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È a Pordenone il supermercato più economico d’Italia, a Cuneo il più caro. La “geografia della convenienza” secondo Altroconsumo

supermercato spesa casseSono oltre 30 anni che Altroconsumo pubblica l’ormai celebre indagine sui prezzi per valutare quali sono i supermercati più convenienti nelle varie città italiane. All’inizio le località erano solo una decina, adesso sono 70. I listini sono stati rilevati dal 15 giugno al 15 luglio e riguardano le 116 categorie merceologiche più acquistate in supermercati e ipermercati, che sono state scelte in base ai dati Istat, selezionando solo i prodotti di marca. Questa scelta si è resa necessaria per redigere una classifica omogenea.

La rivista propone così la classifica dei punti vendita, da cui sono stati esclusi gli Auchan perché, a causa della vendita in corso del gruppo francese, i prezzi potrebbero non essere stabili. Per ogni città, Altroconsumo indica il risparmio massimo che si può ottenere scegliendo il supermercato più conveniente. Il punto vendita migliore in tutta l’inchiesta è Conad City Spesa Facile di Pordenone con un valore di riferimento pari a 100 (*). Da tre anni ormai un punto vendita di questa catena si aggiudica il titolo del maggior risparmio.

È a Pordenone il supermercato più economico d’Italia nel 2020

Segue a brevissima distanza il Carrefour Valecenter di Marcon, in provincia di Venezia, e Alì in via Periz 11 a Vicenza (entrambi con punteggio pari 101), poi troviamo il Conad Superstore di via Sacramora a Rimini (102). Anche quest’anno trionfano quindi i supermercati del Triveneto, presenti in dieci delle prime 13 posizioni della classifica nazionale. Nelle prime dieci posizioni, occupate quasi esclusivamente da punti vendita veneti, spunta il Conad di Corso Lodi a Milano (decimo posto con 104 punti), che è anche il re della convenienza nel capoluogo lombardo, dove solitamente Esselunga si aggiudicava i primi posti.

L’insegna che compare più di frequente nei primi posti della classifica è Rossetto (con 11 punti vendita), mentre i più cari sono il Carrefour Market di Aosta (via Festaz), il punto vendita Tigre in via Salaria ad Ascoli, il Carrefour Market di via Boezi a Roma (tutti a 139 punti) e per ultimo, il più caro in assoluto in tutta Italia, con prezzi superiori del 40% rispetto al più economico del paese, il Prestofresco di Cuneo (via Cavallo 7).

Per quanto riguarda le città più convenienti, le località dove possiamo trovare i supermercati più economici sono Pordenone, dove una famiglia può risparmiare in media 1.100 euro all’anno, ma anche Vicenza e Venezia, seguite da Rimini e Treviso, di nuovo nel Nord Est. La prima città del Sud, Napoli, è soltanto in diciottesima posizione: secondo l’indagine di Altroconsumo, le città meridionali appaiono decisamente poco concorrenziali. Il problema interessa anche Taranto, Savona e Lecce, dove, scegliendo il supermercato più economico della città, una famiglia può risparmiare al massimo 300 euro all’anno.

(*) L’indice 100 indica il supermercato più conveniente. Per esempio il valore 110 attribuito a un punto vendita vuol dire che i prezzi sono più cari del 10% rispetto all’insegna più economica.

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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5 Commenti

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    la salute è importante come l’alimentazione, possibile che non esista analoga indagine e classifica per i medici? Possibile che per il cibo la qualità sia un accessorio, tanto tutto può diventare “commestible”, buono e saporito con aromi, conservanti, sostanze aggiunte di sintesi. Perchè non si capisce che il valore salutare di ciò che costa poco vale poco per la nostra salute? Inoltre perchè in economia non venga considerato snaturato un rapporto tra prezzo di acquisto e vendita al pubblico di 4 o 5 volte? Siamo il Paese dello stile di vita “Dieta Mediterranea” e ci cibiamo, per la maggior parte malissimo. Devo constatare che Altroconsumo non è consumo altro e sostenibile, è solo elogio del consumo alimentare standardizzato al basso!

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      Effettivamente sono indagini difficili da analizzare, bisognerebbe partire dando un peso ai vari valori, il prezzo è solo un aspetto, è riduttivo basarsi su quello. Allora la birra nella lattina gialla e il vino nei cartoni sono indice di buon supermercato? Ad esempio per me un cattivo indice di alimentazione sono i piatti già cucinati: pasta con il pesto, prosciutto e mozzarella surgelata: ma uno non è capace di farsela in casa? E’ una pazzia: fai bollire l’acqua, apri la scatoletta di pesto e la busta di Grana e due cucchiai di olio di oliva ex. e hai la tua pasta fumante 🙂 Il risparmio lo faccio confrontando i prezzi di detersivi, carta igienica e prodotti simili… Questo è solo un punto di vista, la discussione è molto più complessa. Come giustamente dice Francesco: il valore della salute ☺

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    Indagine perfettamente inutile.
    Quanto mi serve sapere che fare la spesa a Cuneo mi farebbe risparmiare? (quanto?) visto che abito a Milano e la mia spesa settimanale in un supermercato non supera quasi mai i cento euro?
    In una metropoli come Milano ci sono, a volte, 4/5 supermercati in un solo rione (Municipio 8: Iper grande I, Ipercoop, Lidl, In’s, Carrefour, Esselunga):Qui forse sarebbe interessante sapere quale sia il meno caro della zona.
    Altroconsumo fa indagini spesso inutili o parziali o di parte; inizialmente era partito bene ma poi……….

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    MARIA ANTONIA FUSCO

    a me non pare.Altro consumo riporta importanti indagini di qualità, indirizza i consumatori verso alimenti sani e svela le frodi, Apprezzo molto il loro lavoro e mi fido dei loro consigli.