latte in polvere ricostituito in un biberon su sfondo azzurro

A tre mesi dai primi richiami, EFSA ed ECDC fanno il punto sull’allerta legata alla tossina del Bacillus cereus: sette Paesi coinvolti e centinaia di casi ancora sotto indagine.

A tre mesi dai primi richiami di latte in polvere Nestlé e a due mesi dall’esplosione dell’allerta cereulide in tutta Europa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) fanno una prima valutazione dei casi di gastroenterite che potrebbero essere stati causati dalla cereulide, la tossina prodotta dal Bacillus cereus al centro dello scandalo. Al 13 febbraio, sette Paesi hanno comunicato di aver confermato o messo sotto indagine più di 150 casi, ma altre decine, se non centinaia, potrebbero rimanere non diagnosticati, perché facilmente confondibili con altre infezioni gastrointestinali comuni.

Più di 150 bambini colpiti

Nel dettaglio, per il momento i Paesi più colpiti risultano essere il Regno Unito e la Spagna, che hanno segnalato rispettivamente 44 e 41 lattanti colpiti da gastroenterite che avevano consumato i lotti di latte in polvere richiamato. Le autorità spagnole hanno comunicato anche 12 ricoveri e altri 10 casi sospetti. Segue la Danimarca con 32 casi potenziali, riferiti dai genitori, ma che non hanno ancora riscontri. Un caso particolare è quello della Francia, dove si sono verificati 11 ricoveri di lattanti (di cui cinque con consumo accertato dei lotti richiamati) e dove si indaga su due morti sospette. Gli altri Paesi che hanno segnalato casi confermati o presunti sono: Austria (4, di cui un ricovero), Belgio (8) e Lussemburgo (3, di cui due ricoverati). L’Italia non ha riportato casi, per il momento.

portrait serious stern baby
Sette Paesi hanno segnalato circa 150 casi di gastroenterite che potrebbero essere collegati al consumo di latte artificiale contaminato da cereulide

La scoperta della contaminazione

Il caso ha destato scandalo, soprattutto in Francia, non solo perché coinvolge neonati e lattanti, ma anche peri ritardi nella comunicazione dell’allerta. Nestlé, infatti, ha scoperto la contaminazione da cereulide già a fine novembre durante analisi in autocontrollo presso uno dei suoi stabilimenti nei Paesi Bassi. I primi richiami precauzionali, tuttavia, sono scattati soltanto il 10 dicembre e hanno interessato 25 lotti distribuiti in Paesi: in Italia, per esempio, il provvedimento ha coinvolto il latte in polvere Nidina Optipro 1.

Il 23 dicembre le analisi di Nestlé hanno individuato la causa principale della contaminazione: una miscela di oli utilizzata in diversi impianti, contenente acido arachidonico (ARA), proveniente da un’azienda cinese, che rifornisce numerosi produttori in tutto il mondo (come rivela anche una notifica inviata al RASFF il 9 gennaio dalla Svizzera). Ulteriori indagini retrospettive hanno portato a scoprire che la contaminazione risale addirittura a ottobre 2024 e si è protratta per tutto il 2025, con picco nel luglio 2025.

L’allerta si allarga

Il 5 gennaio Nestlé ha quindi esteso il richiamo della formula per lattanti: sono più di 800 le referenze di latte artificiale, sia in polvere sia liquido, prodotte dal colosso svizzero e distribuite in oltre 60 Paesi, coinvolte nell’allerta. Solo in Italia, i prodotti interessati sono nove – Nan Supremepro 3, Nan Supremepro 2, Nan Supreme Pro 1, Nan Pre, Prenan Post, Nan Expert Pro SL, Nidina 1, Nidina Optipro 1 e Alfamino – venduti in vari formati.

Nidina Optipro 1 Nestlé richiamo 10.12.2025
I primi richiami hanno interessato il latte in polvere Nidina OptiPro 1

 

Siccome l’azienda cinese coinvolta ha fornito l’olio contaminato a numerose aziende, l’allerta non è rimasta circoscritta ai prodotti Nestlé. Tra fine gennaio e febbraio, infatti, anche Lactalis, Danone (con i marchi Aptamil e Mellin) e Granarolo hanno effettuato richiami precauzionali per la possibile presenza di cereulide nei loro marchi di latte in polvere.

L’allerta si è allargata ulteriormente quando l’EFSA, su richiesta della Commissione Europea, ha prodotto una valutazione scientifica rapida sulla cereulide, stabilendo nuovi limiti nel latte artificiale e di proseguimento (0,054 μg/L di latte artificiale per neonati, e 0,1 μg/L di latte di proseguimento).

I rischi

Secondo EFSA ed ECDC, grazie alle misure di controllo attuate su larga scala nell’UE, al momento la probabilità di esposizione a prodotti contaminati è ritenuta bassa. Tuttavia potrebbero verificarsi altri casi se i prodotti richiamati dovessero restare in circolazione. I prodotti richiamati non devono essere somministrati a neonati o bambini piccoli e devono essere restituiti al punto vendita. È importante prestare attenzione a sintomi come vomito e diarrea, e di rivolgersi a un medico se i neonati o i bambini piccoli sviluppano sintomi gastrointestinali persistenti o gravi.

Tutti i marchi coinvolti in Italia

Nestlé

  1. Nidina Optipro 1 (richiamo 1richiamo 2richiamo 3)
  2. Nan Supremepro 3 (richiamo)
  3. Nan Supremepro 2 (richiamo)
  4. Nan Supreme Pro 1 (richiamo)
  5. Nan Pre (richiamo)
  6. Prenan Post (richiamo)
  7. Nan Expert Pro SL (richiamo)
  8. Nidina 1 (richiamo)
  9. Alfamino (richiamo)

Granarolo

  1. Granarolo Bimbi 2 (richiamo)

Sterilfarma

  1. Monello 2, prodotto da Granarolo (richiamo)

Danone Nutricia

  1. Aptamil 1 (richiamo)
  2. Aptamil 2 (richiamo)
  3. Aptamil AR 2 (richiamo)
  4. Aptamil Tab FO (richiamo)
  5. Aptamil TAB IF (richiamo)
  6. Aptamil Profutura 1 (richiamo)
  7. Aptamil Profutura 2 (richiamo)
  8. Mellin 1 (richiamo)

© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, AdobeStock, Ministero della Salute

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