; Esselunga: perché cambiano l'etichetta e le calorie dei succhi di frutta?
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Succhi di frutta Esselunga: perché cambiano l’etichetta e le calorie. Risponde la catena di supermercati

Spesso le ricette dei prodotti in vendita al supermercato vengono modificate per venire incontro alle richieste dei consumatori o alle esigenze di mercato. Pubblichiamo la segnalazione di un nostro lettore riguardo ai succhi di pera Esselunga e la risposta della catena di supermercati.

Vorrei segnalare la “curiosa” modifica dei succhi e polpa Esselunga che, da qualche giorno, si sono trasformati in “bevande senza zuccheri aggiunti”… ma con più calorie (vedi foto). Grazie, Mario

Di seguito la risposta di Esselunga.

La linea dei Nettari Esselunga è stata rivista con l’obbiettivo di eliminare l’utilizzo degli zuccheri raffinati. Nella rivisitazione dell’intera linea alcuni prodotti potevano mantenere la denominazione Nettari mentre altri hanno assunto la denominazione Bevande. Per uniformare l’intera linea è stata utilizzata la denominazione Bevande per tutte le referenze. Nel caso specifico della Pera segnaliamo che il prodotto ha tuttavia le caratteristiche per essere denominato Nettare di pera.

EsselungaPer quanto riguarda il contenuto di calorie, come si può evidenziare dalla tabella nutrizionale, la differenza segnalata dal cliente è dovuta alla maggiore quantità di carboidrati (13,4% nel nuovo prodotto rispetto a 12,5% in quello precedente) che dipende dalla maggiore quantità di frutta aggiunta (58% nel nuovo prodotto rispetto a 50% in quello precedente).

Sempre dalla tabella nutrizionale, si può evincere che il quantitativo degli zuccheri è invece diminuito (10,7% nel nuovo prodotto rispetto a 12,5% in quello precedente) e ovviamente nel nuovo prodotto si tratta esclusivamente degli zuccheri provenienti naturalmente dalla frutta come specificato sull’etichetta.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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6 Commenti

  1. Avatar
    roberto pinton

    Ho in generale un’elevata considerazione dell’approccio di Esselunga alla qualità.

    Qui, però, sbaglia quando indica “alcuni prodotti potevano mantenere la denominazione Nettari”…” Per uniformare l’intera linea è stata utilizzata la denominazione Bevande per tutte le referenze”.

    La scelta della denominazione non è nella disponibilità dell’impresa, che è tenuta ad attenersi al reg.1169/2011 art.17: “1. La denominazione dell’alimento è la sua denominazione legale. In mancanza di questa, la denominazione dell’alimento è la sua denominazione usuale; ove non esista o non sia utilizzata una denominazione usuale, è fornita una denominazione descrittiva”.

    In altre parole, se il prodotto ha la composizione stabilita dalla legge per il nettare di frutta, nettare di frutta deve essere denominato.
    La facoltà di ricorrere a una denominazione descrittiva è solo l’ultima opzione, quando manchino sia la denominazione stabilita dalla legge che una denominazione usuale e consuetudinaria.

    Suscita poi perplessità il claim “senza zuccheri aggiunti**” (con ovvio richiamo, anche se qui non visibile, “**contiene naturalmente zuccheri”).
    In forza del reg.1924/2006, l’indicazione che all’alimento non sono stati aggiunti zuccheri è consentita solo se non sono stati aggiunti ingredienti alimentari utilizzati per le loro proprietà dolcificanti (e questo sembra proprio il ruolo del “succo di pera italiana concentrato”).
    L’autorità garante ha già ripetutamente sanzionato come in contrasto con le norme comunitarie e ingannevole il claim “senza zuccheri aggiunti” in presenza di succo di mela concentrato, è da ardimentosi sostenere che succo concentrato di mele e succo concentrato di pere debbano avere diverso trattamento giuridico.

    Per il resto, pregevole il maggior contenuto in frutta rispetto alla versione precedente, davvero ottimi la cannuccia in carta, il dettaglio delle informazioni nutrizionali e le avvertenze sulla gestione dell’imballo dopo l’uso.

    • Avatar

      Certo che scrivere ad esselunga per una cosa del genere quando era EVIDENTE che la variazione dipendesse dalla maggiore quantità di frutta nel prodotto mi sembra una follia.
      Anzi, indicare con il virgolettato come per far capire che c’è una mezza fregatura mi sembra anche offensivo.

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    La cosa che mi lascia molto perplesso è come sia possibile che aumentando la percentuale di frutta siano calate le fibre..

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    Roberto Pinton

    Calano le fibre proprio per l’uso di succo concentrato di pera, che aumenta la percentuale di frutta, ma in cui le fibre sono meno dello 0.5%, a fronte di zuccheri intorno al 60% (non ho la scheda tecnica dell’ingrediente, sono i valori di un comune concentrato)

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    Non è che per caso c’entri anche la prossima sugar tax?

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    Buongiorno, in questo tipo di bevande , vedi ad esempio quella Esselunga all’albicocca, c’è la tendenza ad utilizzare anche succo d’uva che sostituisce lo zucchero come dolcificante; è vero che nel prodotto è dichiarata una maggiore quantità di frutta…ma non è quella tipica del prodotto che invece è diminuita.