Home / Lettere / La “Zuppa Quinoa” è composta solo dal 5% dell’ingrediente da cui prende il nome. Una lettrice si sente ingannata, la risposta dell’avvocato Dario Dongo

La “Zuppa Quinoa” è composta solo dal 5% dell’ingrediente da cui prende il nome. Una lettrice si sente ingannata, la risposta dell’avvocato Dario Dongo

Il fronte della confezione di Zuppa Quinoa della Germinal
Il fronte della confezione di Zuppa Quinoa della Germinal

Buongiorno, recentemente ho acquistato la “Zuppa Quinoa” della Germinal, arrivata a casa ho controllato gli ingredienti ed ho scoperto che la Quinoa è presente solo per il 5%, mentre il rimanente 95% è composto da riso precotto, grano saraceno, piselli precotti. È inutile che dica che mi sono sentita un po’ presa in giro, io pensavo di aver comprato della quinoa, e invece…
Lina

Buongiorno Lina,
le sue perplessità sono comprensibile! Si direbbe che l’operatore abbia “giocato” sulle norme tecniche in tema di etichettatura per presentare come “zuppa di quinoa” un prodotto la cui natura è sostanzialmente diversa. Nell’apparente rispetto delle regole, ma forse neppure tanto. Mi spiego meglio:
– la denominazione del prodotto, sul retro etichetta, descrive in effetti la sua composizione come “preparato per zuppa senza glutine contenente quinoa”,
– l’ingrediente caratteristico quinoa, evidenziato sul fronte etichetta in caratteri cubitali, è a sua volta citato in lista ingredienti con precisazione della sua quantità (in percentuale rispetto agli ingredienti utilizzati),

– e tuttavia a ben vedere, l’informazione nel suo complesso, tenuto conto del posizionamento e dimensioni della parola quinoa sul fronte etichetta, sembra in contrasto con il primo requisito di cui all’articolo 7 del reg. UE 1169/11 (“Pratiche leali d’informazione”), secondo cui le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare: (a) per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e (b) la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità.Dal mio umile punto di vista, l’etichetta non è quindi corretta.

Il retro della confezione con la lista degli ingredienti (clicca per ingrandire)
Il retro della confezione con la lista degli ingredienti (clicca per ingrandire)

Purtroppo però, in attesa del fatidico “decreto sanzioni” su cui il governo pare sopito da oltre tre anni e mezzo, l’unico strumento di tutela rispetto alle pratiche commerciali scorrette è il c.d. Codice del consumo (di attuazione della dir. 2005/29/CE). La sua applicazione è rimessa all’arbitrio dell’Autorità Garante per la Concorrenza, c.d. ‘Antitrust’, sulla quale non è dato confidare…

Un profilo di illegittimità ancor più spiccato è costituito dall’indicazione generica “Nutri la Tua salute” che, ai sensi del regolamento CE 1924/06, può venire ammessa solo quando il prodotto presenti le condizioni per l’utilizzo di un claim nutrizionale o salutistico, del quale però non si ravvisa traccia.

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  Dario Dongo

Dario Dongo
Avvocato, giornalista. Twitter: @ItalyFoodTrade

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7 Commenti

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    Perché non lasciamo mangiare la quinoa ai boliviani e noi non continiamo a mangiare i nostri cereali? ne abbiamo moltissime varietà, con o senza glutine; la quinoa è l’alimento base dei boliviani, ma adesso ne esportano las maggior parte , alla fine comprerermo quinoa da loro e loro farro da noi….

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    mi sembra giusto l’invito di Daniela, anche se non sembra trattarsi di un cereale. magari, se domani qualcuno potesse e volesse coltivarla anche in Italia, ci sarebbe una legittima replicazione dell’offerta di un prodotto molto interessante.

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      La quinoa è uno pseudocereale, che non contiene naturalmente glutine. Alimento adattissimo ai celiaci e agli intolleranti al glutine e, a mio parere, ancor di più rispetto a quelli che non contengono glutine.

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    sergio saporetti

    Ho visto pure io questa zuppa e l’ho lasciata lì sullo scaffale. Inoltre le barrette ai frutti della Germinal contengono olio di palma! il che per me è inaudito per un azienda italiana che dovrebbe puntare sulla qualità dei prodotti.

    ho scritto all’azienda la seguente lettera:

    Buongiorno.
    Ho letto l’articolo sul fatto alimentare http://www.ilfattoalimentare.it/zuppa-quinoa-risponde-dario-dongo.html

    e ho riconosciuto questo vostro prodotto che anche io avevo visto al negozio bio e ho lasciato lì sullo scaffale perchè sono abituato a leggere le etichette. Vorrei approfittare allora per esprimervi tutto il mio disappunto per come avete escogitato il fronte della confezione di questa zuppa Quinoa, in cui si vede in grande la parola Quinoa e poi in basso in piccolo l’aggiunta “con grano saraceno a piselli”, quando invece la lista degli ingredienti dice che il rapporto è esattamente opposto e di molto. Mi chiedo che bisogno avete di confondere così le idee. Già noi acquirenti di prodotti bio siamo più attenti a fattori quali salubrità, impatto ambientale ecc, proprio da voi non mi aspettavo questa imprecisione e pura tattica commerciale.
    Infine vorrei anche dirvi che nel mio ufficio prima prendevo le vostre barrette a i frutti dal distributore, ora non più da tempo..a causa dell’uso di olio di palma. Non mi venite a dire che tanto è olio bio! i vostri prodotti già costano di più di altri da supermercato. usate l’olio evo (si, meglio anche degli oli di semi estratti chimicamente) e farete più contenti i vostri abituali o ex clienti.
    cordiali saluti

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    mercedes bonetti

    A cosa servono le etichette se dal consumatore non vengono lette? abbiamo fatto tanto per avere chiarezza, ed ora non troviamo un minuto per sapere cosa comperiamo?

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      E’ vero. bisogna leggere le etichette. Ma anche banche e gestori telefonici mettono le clausole vessatorie nei contratti scritti in piccolo perché contano sul fatto che uno non vada a leggerle. Se un azienda è seria e non ha nulla da nascondere e si rivolge ad una clientela selezionata, allora dovrebbe essere più che trasparente e chiara nell’informazione, a prescindere dalla lista ingredienti che si sa, per la fretta può non essere letta e non è giusto che si giochi sulla fretta per dare informazioni fuorvianti.

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    Per esperienza personale consiglio sempre di leggere le etichette del prodotto da acquistare il marketing fa miracoli!!! Purtroppo mi sono accorta che molti prodotti spacciati per bío contengono olio di palma e questo in un supermercato dove si esalta “la natura” non dovrebbe succedere…….visto e considerato anche il costo elevato del prodotto.