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Leonardo DiCaprio non viene espulso dall’Indonesia, ma il ministro si dichiara disposto a collaborare

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Le accuse di DiCaprio in visita in Indonesia hanno creato qualche incidente diplomatico, presto risolto

Il governo indonesiano ha fatto una rapida retromarcia dopo il clamore suscitato a livello internazionale dalle minacce di espulsione nei confronti di Leonardo DiCaprio. L’attore era stato anche inserito nella blacklist delle persone indesiderate, così che da assicurarsi che non mettesse piede nemmeno in futuro. Le minacce erano state fatte dal direttore generale del Dipartimento all’immigrazione, dopo che DiCaprio, durante una visita nell’ecosistema Leuser dell’isola di Sumatra, aveva postato foto e commenti sui social network in cui denunciava la distruzione delle foreste pluviali per far posto alle piantagioni di palma da olio. Secondo il funzionario del governo indonesiano, l’attore aveva gettato discredito sull’industria dell’olio di palma e sul governo del Paese asiatico.

A cercare di rimediare agli effetti di quella che si è rivelata un’enorme gaffe è intervenuto il Ministro dell’ambiente e delle foreste indonesiano, Siti Nurbaya, che in un’intervista al sito foresthints.news ha dichiarato di condividere in gran parte le preoccupazioni espresse da DiCaprio, giudicate “sincere”, espresse in buona fede e con buone intenzioni. Anzi, il Ministro ha sottolineato che durante l’escursione per vedere gli orangoutang nel parco nazionale di Gunung Leuser, DiCaprio era accompagnato da un funzionario del ministero e si è dichiarato disposto a collaborare con l’attore in uno sforzo comune, dove ognuna delle due parti possa esprimere le proprie preoccupazioni, comprese quelle che riguardano l’ecosistema Leuser. In ogni caso, ha affermato il Ministro, le preoccupazioni espresse da DiCaprio non hanno a che fare con i problemi dell’immigrazione.

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Le conseguenze della deforestazione per fare spazio alle palme da olio

Il Ministro indonesiano ha rifiutato, invece, di essere intervistato dal quotidiano britannico The Guardian, in merito all’iniziativa di Greenpeace, che in un decennio di lavoro ha messo insieme i dati di varie fonti sulle concessioni di terre in Indonesia. L’associazione ambientalista ha rivelato come la corruzione dei funzionari pubblici ai vari livelli abbia prodotto situazioni per cui gli stessi terreni sono stati concessi contemporaneamente, da autorità diverse, a società che operano in settori diversi: olio di palma, estrazione di carbone, commercio del legno. Ognuna di queste società ha un pezzo di carta per rivendicare la titolarità della concessione. Questo accade anche perché manca una mappa nazionale, promessa per la fine del 2015 ma poi rimandata al 2019, a causa della resistenza delle autorità locali a comunicare i dati in loro possesso, da cui potrebbero emergere comportamenti criminali e negligenti.

La corruzione diffusa, basata sulla concessione di terra in cambio di tangenti, viene denunciata anche da Laode Syarif, vice presidente della commissione governativa per la lotta alla corruzione, che sottolinea come gli incendi di foreste e torbiere per far posto alle coltivazioni intensive di palma da olio aumentino nel periodo delle elezioni, quando servono finanziamenti  per le campagne elettorali.

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. Avatar

    l’avevo detto. i problemi ambientali, dovuti a corruzione e disorganizzazione, sono seri e profondi. per affrontarli e risolverli, non servono certo le intimazioni con frasi ad effetto di qualche governante, ma servono impegni concreti da subito.

  2. Avatar

    Spero che l’interessamento di persone in vista come Leoardo Di Caprio possa dare un incentivo in più per fermare la deforestazione della Foresta Pluviale e la salvaguardia degli animali in pericolo di estinzione, che vivono in quell’ambiente, senza contare che le foreste sono un bene per tutto il mondo.