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Prodotti vegani: tanti additivi, aromi e zuccheri per un prezzo esagerato. L’indagine di 60 Millions de consommateurs sulle etichette dei cibi veg

Continua a crescere l’offerta di prodotti vegani, acquistati sempre più spesso anche dai consumatori che non abbracciano uno stile di vita senza carne, pesce e derivati, nella convinzione che si tratti di cibi più sani e soprattutto naturali. Ma è davvero così? Se lo sono chiesto i giornalisti della rivista francese 60 Millions de consommateurs, che hanno analizzato le liste degli ingredienti e le dichiarazioni nutrizionali dei cibi vegani in vendita nei supermercati d’oltralpe.

Secondo quanto riportato dal magazine francese, la reputazione di prodotti sani e naturali dei cibi vegani non regge all’esame delle etichette. Nella maggior parte dei casi per riprodurre un prodotto “onnivoro” in chiave vegana si usano numerosi additivi e aromi, necessari per riprodurre le caratteristiche sensoriali delle componenti di origine animale. In questi alimenti, per esempio, il formaggio viene spesso sostituito da una miscela di amidi e oli vegetali, con stabilizzanti e aromi, per dare un sapore accettabile. Oltre agli ingredienti poco “naturali”, spesso i prodotti vegani presentano squilibri da un punto di vista nutrizionale. In particolare, contengono spesso troppi zuccheri e poche proteine.

Un’altra nota dolente è il prezzo. I prodotti vegani possono arrivare a costare più del doppio dei loro omologhi convenzionali. Le aziende giustificano questi importi con le minori quantità di prodotto lavorate, l’uso di ingredienti più costosi e la messa in funzione di nuovi processi produttivi, che richiedono un investimento.

Insomma, alla fine dei conti per i consumatori vegani scegliere alimenti base come i legumi e la soia invece dei sostituti della carne industriali è più conveniente, secondo 60 Millions de consommateurs. Si tratta infatti di alimenti ricchi di fibra e proteine con si può comporre una dieta sana ed equilibrata, anche per il portafoglio.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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8 Commenti

  1. L’ultimo paragrafo é contraddittorio con il resto.

    • Giulia Crepaldi
      Giulia Crepaldi

      Gentile Francesca,
      nell’ultimo paragrafo si riporta il consiglio della rivista di scegliere in una dieta vegana alimenti base, come i legumi e la soia, al posto dei prodotti sostituti della carne (o di latte e formaggi) industriali per vegani, che contengono troppi zuccheri, additivi e aromi per ottenere un gusto accettabile e un aspetto sensoriale simile a quello dei prodotti di origine animale.

  2. Ricordo che la soia è legume

    Da wipedia
    La soia o soja è una pianta erbacea della famiglia delle Leguminose, oggi delle Fabaceae

  3. Gli ingredienti primari degli alimenti vegani, contrariamente a quanto lamentano i produttori, non sono costosi ma notoriamente molto meno cari di tutti gli ingredienti di origine animale.
    Sulla qualità di queste ricette ci sarebbe molto da dire, ma basta leggere i lunghi elenchi di sostanze che servono per costruire in fabbrica i surrogati di cibi classici, per farsene anche una vaga idea.
    Ritengo che i consumatori che hanno fatto una scelta idealistica così spinta e selettiva, dovranno rendersi conto di quali compromessi stanno accettando per coerenza con la propria coscienza.
    Anche l’ideale più alto deve fare i conti e non sottovalutare le esigenze fisiologiche primarie di ogni singolo organismo.

  4. Beh, si sapeva già: basta leggere le etichette.
    Soprattutto lo zucchero e i suoi derivati raffinati vengono infilati in grande quantità in molti di questi prodotti. Alcuni addirittura contengono “oli buoni” quali colza, palma, cocco.
    Devono contenere zuccheri e sali non aggiunti, cioè che si trovano negli ingredienti per natura e se proprio dobbiamo andare su un olio, decisamente meglio l’extravergine di oliva, altrimenti piuttosto quello di girasole.

    Leggere l’etichetta è la prima cosa da fare.

    • Concordo ed aggiungo una costatazione di fatto, che in evidente contraddizione con la sensibilità verso il benessere ed il non sfruttamento degli animali da parte delle persone che hanno fatto la scelta vegana, manchi di altrettanta sensibilità verso se stessi, in modo particolare per quanto riguarda la scelta qualitativa degli alimenti.

    • Lei critica la scelta dei vegani, ma è per caso convinto che i prodotti industriali contenenti ingredienti di origine animale non presentino gli stessi identici problemi? Se questa illusione la fa sentire meglio, e gli offre un’occasione per criticare le scelte etiche altrui, continui pure a crederci.

  5. Davide, se lei ha compreso i miei commenti sbaglia a dire che critico la scelta dei vegani, ma riferisco solamente la poca conoscenza e quindi sensibilità per le scelte QUALITATIVE degli alimenti a voi dedicati, soprattutto i surrogati e quelli ricostituiti con ricette discutibili.
    Scelta poco qualitativa, che purtroppo il mercato offre non solo per il mondo vegano, ma anche e più gravemente anche per i celiaci. Basta leggere bene le etichette degli ingredienti e dei valori nutrizionali per rendersene conto.
    Ho grande rispetto per le scelte etiche e morali del mondo vegano/vegetariano, che peraltro condivido da una vita e non mi permetterei mai di criticare una scelta così importante per l’evoluzione degli esseri umani, il benessere degli animali e la salvaguardia del nostro pianeta.
    Mentre per la conoscenza che ho della realtà produttiva agroalimentare dei comuni alimenti molto industrializzati, le posso confermare che i problemi sono proprio gli stessi e forse anche peggiori per le particolari esigenze di conservazione degli ingredienti di origine animale, rispetto a quelli solo vegetali.
    Ma due problemi non hanno mai prodotto una soluzione ed ognuno deve badare a cosa sceglie di portare alla sua tavola, senza eccezioni di categorie ideologiche.