro parere avventate visto che le autorità non hanno effettuato alcuna analisi, ma si sono limitate ad accettare la dichiarazione aziendale a fronte di un problema reale.

Acqua San Benedetto conforme?
È vero che le analisi ufficiali valutano la sicurezza e la conformità igienico-sanitaria del prodotto, e che odore e sapore non rientrano tra i parametri di rischio. Per cui un’acqua maleodorante può essere perfettamente potabile, ma il motivo del cattivo odore l’AULSS 3 non lo ha accertato. Potrebbe essere una contaminazione batterica o un problema collegato alle bottiglie o un’altra ragione. La causa sarebbe da verificare. Anche se fosse solo un problema di odore e sapore cattivo non pericoloso per la salute, il lotto non dovrebbe essere commercializzato. Un difetto organolettico rende l’acqua non idonea alla vendita e richiede il ritiro.
Qualche anno fa, nel 2018, avevamo pubblicato la notizia di una campagna di richiamo dell’acqua minerale San Benedetto per la presenza di contaminanti idrocarburici. Anche acqua Sant’Anna nel 2017 ha avviato un ritiro da diversi supermercati per acqua con odore cattivo.
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Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24


Dopo che da poco tempo mi sono trasferito a Pigna (IM) dopo la doccia o l’acqua sul viso ho sentito bruciare gli occhi. Ho fatto le analisi a mie spese ed ho avuto (come immaginavo) la conferma di un eccesso di cloro. L’incredibile è che Pigna ha sorgenti termali eccellenti. Qui nessuno dice niente ma è possibile che non ci siano controlli ufficiali??? Comunque vorrei sapere cosa dice l’amico che beve solo acqua del rubinetto.
In certe situazioni l’acqua del rubinetto ha delle criticità e la minerale è la soluzione .Il problema è che siamo i più grandi bevitori di acqua minerale al mondo pur essendoci migliaia di località in cui l’acqua del rubinetto è ottima.