Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo da parte dell’operatore di un lotto di fagioli dall’occhio dal Perù venduti con i marchi Melius Legumi Scelti, Kavak Premium e in sacchi senza marchio. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la presenza di clorpirifos oltre i limiti consentiti, rilevata nell’ambito di controlli ufficiali. Il prodotto in questione è venduto in confezioni da 25 kg (sacchi anonimi), 5 kg (Melius), 1 kg (Kavak) e 500 grammi (Melius) con il numero di lotto 356/25 e il termine minimo di conservazione (TMC) 30/05/2027.
L’azienda Casillo Pasquale Srl ha commercializzato in Italia i fagioli dall’occhio richiamati. Lo stabilimento si trova in via FF.SS. 108, a Ottaviano, nella città metropolitana di Napoli.
A scopo precauzionale, l’azienda raccomanda di non consumare i fagioli dall’occhio con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del prodotto richiamato possono restituirlo al punto vendita d’acquisto.
Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 147 richiami e ritiri, per un totale di 376 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos (copertina), Ministero della Salute
Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.






Molto utile
Gent.ma Crepaldi, nel farle comunque i complimenti per il suo apprezzabile lavoro, noto peraltro con rassegnazione che anche lei continua a usare il termine “pesticidi”. Devo riconoscere che ormai da tempo questo termine è usato diffusamente per indicare l’insieme dei principi attivi (p.a.) spesso di sintesi chimica ed è dunque entrato nel lessico italiano. Ma a noi agronomi fa un po’ specie e ora spiego il perché.
In inglese “pest” sta per organismo animale dannoso, da cui “pesticide”. Ma questi prodotti sono insetticidi, acaricidi o nematocidi, o anche rodenticidi. Che ci azzecca – direbbe qualcuno – con fungicidi (p.a. che contrastano le malattie delle piante di origine fungina, che possono causare ampie riduzione delle rese delle colture) o anche con i numerosissimi diserbanti (contro le specie vegetali avventizie che competono con le piante coltivate, o “malerbe”)?
Per usare un termine generale per tutta la congerie di principi attivi usati in agricoltura, esistono i termini “fitofarmaci” o anche”agrofarmaci”. E’ vero che essi suonano molto meglio, richiamando il fatto che tali prodotti sono o dovrebbero essere usati a ragion veduta, quali farmaci. Quindi sottoposti a normative specifiche e limiti precisi, quali quelli legati al tenore di chlorpyrifos sui legumi importati.
Sono più che cosciente che questo mio post non cambierà le cose, ma è un fatto di onestà intellettuale. Buon lavoro e grazie.