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Il video fake contro il Tonno Auriga. Presentato come uno scandalo ciò che avviene naturalmente a un tonno bollito messo sotto l’acqua

tonno auriga bufalaNei giorni scorsi, sul web è circolato un video in cui si mostra come il Tonno Auriga, fatto ad Erice, in Sicilia, se messo sotto l’acqua, si riduca ad un ammasso spugnoso di fibre, che secondo l’autore è buono per lavare la macchina. “Questo doveva essere tonno. C’è solo l’odore del tonno. Incredibile. Straccetti di stoffa ci danno da mangiare”, dice la voce dell’uomo che nel video di tre minuti ha messo il contenuto di una scatoletta in una scolapasta sotto l’acqua corrente, provocando la reazione indignata di molte persone che si sono ritenute truffate.

In realtà, come spiega il sito Bufale.net, è naturale che succeda questo, perché il Tonno Auriga, come tutti i tonni in scatola, viene prima bollito e poi messo sott’olio. E come capita a tutti i pesci, in questo modo si sfalda, lasciando solo le parti fibrose e le proteine.

Su Facebook anche Tonno Auriga spiega “a te che non lo sai: il tonno è composto da proteine e le proteine hanno una componente fisiologica costituita da fibre. ‘Lavando’ il tonno, le proteine idrosolubili si perdono. Strizzandolo, si notano le proteine fibrose denaturate rimaste. Questo vale a prescindere dalla marca, ed è garanzia che proprio di tonno stiamo parlando”.

E il proprietario di Tonno Auriga, Nino Castiglione, ringrazia i consumatori “per la fermezza con cui avete difeso il nostro prodotto e la nostra azienda dall’attacco maldestro di qualche persona sciocca e in cattiva fede”.

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  Beniamino Bonardi

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7 Commenti

  1. L’ignoranza dilaga!
    Che poi anche la stoffa è fatta di materiale organico, non è che sia tanto diversa dall’insalata.

  2. Tant’è che se lo si emulsiona con un grasso e si applica una forte lavorazione meccanica si “manteca” facendo una bellissima “crema di tonno”.

  3. D’accordo, ma il tipo che ha iniziato il tam-tam su facebook, non dovrebbe essere individuato e punito? L’azienda in questione, voglio sperare che intenda tutelarsi (che significa tutelare tutta l’azienda, compresi dipendenti ed indotto).
    Francamente non se ne può più di social e “notizie virali”. Oggi possiamo valutare il livello di imbecillità di un soggetto dal numero di amicizie e di post (ossia di interazioni) sui social.

    • sono d’accordo, devono smetterla di calunniare a caso per avere dei like. che si prendano le loro responsabilità , internet non è terra franca dover poter sputare merda su chiunque senza cognizione di causa.

    • Non servono “leggi speciali” per Internet, basterebbe applicare il Codice Penale vigente.
      Il tizio che ha diffuso quel video ha sicuramente commesso per diversi reati penali, spero che l’azienda lesa agisca legalmente nei suoi confronti, ma senz’altro il procurato allarme è procedibile d’ufficio da parte

    • @Lorenzo:
      In questo caso, non si tratterebbe di procurato allarme (seppure ha creato allarmismo, ma sono due cose distinte), ma di diffamazione a mezzo “stampa/internet” il quale ricade negli articoli 595 e seguenti del C.P.
      In tale caso, salvo che la Procura ravveda altri elementi d’accusa, risulta essere un reato a “querela di parte”. Personalmente, mi auguro che il “buonismo” non prevalga e che, attraverso i legali, l’azienda/aziende colpita si faccia naturale (giudiziaria) giustizia.

  4. Meno male che è stata fatta chiarezza.. il tonno delle Egadi è una risorsa del territorio