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Tonno sotto olio: un lettore chiede se in etichetta si debba indicare anche la quantità del liquido presente. Risponde Dario Dongo

Marinated cheese in olive oil
Nei prodotto sotto olio, in etichetta bisogna indicare la quantità di liquido?

Gentile redazione,

avrei una domanda da porvi relativa al tonno sotto olio e più in generale ai cibi conservati in vasetti dove l’olio rappresenta il liquido di governo.  Se in etichetta dichiaro per esempio “peperoni in olio di girasole”, oltre il Quantity of Ingredients Declaration (QUID) dei peperoni, devo dichiarare anche il QUID dell’olio di girasole?

Roberto Bucci

Risponde l’avvocato Dario Dongo esperto di diritto alimentare

 

 

Preparing preserves of pickled zucchini in jars with spices, garL’indicazione quantitativa degli ingredienti (QUID, Quantity of Ingredients Declaration) non è richiesta per i prodotti sott’olio (reg. UE 1169/2011, All. VIII, art.1.a.i) e, più in generale, non viene estesa ai prodotti solidi immersi in un liquido di copertura, come acqua, soluzioni acquose di sali, soluzioni acquose di acidi  alimentari, aceto, soluzioni acquose di zuccheri o altre sostanze o materie edulcoranti, succhi di frutta o ortaggi nei casi delle rispettive conserve (reg. citato, All. IX, punto 5). In relazione a tali alimenti è prevista un’indicazione quantitativa distinta e duplice, che comprende il peso complessivo e quello del prodotto sgocciolato (es. peso xx grammi – peso netto sgocciolato yy grammi ) o al netto della glassa, per gli alimenti glassati.

 

La stima della quantità dell’ingrediente principale viene perciò eseguita a posteriori, in modo da poterne garantire la effettiva verificabilità anche da parte dei consumatori e delle Autorità di controllo. Viceversa, se il calcolo venisse eseguito in fase di formulazione (cioè di inserimento del cibo nel liquido di copertura), il suo esito risulterebbe incerto a causa dello scambio osmotico tra il prodotto e il liquido di governo dopo il confezionamento. Con l’occasione segnaliamo i servizi offerti dalla nostra squadra di FARE (email: tech@fare.email), che comprendono la revisione di etichette destinate ai mercati nazionali europei ed extra-UE.

QUID Circ MININDUSTRIA 31-3.00 n 165

 

 

Dario Dongo

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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  Dario Dongo

Dario Dongo
Avvocato, giornalista. Twitter: @ItalyFoodTrade

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3 Commenti

  1. Premesso che secondo la nota informativa del MISE riguardante il 1169, dovrebbero essere pubblicate delle nuove linee guida sull’indicazione del QUID. Da quanto riportato all’articolo 22 se l’ingrediente è evidenziato nel nome è necessario indicare il quid. L’allegato VIII esclude l’indicazione del quid se è indicato il peso sgocciolato in caso si tratti di un prodotto con liquido di copertura (che non comprende l’olio). La circolare n°165 ammetteva di indicare o quid o sgocciolato anche per i prodotti in olio.

    • Francamente mi sarei aspettato che l’olio nel tonno sia un liquido di governo come lo è per le conserve di altro tipo. Dove viene escluso questa funzione?
      Tra l’altro aggiungerei che l’Allegato VIII comma 1 punto iv prevede espressamente: che l’obbligo non si applica se tale ingrediente (i.e. l’olio di oliva),
      Direi che un consumatore che compra tonno sott’olio non confronta la quantità di un olio in una scatoletta con l’altra ma piuttosto il peso a secco del tonno contenuto nella stessa, o no?

      Diversamente potrei aspettarmi l’uso del QUID qualora la confezione enfatizzasse la presenza di una particolare tipologia di olio, ad esempio un extravergine di oliva spremuto a freddo da olive italiane, quindi enfatizzando una proprietà peculiare dell’ingrediente.

  2. Dionigi Angeli

    Non commento l’etichettatura ma la sostanza stessa: l’0lio di girasole è paragonabile all’olio di palma. C’è dappertutto ma al gusto dà sensazione di viscido e non di grasso, è privo di qualsiasi aroma gradevole. Serve solo ad abbassare il costo ai produttori. Ma i prodotti di pregio contengono olio d’oliva anche se non evo.