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Supermercati: cambia la spesa degli italiani, la crisi delle grandi superfici e il successo degli hard discount

Secondo un recente report di Mediobanca il modo di fare la spesa nei supermercati negli ultimi 15 anni è molto cambiato. I dati evidenziano una crisi degli ipermercati di grandi dimensioni che hanno perso il 6% delle quote, passando dal 32,6% nel 2007 al 26,5% del 2021.  Sul fronte opposto ci sono gli hard discount che hanno conseguito una crescita considerevole e oggi, rispetto ai 15 anni precedenti, registrano una crescita del 150% pari al 21,7% del mercato. Il successo di questa formula è legata ai prezzi molto più bassi rispetto alle altre strutture, una strategia resa possibile proponendo ai clienti modo prevalente  prodotti con il proprio marchio.  Questo incremento è ben visibile osservando come il numero elevato di nuove aperture si sia esteso a macchia d’olio in tutto il Paese. I supermercati invece tengono bene e restano sicuramente il modello di punto vendita più diffuso con una quota di mercato del 43,1% nel 2021. In coda troviamo i negozi a libero servizio (*) che hanno dimezzato la quota di mercato passando da 15,9 all’8,67%.

(*) Negozi a libero servizio (superette + minimarket): punto vendita al dettaglio di prodotti alimentari organizzato come un supermercato, con pagamento all’uscita. Si distingue dal supermercato per la superficie, che è compresa tra i 100 e i 400 mq.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Mah… Io in un notissimo supermercato italiano vedo sempre carrelli stra-pieni. E prodotti di super qualità. Poi certo, si inseguono le offerte.
    Personalmente ho provato vari discount: qualità orribile, prodotti molto al di sotto della media.
    Sia nell’alimentare che nei prodotti per la pulizia casa che igiene personale.
    Ed i prezzi non sono così a buon mercato.
    Poi fa niente se non sai la provenienza dei prodotti e non conosci le regole alimentari dei paesi da cui provengono i prodotti.
    I prezzi sono strasupermega lievitati all’insu’.
    Mamma che aumenti spropositati.
    Mentre stipendi e pensioni fermi dai tempi che furono.

  2. @Sara, sul fatto che nei discount la qualità sia sempre orribile, ho qualche dubbio.

    Io, ad esempio, ho imparato proprio qui sul Fatto Alimentare che panettoni, colombe ed altri prodotti da forno di una nota catena di discount, glieli fa la Maina e poi la etichettano con un loro marchio.

    Ma costano di meno e non penso che la qualità sia inferiore…

    • Che la qualità sia superiore o inferiore non si può dire: ogni azienda produce linee diverse con diversi livelli di qualità a seconda delle richieste del cliente.

      Quindi, dire “gliele fa questa azienda” di per sé non significa nulla, né in bene né in male