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Tonno e rischio estinzione: la nuova campagna As do Mar punta sul rispetto. Del mare, dei pesci e del suoi dipendenti

Ilfattoalimentare.it si è occupato spesso delle problematiche relative alla pesca sostenibile del tonno, una delle specie ittiche più sfruttate e a rischio. Tra l’altro, segnalando le campagne di Greenpeace che hanno messo in luce le aziende alimentari più corrette (poche, accanto a tante “bocciate” sul piano ecologico) nella produzione della conserva più consumata al mondo. Tra queste As Do Mar, (Gruppo Generale Conserve, fatturato 2010: 123 milioni di euro; fatturato previsto 2011: 146 milioni di euro).leader del segmento premium e tra i primi attori del mercato del tonno.

Proprio in questi mesi l’azienda ha lanciato una innovativa campagna pubblicitaria firmata TbwaItalia: al centro del messaggio non ci sono solo le qualità organolettiche dei prodotti, ma il valore etico che Generale Conserve persegue da anni: il rispetto. Per il mare, la materia prima e i propri dipendenti. I protagonisti della campagna, un cartone animato prodotto in 3D, sono due operai – un uomo e una donna – di As do Mar che si fanno portavoce dell’azienda in cui lavorano per raccontarne i valori fondamentali.

Come spiega un comunicato dell’azienda, As do Mar lavora solo tonno adulto (Tonno Skipjack e Tonno Pinna Gialla) – quindi di peso uguale o superiore ai 20 Kg – per assicurare la riproduzione degli esemplari e non utilizza specie in pericolo, come il tonno rosso, né acquista tonno proveniente da riserve marine  o da zone destinate a diventarlo. Inoltre, la pesca avviene solo con imbarcazioni legalmente registrate e iscritte nel registro sanitario Europeo, che utilizzano metodi selettivi, cioè che riducono il più possibile le prese accidentali di delfini, squali e altre specie protette.

Questa attenzione è valsa ai prodotti la certificazione di “Friend of The Sea”, l’organizzazione no-profit internazionale che promuove gli alimenti da pesca e acquacultura sostenibile. Friend of The Sea certifica solo prodotti provenienti da zone di mare non sovrasfruttate, la cui pesca prevede metodi selettivi e non dannosi per il fondo del mare.

Oltre a questo, nello stabilimento di Olbia – che occupa circa 250 persone, quasi tutte donne –  As do Mar lavora solo tonni interi. L’azienda ha ottenuto anche la certificazione SA 8000, perchè Generale Conserve risponde a specifici requisiti etico sociali e si impegna a garantire la tutela delle condizioni di lavoro per tutti coloro che operano all’interno del ciclo produttivo.

Un ultima nota: lo stabilimento è alimentato al 100% da energia verde: un buon esempio di come si può coniugare qualità, impiego e rispetto per l’ambiente in Italia.

 

 

Mariateresa Truncellito

foto:As do Mar; Photos.com

 

Per saperne di più, gli articoli che Ilfattoalimentare.it ha dedicato all’argomento:

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