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Cioccolato Venchi, la barretta Chocaviar non ha il 75% di cacao come scritto sul bollino della confezione. Sanzione di 70.000 € decisa da Agcm

La società Venchi è stata sanzionata dal’Autorità garante delle concorrenza e del mercato e deve pagare una somma pari a 70 mila euro, per aver indicato in maniera ingannevole la percentuale di cacao contenuta nella barretta “Chocaviar extra fondente 75%”, in violazione agli articoli 20, comma 2, e 21, comma 1, lettera b, del Codice del Consumo.

La percentuale del 75% – enfaticamente riportata sul frontpack delle barrette “Chocaviar” Venchi – non è da ascriversi al prodotto nel suo complesso, ma solo alla ricopertura esterna (la granella). Questa circostanza viene riportata, insieme ad altre informazioni, nel retro della confezione, dove si trova la percentuale di cacao delle diverse componenti della barretta. Il problema è che vengono utilizzati caratteri tipografici di dimensioni significativamente inferiori rispetto a quelli utilizzati nella parte anteriore del prodotto. 

Il problema riguarda propio il bollino posizionato nella parte frontale della confezione, che richiama con una certa enfasi la percentuale di cacao, attraverso l’indicazione “75% ricoperto farcito cuor di cacao”,  seguita da un pittogramma che riporta la medesima percentuale. Secondo l’Antitrust, l’assenza di ulteriori specificazioni, contestuali e di pari evidenza grafica, sull’effettiva percentuale di cacao contenuta nel prodotto induce il consumatore medio a ritenere erroneamente che la percentuale di cacao sia riferita alla barretta intera anziché all’involucro esterno (le microsfere che costituiscono la granella). Ne consegue che l’acquirente possa essere tratto in inganno su una caratteristica molto importante del prodotto e sia indotto ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso.

È vero che indicazioni precise sull’effettiva percentuale di cacao presente nella barretta sono riportate sul retro della confezione, ma secondo l’Antitrust queste diciture non sono sufficienti per sanare l’equivoco ingenerato nella fase di “primo contatto”, in considerazione dell’enfasi volutamente attribuita alla percentuale di cacao e alla evidente collocazione grafica del bollino “75%”.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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