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Mortadella Fiorucci Suprema con il 35% di carne di pollo! Risponde l’avvocato Dario Dongo

Ho trovato al supermercato la mortadella “Pallina di Suprema” della Fiorucci, si presenta come un prodotto senza glutine, senza latte, lattosio e caseinati e senza glutammato. Però ho notato con stupore che tra gli ingredienti c’è la carne di pollo e pure carne di pollo separata meccanicamente, per un totale del 35%. La carne suina rappresenta il 51% del totale. Mi sembra una contraddizione, vorrei saper il vostro parere.

Tiziana

fiorucci pallina di suprema mortadella

Abbiamo chiesto un parere all’avvocato Dario Dongo esperto di diritto alimentare

L’origine della mortadella, secondo Wikipedia, risale all’antica civiltà etrusca di Felsina, nel I secolo dopo Cristo. La citata fonte, come tante altre, riferisce a un trito di carni di suino mescolato con spezie, i conservanti della storia. E mancano, agli annali, notizie dell’impiego di carni avicole in tale prodotto. Dall’età dei romani ai tempi moderni, nessuna norma – al di fuori dei disciplinari delle mortadelle IGP (di Bologna e di Prato) – definisce i requisiti di produzione e commercializzazione di questo salume. Neppure i vari “decreti salumi”, tra cui l’ultimo del 26.5.16, purtroppo.

Bisogna perciò affidarsi ai principi generali del Reg. UE 1169/11 (eBook L’Etichetta) per valutare se, dal punto di vista del consumatore medio, la denominazione usuale “mortadella” possa esprimere un composto di carni che comprenda specie diverse, tra le quali quella di pollo, ivi comprese quelle separate meccanicamente. Probabilmente no, non almeno per il consumatore italiano.

mortadellaDi conseguenza, sussiste un dubbio sulla legittimità dell’uso della denominazione “mortadella” per un alimento composto per oltre un terzo da carni di pollo. E in ogni caso, se mai si potesse o volesse “sorvolare” su tale aspetto, dovrebbe comunque applicarsi la regola introdotta dal Food Information Regulation sul cosiddetto “ingrediente sostitutivo”.

Vale a dire: “nel caso di alimenti in cui un componente o un ingrediente che i consumatori presumono sia normalmente utilizzato o naturalmente presente è stato sostituito con un diverso componente o ingrediente, l’etichettatura reca — oltre all’elenco degli ingredienti — una chiara indicazione del componente o dell’ingrediente utilizzato per la sostituzione parziale o completa:
a) in prossimità della denominazione del prodotto; e
b) in caratteri la cui parte mediana (altezza della x) è pari ad almeno il 75 % di quella utilizzata per la denominazione del prodotto e comunque di dimensioni non inferiori a quelle previste dall’articolo 13, paragrafo 2, del presente regolamento.” (Reg. UE 1169/11, All. 6, punto 4).

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  Dario Dongo

Dario Dongo
Avvocato, giornalista. Twitter: @ItalyFoodTrade

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2 Commenti

  1. Sinceramente non ho capito qual è il problema. Non è meglio se c’è una porzione di carne di pollo anziché solo suino?

  2. In una circolare ministeriale del 2003 (n. 168 del 10/11/2003) erano previste indicazioni per la “Mortadella di puro suino” ; si prevedeva poi che nel caso di utilizzo di carni di più specie si indicassero le percentuali. Sembrerebbe quindi consentito l’utilizzo di carni diverse da quella di suino nella mortadella, a patto che ci sia la percentuale indicata (come nel caso di questo prodotto).