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Torte in faccia: un gesto nato come gag comica che diventa contestazione

Simple white cake with glaze on a gray background.Il 4 febbraio 1998 a Bruxelles, Bill Gates, il capo e fondatore della Microsoft, è oggetto del lancio in faccia di una torta alla crema e panna da parte di Noël Godin, un critico e scrittore che allontanandosi dice “Il mio lavoro qui è finito”. Lo stesso avviene il 15 febbraio 2005 in televisione, nel reality Il Ristorante, quando il cantante Edoardo Vianello ne lancia una in faccia ad Antonella Clerici giustificandosi poi dicendo “Pensavo che la mia carriera fosse finita”. Nel 2019 uno dei rapper più controversi del momento, Sfera Ebbasta (Giovanni Boschetti), in concerto con Steve Aoki, inizia a lanciare torte sul pubblico come forma di antistress per superare gli stati d’ansia durante i concerti. Lanciare torte in faccia non nasce come un gesto di contestazione, ma di comicità, e ha una storia lunga, ai più oggi sconosciuta se non da quando la televisione ha iniziato a presentare vecchie comiche. Una storia che inoltre ha un inizio controverso, come è per tutte le storie antiche.

Lanciare una torta in faccia a qualcuno per avere un effetto comico sembra essere presente nel Vaudeville americano di fine Ottocento, ma secondo la più accreditata tradizione sarebbe stata Mabel Normand (1892-1930), indiscussa regina dello schermo durante l’epoca gloriosa e pionieristica del film muto, a gettare la prima torta in faccia a Ruscoe Conkling Arbuckle (1887-1933), detto Fatty, nel film del 1913 A Noise From the Deep della Keystone Pictures Studio. Secondo un’altra versione la prima torta sarebbe stata quella lanciata in faccia al comico strabico Ben Turpin (1869-1940) nel film del 1909 Mister Flip della Essanay Film Manufacturing Company.

Il gesto di lanciare torte in faccia nasce come gag comica, forse nei film del cinema muto

Non è ben chiaro come e quando ci si rende conto che il lancio di una torta in faccia diventa una fonte di comicità per far ridere gli spettatori, anche perché vi è una diffusa narrazione che mescola le origini. Del potere comico della torta in faccia se ne sarebbe resa conto per caso Mabel Normand durante le riprese di un film e spazientita per non essere riuscita a far ridere il partner Ben Turpin, trovando una meringa ricoperta di crema su un tavolo, gliela lancia contro e lui, colpito in pieno volto, inizia a ridere fragorosamente. Quando la scena è proiettata ci si rende conto che è talmente ridicola da essere inserita nel film, benché non faccia parte del copione, e nasce così la famosa gag della torta in faccia, che tutti i più grandi comici del cinema d’epoca utilizzano per guadagnarsi una facile risata da parte del pubblico. Non ultimo è l’epocale e irresistibile ininterrotto lancio di torte in uno dei primi film di Stan Laurel e Oliver Hardy, La battaglia del secolo (The Battle of the Century, 1927), diretto da Clyde Bruckman e che nel 2020 è scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, quelle usate nei film, se non tutte, almeno in gran parte sono torte vere, come quella che negli studi della Keystone Pictures Studio Mabel Normand getta in faccia a Ruscoe Conkling Arbuckle. Una torta preparata da Sarah Brener che nel negozio al di là della strada degli studi cinematografici offre gli oggetti che servono alle riprese. Le torte in faccia diventato una parte così importante delle produzioni cinematografiche che gli studi Keystone chiedono a Sarah Brener di preparare dolci speciali a seconda del film e di chi deve essere colpito. Le torte utilizzate nei film in bianco e nero sono di colore chiaro e costituite da panna e crema pasticciera: se destinate a un uomo in abito scuro sono guarnite con molta panna montata o una crema di farina e acqua, mentre se il personaggio da colpire è biondo o con un abito leggero e chiaro è aggiunto un contorno di cioccolato o fragola. Le torte sono senza una crosta o bordi superiori, certamente dolorosi per chi le riceve in faccia.

Le torte preparate per i film erano dolci veri, preparate diversamente a seconda del personaggio che doveva riceverle

I film con scene di torte in faccia crescono tanto di popolarità che Sarah Brener non produce nient’altro che dolci per i film, così deliziosi da far dire a Charlie Chaplin che sono le migliori della città tanto regalarle uno dei suoi bastoni come ricordo. Marion Meade, nella sua biografia di Buster Keaton (Buster Keaton: Cut to the Chase, 1995), riferisce di una ricetta di torta da lanciare costituita da due sottili dischi di pasta uniti da uno spesso strato di farina e acqua e da lanciare come un disco nello sport.

Le torte in faccia divengono così comune che si arriva a codificare le regole per quali personaggi possono esserne colpiti: per esempio le suocere sì, le madri no. Con il tempo però il pubblico si stanca perché “una torta alla crema e una o due belle ragazze in costume da bagno non fanno un film comico”. Tuttavia le torte in faccia non sono completamente scomparse e non solo il film The Battle of the Century è entrato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, ma nel 1965 il film La Grande Corsa (The Great Race) di Blake Edwards tra le diverse gag vi è quella che è definita la più grande battaglia di torte della storia, dove sono usate numerosi dolci veri.

Giovanni Ballarini

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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