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“L’Umbria dei mulini ad acqua”: un volume storico, geografico e turistico che spiega le usanze del’epoca e il valore nel territorio

L'umbria dei mulini ad acqua
L’Umbria dei mulini ad acqua descrive il valore di queste strutture nelle usanze dell’epoca e nel contesto del territorio.

“L’Umbria dei mulini ad acqua” è un imponente volume edito da Quattroemme e sviluppato a cura di Alberto Melelli e Fabio Fatichenti. All’interno troviamo l’apparato iconografico di Bernardino Sperandio accanto a vecchie foto riesumate dagli archivi. Il libro è suddiviso in una prima parte storica e metodologica, nella quale si traccia un contesto, si spiega il valore dei mulini nelle usanze dell’epoca e il valore nel contesto del territorio.

 

Il mulino viene  definito il “signore del Medioevo” per le sue capacità di far gravitare attorno a lui il fulcro delle attività feudali. La parte iniziale del libro chiude con la letteratura, le fonti, l’ingegneria e gli aspetti tecnici dei mulini.Oltre all’aspetto storico, anche quello geografico acquista importanza essendo ora parte integrante delle bellezze architettoniche. In questa logica  paesaggio nell’ultima parte del volume è possibile trovare una guida per viaggiare alla scoperta dei mulini idraulici.

 

mulini ad acqua
L’apparato iconografico del libro e ricchissimo e affascina il lettore

La seconda parte riguarda le  strutture dell’Umbria, e descrive le attività attraverso un percorso tra archivi e ricerche. Ogni autore ha portato un suo contributo prediligendo o il vissuto storico, o le componenti ingegneristiche o ancora la situazione in cui si trova il mulino. Ciascuna struttura è stata inquadrata all’interno di una delle aree geografiche dell’Umbria, proprio perché le diversità emergono in funzione degli aspetti idrografici, geolitologici e oromorfologici. Questa parte è preceduta da una attenta descrizione dell’ambito umbro di riferimento. L’apparato iconografico ricchissimo e affascina il lettore, così come la possibilità di far fruttare la consapevolezza di quanto appreso in un viaggio per l’Umbria con una prospettiva differente.

Sara Rossi

© Riproduzione riservata

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