Una campagna dell’American Heart Association invita a ridurre il consumo di sale, spesso sottostimato: la maggior parte arriva da cibi industriali, mentre i consumatori chiedono prodotti meno salati ma faticano a rendersi conto delle quantità assunte.
Con lo slogan “Sale, io ti amo, ma mi stai facendo a pezzi il cuore” (vedi video sotto), i cardiologi dell’American Heart Association (AHA) stanno conducendo una campagna per educare i consumatori a ridurre il consumo giornaliero di sale. L’AHA spera che questo serva anche a combattere la resistenza dell’industria alimentare a ridurne ulteriormente la quantità dei propri cibi, negli ultimi anni già diminuita del 40-50 per cento, temendo che un’ulteriore diminuzione alteri il sapore dei cibi e faccia perdere clienti.
Secondo un sondaggio dell’associazione, il 97% degli americani sottostima o non è in grado di valutare quanto sale assume ogni giorno. La maggior parte delle persone ignora che il 77% del sale che assume proviene da cibi trasformati industrialmente e dai ristoranti. Il 75% degli intervistati preferirebbe che i cibi trasformati ne contenesse di meno. Il sito FoodNavigator scrive che secondo la responsabile della campagna dell’AHA, Emily Anne Miller, la quantità di sale che si aggiunge a tavola corrisponde normalmente al 20% di quanto ridotto a livello industriale.
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