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Uliveto e Rocchetta: gli auguri di Natale con l’inganno. Basta con le “acque della salute”, lo hanno detto Antitrust e Giurì

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Gli auguri di Uliveto e Rocchetta pubblicati il 24 e il 29 dicembre sul Corriere della sera hanno un sapore che poco si abbina al clima natalizio. Si tratta di una pubblicità realizzata all’insegna dell’inganno e della scorrettezza. Il  messaggio ignora la recentissima sentenza dell’Antitrust (*) dove la società Co.ge.di International, proprietaria dei due marchi, viene condannata ad una multa di 100 mila euro per avere usato frasi ingannevoli. Purtroppo le stesse frasi si trovano negli auguri di Natale dove si ripropongono alcuni slogan salutistici giudicati ingannevoli come la frase  “digerisci meglio e vivi in forma”, o  “acque della salute“. La somma non sembra avere turbato le scelte di marketing della Co.ge.di International , che per la cronaca vende ogni anno 4 -500 milioni di bottiglie, anche grazie a queste campagne. La decisione di  ignorare la sentenza dell’Antitrust è abbastanza sorprendente, perché c’è il rischio di incorrere in  pene più severe.

 

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Il paradosso è che siamo di fronte a diciture giudicate scorrette 10 anni fa. La prima censura arriva nel 2004  dal Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, perché la dicitura “le acque della salute”  attribuiva alle minerali requisiti di superiorità inesistenti. I distratti manager di Rocchetta e Uliveto hanno però continuato ad utilizzare queste frasi ignorando la decisione.  La furberia viene smascherata dopo una segnalazione inviata da Il Fatto Alimentare al Giurì,  che nel maggio 2013  decide nuovamente la censura del messaggio. Anche in questo caso la sentenza non viene rispettata e sul quotidiano La Repubblica il 7 ottobre 2013 compaiono messaggi in cui si ribadisce che Rocchetta  “depura, stimola la diuresi e contrasta la ritenzione idrica“.  Anche Uliveto propone slogan censurati in una campagna apparsa sui quotidiani un mese dopo.

 

Le furberie vanno avanti sino al 9 dicembre 2013,  quando l’Antitrust censura gli slogan e condanna la società a 100 mila euro di multa. La storia però continua, e il  24 dicembre Uliveto e Rocchetta  si presentano ancora come “acque della salute” per gli auguri di Natale. Il Fatto Alimentare ha inviato un segnalazione all’Antitrust. Vi terremo informati.

Aggiornamento 4 gennaio 2014: alcuni lettori ci informano che la pubblicità di Uliveto e Rocchetta con la frase “acque della salute” è andata in onda anche alla radio e in  tv durante queste vacanze natalizie.

Roberto La Pira

Riproduzione riservata

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*) La sentenza censura alcuni degli slogan abbinati alla  bottiglia di Uliveto descritta come un’acqua  che  “aiuta la digestione grazie ai suoi preziosi minerali”, “aiuta a combattere la stipsi”, “aiuta a combattere l’osteoporosi”, “ristabilisce l’equilibrio idrico minerale alterato dopo l’attività fisica”  e ancora “per la salute digestiva e la reidratazione”, “digerisci meglio e vivi in forma”, “aiuta a prevenire la calcolosi urinaria”, “aiuta a mantenere i reni puliti”…

 

Accanto alla bottiglia di Rocchetta vengono riportati i seguenti claim “aiuta la diuresi perché mantiene puliti i reni e potenzia la loro azione di filtro”; “amica della depurazione perché contrasta l’accumulo di scorie e tossine dovuti a  stili di vita scorretti”; “previene la ritenzione idrica perché bere almeno un litro e mezzo al giorno di acqua aiuta a eliminare i liquidi in eccesso”; “effettua un vero lavaggio interno perché libera l’organismo dalle impurità e migliora l’elasticità e la luminosità della cute”; “previene la calcolosi urinaria perché la sua leggerezza (basso residuo fisso, basso contenuto di sodio, leggermente alcalina) aiuta a contrastare la formazione di calcoli”.

Un’interessante cronistoria della censura decisa dall’Antitrust contro Uliveto e Rocchetta è raccontata in un articolo sul sito Ibfan Italia, che rivela anche interessanti retrosena in merito all’accordo stipulato tra la Co.ge.di e la FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) per sponsorizzare le pagine pubblicitarie.

 

 

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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3 Commenti

  1. Ma quali acque della salute!! concordo con Voi. Mi meraviglio del fatto che ancora molti consumatori acquistano dette acque, ma non leggono le analisi di laboratorio riportate sulle etichette? sopratutto la Uliveto. Vergogna! meglio bere l’acqua di rubinetto.

  2. Costante Pinelli

    Evidentemente il produttore segue un calcolo Rischio / beneficio, come succede spesso, essendo le pene pecuniarie decisamente inferiori, per alcuni claim, al beneficio economico ricavato dalla pubblicità ritenuta ingannevole. E pensare che con piccole variazioni la pubblicità potrebbe essere ugualmente efficace. Se invece delle pene pecuniarie la magistratura potesse bloccare il grave danno procurato ai consumatori, anche se non sanitario, con il blocco della produzione ed il ritiro obbligato ed immediato del prodotto dal mercato, molti uffici marketing starebbero molto più attenti alla correttezza delle loro azioni.

  3. SydneyBlue120d

    Confermo che anche nelle pubblicità via Radio continuano tuttora ad usare il claim “Acque della salute”.