pomodorini ciliegino

Il ceppo è lo stesso che circola in Europa che dal 2023 e che ha colpito 437 persone. Focolai anche in Lombardi, Lazio e Friuli. E in Val Trompia?

Niente pomodori crudi nelle mense di nidi, scuole, ospedali e case di cura. Al loro posto, verdure cotte. È la misura chiesta dalla Regione Puglia a Comuni e operatori della ristorazione collettiva con una nota d’urgenza del Dipartimento Salute. Secondo la direttiva, citata dall’ANSA, la decisione segue la riunione della Task Force nazionale del 30 settembre sui “numerosi” focolai di salmonella registrati in Puglia, Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia, attribuiti al consumo di pomodori freschi, in particolare ciliegino crudo.

Per chi segue Il Fatto Alimentare non è una sorpresa. Un anno fa avevamo segnalato che lo stesso ceppo di salmonella collegato ai pomodorini siciliani, stava facendo ammalare centinaia di persone in Europa. E due settimane fa, raccontando il focolaio nelle scuole della Val Trompia, un lettore ci aveva suggerito di focalizzare l’attenzione proprio sui pomodorini. Oggi quell’ipotesi è diventata più concreta.Quattro regioni, un solo ceppo.

Elementary Pupils Enjoying Healthy Lunch In Cafeteria mensa scolastica scuola bambino
La regione Puglia vieta il consumo di pomodorini crudi nelle mense scolastiche

La direttiva pugliese parla di un aumento dei casi di Salmonella Strathcona ST2559 e dei focolai di salmonellosi documentati a settembre. Le indagini epidemiologiche dei Dipartimenti di prevenzione li associano al pomodoro fresco, soprattutto al ciliegino crudo. Le analisi hanno trovato la salmonella in un lotto di pomodori provenienti dalla provincia di Caltanissetta Le Asl hanno trasmesso il divieto, con effetto immediato, a nidi, scuole dell’infanzia e primarie, mense ospedaliere, case di cura e di riposo.

Nelle stesse ore il Ministero della Salute ha pubblicato il richiamo di un lotto di pomodorini ciliegino G&V Ortaggi, prodotti a Gela (Caltanissetta), per presenza di Salmonella spp. Si tratta del lotto 210, distribuito in un collo da circa 6,5 kg (abbiamo pubblicato  l’allerta pochi giorni fa). L’avviso non dice se il prodotto fosse destinato alla ristorazione o alla vendita al dettaglio, né contiene immagini. Non è chiaro se sia lo stesso lotto citato dalla Regione Puglia.

Una persona tiene dei pomodori avvolti in un canovaccio
Ci sono forti sospetti su un lotto di pomodorini siciliani

Un problema noto dal 2011

Il ceppo Strathcona ST2559 non è nuovo. Il primo focolaio europeo risale al 2011 in Danimarca, già allora collegato ai pomodorini siciliani. Nell’aggiornamento di ottobre 2025, ECDC ed EFSA contavano 437 casi confermati in 17 Paesi tra gennaio 2023 e settembre 2025. L’Italia era in testa con 123 casi, davanti a Germania (113) e Austria (76).
Le indagini in Austria (2023 e 2025) e in Italia (2024) hanno indicato come fonte i pomodorini di Sicilia. Uno studio collaborativo europeo ha ricostruito 662 casi in 14 anni, legati a una fonte comune, e stima che i casi reali siano molti di più. Il dato più pesante riguarda l’origine: nel gennaio 2025 il ceppo è stato trovato nell’acqua di irrigazione di un pozzo presso un produttore siciliano.
ECDC chiedeva verifiche e controlli nella fase di pre-raccolta, a partire dall’acqua di irrigazione. I produttori siciliani avevano respinto il collegamento, sostenendo che nei pomodori campionati non era mai stata trovata contaminazione. Nel frattempo, a settembre 2026, un’indagine tedesca su un focolaio con oltre cento malati ha indicato di nuovo i pomodori italiani.

E in Val Trompia c’entra la salmonella?

A metà settembre un focolaio di salmonella ha colpito nidi, scuole dell’infanzia e primarie di Gardone Val Trompia, Concesio e Marcheno, nel Bresciano. ATS Brescia ha contato 117 casi, tra cui alcuni adulti, e fino a 14 bambini ricoverati. Il focolaio è stato ricondotto ai pasti del 10 e 11 settembre preparati dal centro cottura di Inzino, chiuso dal 14 settembre.
Le ispezioni nei centri cottura e nelle mense, secondo la stampa locale, non hanno trovato difformità. ATS ha annunciato analisi sui “pasti prova” conservati, ma finora non ha comunicato né il sierotipo isolato nei bambini né l’esito delle analisi sugli alimenti.
Un lettore però ci aveva scritto invitandoci a focalizzare l’attenzione sui pomodorini.

Oggi la direttiva pugliese indica la Lombardia tra le quattro regioni e sappiamo che i focolai pugliesi associati al ciliegino sono stati documentati proprio a settembre. Le date sono compatibili. Ma il collegamento resta un’ipotesi: nessuna autorità lo ha confermato.
Una settimana fa abbiamo scritto ad ATS Brescia per chiedere aggiornamenti sulle indagini ma non abbiamo ricevuto risposta.

Basta lavarli?

Un anno fa, dopo il nostro articolo sul focolaio europeo, molti lettori ci avevano chiesto se lavare i pomodorini fosse sufficiente. Lo avevamo chiesto ad Antonello Paparella, ordinario di microbiologia degli alimenti all’Università di Teramo che ha detto:
“La contaminazione da Salmonella nei prodotti ortofrutticoli freschi come i pomodorini può avvenire in diversi modi e non si limita sempre e solo alla superficie esterna”. Di solito i batteri arrivano dall’acqua di irrigazione, dal terreno, dai fertilizzanti organici o dagli animali selvatici, e restano in superficie. In rari casi, però, la salmonella può penetrare all’interno attraverso microlesioni o gli stomi della pianta, soprattutto se c’è differenza di temperatura con l’acqua di irrigazione o di lavaggio.
Il punto è cruciale: il ceppo Strathcona è stato trovato proprio nell’acqua di irrigazione di un’azienda siciliana. È una delle ragioni per cui, nelle mense che servono bambini, anziani e malati, la scelta prudente è passare alle verdure cotte.

Le domande che restano

Il ceppo è noto da 15 anni, il veicolo è sempre lo stesso e l’acqua contaminata è stata trovata nel 2025. Eppure nel 2026 siamo ancora ai divieti d’urgenza nelle mense. Restano alcune domande. Perché non ci sono controlli obbligatori sull’acqua di irrigazione nelle aziende coinvolte, come chiedeva ECDC? Perché solo la Puglia ha sospeso i pomodori crudi, se i focolai riguardano quattro regioni?
Chi ha convocato la Task Force come riferisce l’ANSA, e perché le conclusioni non sono state rese pubbliche? Quali sono i focolai lombardi esaminati? La Val Trompia è tra questi? E infine perché l’avviso di richiamo G&V Ortaggi non dice dove è finito il prodotto?
Per i consumatori il rischio nei negozi resta basso, ma valgono i consigli di Paparella: lavare bene in acqua corrente, pulire piani di lavoro, coltelli e piatti, preferire frutti integri e conservarli in frigorifero. Bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone fragili possono preferire, per ora, il pomodoro cotto.

© Riproduzione riservata Foto: iStock, Depositphotos, Fotolia

 

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