Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo precauzionale da parte del produttore di un lotto di caciotta di pecora Primo Sale del Caseificio Sabino Francesco. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la sospetta presenza di Listeria monocytogenes. Il prodotto in questione è venduto a peso, e appartiene al lotto numero 432_01/06/2026 con il termine minimo di conservazione (TMC) 17/12/2026.
L’azienda Caseificio Sabino Francesco ha prodotto la caciotta di pecora richiamata. Lo stabilimento di produzione si trova in Contrada Sansaniello, a Venosa, in provincia di Potenza (marchio di identificazione UE IT 17 4).

In via cautelativa, l’azienda raccomanda di non consumare la caciotta di pecora con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione sopra indicato. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del prodotto richiamato possono restituirlo al punto vendita d’acquisto.
Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 180 richiami e ritiri, per un totale di 422 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos (copertina), Ministero della Salute
Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.





Mi spiegate il modo con cui si fanno questi richiami ? A campione ? Su denuncia di qualche infetto ? Le aziende stesse fanno controlli a campione ? Prima di mettere in commercio il prodotto ? O è tutto il sistema di controlli che ha dei buchi ? Ed è tutto “all ‘ italiana ” ? E se io mi trovassi nella situazione di restituire il prodotto incriminato vengo diciamo ” risarcito ” solamente con quello che ho speso ? Grazie e siete sempre i migliori !
Il sistema di controllo della sicurezza alimentare in Italia è tra i più rigidi al mondo e si basa sulla prevenzione, non sulle segnalazioni a caso.
I richiami avvengono principalmente grazie a due livelli di verifica:
Autocontrollo aziendale (HACCP): Le imprese sono obbligate a fare analisi periodiche sui lotti. Molti richiami sono notificati dalle aziende stesse appena rilevano un’anomalia.
Controlli ufficiali: ASL, NAS e autorità sanitarie eseguono ispezioni e campionamenti continui su tutta la filiera.
Il fatto che i richiami vengano pubblicati dimostra che la rete di vigilanza funziona e protegge i consumatori.
Infine, chi restituisce un prodotto richiamato al punto vendita ha diritto al rimborso della spesa o alla sostituzione del prodotto (anche senza scontrino).