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Il vino sa di tappo, entro quanto tempo si può presentare il reclamo? Risponde l’avvocato Dario Dongo

vino solfiti reclamo
Entro quanto tempo si può reclamare al rivenditore, anche senza scontrino?

Buongiorno, mi è capitato di comprare del vino con uno sgradevole sapore di tappo  impossibile da bere: come ci si deve comportare nei confronti del rivenditore? Me ne sono accorto dopo i soliti quindici/venti giorni concessi per il reclamo, ho ragione di lamentarmi? Quale documentazione posso presentare anche se è trascorso magari un anno, considerato che non posso recuperare gli scontrini?

Renzo

 

Buongiorno Renzo,

vino bottiglie
Per chiedere la sostituzione della bottiglia con il vino che sa di tappo sarebbe meglio riportare al punto vendita il contenitore aperto con il vino rimasto

le norme di riferimento si trovano nel c.d. Codice del consumo (articoli 128 e seguenti). In buona sostanza, il vizio deve venire denunciato entro 60 giorni dalla sua scoperta, entro un limite massimo di due anni dall’acquisto. Il diritto da reclamare è quello della sostituzione delle bottiglie non conformi ai parametri qualitativi ragionevolmente esigibili o, in alternativa (meno probabile, a fronte della difficoltà di stima del disvalore), la riduzione del prezzo. In caso di mancata conservazione degli scontrini, la prova può essere fornita con qualsiasi altro mezzo, ivi comprese le testimonianze. La cosa migliore sarebbe però di riportare al punto vendita la bottiglia aperta con il vino rimasto, come prova dell’inadeguatezza del prodotto, che potrebbe venire dubitata nel caso residuino solo poche gocce.  Vale la pena concludere con un suggerimento per i successivi acquisti: una volta passi, la seconda si chieda sostituzione o rimborso, la terza si cambi fornitore… I tempi della giustizia, giudiziale e stragiudiziale, sono sempre più lunghi rispetto a quelli di una decisione d’acquisto!

 

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  Dario Dongo

Dario Dongo
Avvocato, giornalista. Twitter: @ItalyFoodTrade

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3 Commenti

  1. Avatar

    Mi sono trovato poco tempo fa proprio in questa situazione.
    Ho contattato il servizio clienti della ditta produttrice del vino che si è mostrata estremamente gentile e disponibile.
    Mi è stato chiesto di restituire la bottiglia tramite corriere (ritiro a spese loro) in modo che potessero risalire, tramite il lotto, alla produzione da controllare ed in cambio mi hanno inviato una cassa di nuove bottiglie…
    Il disguido purtroppo ci può essere, anche con le marche più blasonate, spesso il servizio clienti fa la differenza…

  2. Avatar

    A me è capitato alcune volte acquistando dei vini in promozione presso una delle principali catene nazionale di supermercati di trovare bottiglie che sapevano di tappo. Accaduto una volta ok può capitare, di nuovo, che sfortuna, ma alla terza “offerta speciale” e terza “sola” con vino che sapeva di tappo mi sono spazientito ed ho segnalato la cosa al servizio clienti.
    Ad onor del vero sono stati molto gentili e senza neppure richiedermi di presentare il vino (che peraltro avevo a disposizione) mi hanno accreditato sulla mia tessera a punti il corrispondente della bottiglia. Però ribadisco…. com’è che svariate volte mi è capitato di trovare vino che sapeva di tappo ma sempre e solo con i vini in offerta ancorchè di marche diverse?

  3. Avatar
    stefano zaninotto

    Premesso che il ” gusto di tappo” è una anomalia sensoriale che tecnicamente viene inquadrata nel “sentore di muffa” vorrei ricordare che il composto che la genera ( 2,4,6 tricloroanisolo) è presente in diversi alimenti quali il caffè, e alcuni vegetali freschi , inseriti normalmente nella IV gamma. La presenza nel tappo di sughero è legata a fattori esterni al sughero stesso, ma presenti in natura e generati da inquinamenti ambientali. Dal punto di vista tecnico, non c’è un rapporto tra il prezzo della bottiglia di vino e il possibile difetto di muffa riscontrato nel tappo. Oggi per poter stabilire se nel tappo di sughero è inquinato e la presenza di muffe sia in quantità tale da procurare problemi bisogna fare un’analisi distruttiva. Stefano Zaninotto direttore tecnico Amorim cork Italia S.p.A.