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Il biologico non è una favola. La risposta di Claudia Sorlini a Elena Cattaneo su Il Sole 24 Ore

Sorlini bio il sole 24 oreProponiamo integralmente l’intervista fatta dalla giornalista Micaela Cappellini de Il Sole 24 Ore a Claudia Sorlini  già preside della facoltà di Agraria, Università di Milano,sul problema del biologico, in risposta all’intervento di Elena Cattaneo, pubblicato sempre su il Sole 24 Ore. Nella nota la senatrice aveva definito l’agricoltura biologica una «favola bella e impossibile» e aveva aspramente criticato il Disegno di legge 988 – approvato a dicembre alla Camera e ora in discussione al Senato – che dovrà stabilire le nuove regole quadro del biologico in Italia. Il testo della legge, così come è uscito dalla Camera, ha suscitato anche le critiche di molti membri della comunità scientifica italiana: oltre 500 tra agronomi, ricercatori e docenti universitari a gennaio avevano scritto una lettera a tutti i senatori, chiedendo il ritiro della normativa.

Ad Elena Cattaneo e agli autori della lettera risponde ora Claudia Sorlini,  docente di Microbiologia agraria dell’Università degli Studi di Milano e tra gli autori di una seconda petizione, a firma “Gruppo di docenti per la libertà della scienza”, che invece sostiene l’agricoltura biologica ed è favorevole al Disegno di legge 988.

Claudia Sorlini
Claudia Sorlini,  professore emerito di Microbiologia agraria dell’Università degli Studi di Milano

Professoressa Sorlini, chi riunisce esattamente il “Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza”?Il gruppo è composto, oltre che da me, da altri 5 colleghi delle università italiane che hanno maturato una lunga esperienza nel campo della ricerca e della didattica, alcuni con responsabilità attuale o pregressa di gestione di facoltà e centri di ricerca, altri anche con incarichi in organismi nazionali e internazionali. Nessuno di noi fa parte dei movimenti No Vax e No Tav, né è membro di associazioni dell’agricoltura biologica o di quella biodinamica. Non abbiamo nessuna intenzione di mettere i diversi modelli di agricoltura uno contro l’altro, perché tutti cercano di migliorare le produzioni e di renderle più sostenibili sul piano ambientale. Ma è anche innegabile che il modello di agricoltura biologica, così come codificato e normato dalla legislazione europea e italiana, è quello che presta più attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale e alla qualità dei prodotti alimentari.

È vero, come sostiene la senatrice Cattaneo, che il biologico ha meno resa del convenzionale, quindi non è sostenibile?
È una critica corretta, quella della minor produttività del biologico, che nessuno di noi ha mai negato. Il biologico produce mediamente di meno del convenzionale: dall’8 al 25% secondo un lavoro pubblicato da Nature. È però profondamente scorretto sostenere anche che la minor resa renda insostenibile l’agricoltura biologica. Oggi tutto il mondo sta discutendo e in parte mobilitandosi per uno sviluppo sostenibile sul piano economico, ambientale e sociale, comprese le grandi istituzioni: le Nazione Unite con l’agenda 2030 “Obiettivi per lo sviluppo sostenibile”, la futura Politica Agricola Comune, e anche l’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. La sostenibilità in agricoltura non va misurata solo sulle rese, ma anche sulla capacità di aumentare la sostanza organica e la fertilità biologica dei suoli, di conservare la biodiversità, di ridurre l’uso dei prodotti agrochimici. In questo modo si contrasta anche l’erosione dei suoli che all’Europa costa 1,25 miliardi di euro di cui 619 dell’Italia, il paese più colpito. Stiamo producendo più cibo di quanto sia necessario per sostentare tutta l’umanità, ma ancora 825 milioni di persone soffrono la fame, mentre si perde, anche per spreco, il 30% del cibo prodotto, come denunciato dalla Fao. Il problema di fondo sta nelle modalità di ridistribuzione delle risorse alimentari.

È d’accordo con chi sostiene che il biologico non ha qualità superiori, ma è solo più caro?
I dati sono contrastanti. La superiorità nutrizionale del biologico potrebbe essere limitata ad alcune componenti, come pubblicato dalla rivista Environmental Health nel 2017: un contenuto lievemente superiore di composti fenolici nella frutta e nelle verdure, minor quantità di cadmio nei cereali, una più alta concentrazione di acidi grassi omega-3 nei latticini. Comunque il solo fatto di non contenere o contenere in concentrazione molto bassa residui di fitosanitari ne decreta automaticamente una qualità aggiuntiva.

pesticidi
La sostenibilità in agricoltura non deve essere misurata solo in rese, minori nel biologico, ma anche nella conservazione della fertilità dei suoli

L’agricoltura biodinamica ha basi scientifiche?
Per molti studiosi del settore, ovviamente non tutti, l’agricoltura biodinamica desta attenzione per l’approccio sistemico, che include bilanci ecologici più equilibrati, basati sulla copresenza in azienda di allevamenti e colture, un’ottimale gestione della sostanza organica e minimo o nessun utilizzo del rame. Altri studiosi concentrano la loro attenzione sull’utilizzo di preparati, dei quali, allo stato attuale dell’arte, non è stata dimostrata l’efficacia, ma nemmeno la dannosità, nemmeno economica.

Il biologico fa uso fa uso di fitofarmaci?
Il numero di principi attivi e di prodotti disponibili in commercio è elevatissimo. Di questi solo una quota fra quelli ritenuti meno impattanti e normati nei disciplinari possono essere utilizzati dall’agricoltura biologica, per la quale sono assolutamente vietati diserbanti e fumiganti del terreno e non sono ammessi fitosanitari sistemici (cioè che possono venire assorbiti da radici e foglie e distribuiti negli organi della pianta), ma solo prodotti di contatto. Dei numerosi prodotti fitosanitari più frequentemente riscontrati sia nelle acque superficiali che in quelle profonde, non c’è traccia alcuna dei prodotti consentiti all’uso per l’agricoltura biologica.

Condivide il Ddl 998 in tema di agricoltura biologica?
È una buona legge che recepisce le indicazioni che provengono dalle grandi istituzioni, che si pone nell’ottica di guardare al futuro e che intercetta istanze e bisogni di una parte crescente della popolazione. Riteniamo molto positivo l’impegno di incrementare le ricerche e mettere a disposizione di questa agricoltura tecniche e strumenti di gestione più avanzati, anche per migliorare la produttività e ridurre i costi

Micaela Cappellini – giornalista de Il Sole 24 Ore – 16 aprile 2019

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11 Commenti

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    Concordo appieno con questa affermazione: “il solo fatto di non contenere o contenere in concentrazione molto bassa residui di fitosanitari ne decreta automaticamente una qualità aggiuntiva.” ed infatti a suo tempo, quando avevo criticato la posizione di Altroconsumo nei confronti del biologico scrivevo che: “leggendo le tabelle ho notato il fatto che nelle mele Bio i pesticidi siano pari a zero mentre in quelle convenzionali siano presenti da 2 a 4 pesticidi. Saranno anche 4 pesticidi con limiti inferiori a quanto previsto, ma nel Bio non ci sono. E nelle fragole, i pesticidi presenti nel convenzionale sono da 1 a 5 e in un caso sono oltre i limiti di legge. Su queste basi, non è che consumare una fragola Bio ed un’altra “normale” con i pesticidi oltre i limiti, sia equiparabile.”
    Non mi prendo troppo spazio; nel caso, per approfondire: https://wp.me/pjP1E-pN9

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    enrico salvetti

    micaela cappellini grazie dell’ articolo e del suo sforzo per chiarire molte cose sul biologico. Quando vede Barisoni gli spieghi cosè il biologico. il perchè no al Ceta sia sulla qualità delle merci agricole e sopratutto dov’è il guadagno italiano a vendere prodotti agricoli ad un popolo di 30milioni di abitanti che vivono in una superfici pari all’Europa mentre loro con la soia con il grano per la pasta o farina possono seppellirci di merci . la ringrazio

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      Premetto che sono per principio contro i dazi.
      I canadesi sono 37 milioni, non tanti, ma con uno dei redditi più alti. Sono quindi un buon mercato per prodotti di pregio. Per quanto riguarda i loro prodotti agricoli, ne abbiamo bisogno non producendone in proprio quanti ce ne servono (peraltro l’import del loro grano è praticamente azzerato causa la questione Gliphosato).
      Quando si fanno accordi di libero scambio, gli effetti reali si vedono solo a posteriori. Presa Diretta nella puntata del 21 gennaio ha fatto un servizio. Ne riporto l’abstract ma consiglio di vedere il video.

      PresaDiretta è andata in Canada per fare un bilancio degli scambi commerciali a un anno dall’entrata in vigore del Ceta, il Trattato di libero scambio con l’Europa, che da circa un anno ha abbattuto i dazi tra Europa e Canada. Quali sono i risultati del primo anno di import export senza i dazi? Le importazioni di prodotti alimentari italiani sono aumentate, stessa cosa per la meccanica, la farmaceutica, la cosmetica, l’abbigliamento, l’arredamento. Secondo i dati canadesi, l’Italia ha esportato più di 7 miliardi di dollari di prodotti, l’11,3 per cento in più dell’anno precedente.

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    fabrizio_caiofabricius

    Il Biologico ha salvato e salverà le meravigliose aree cd. marginali italiane e finalmente dato il giusto reddito a chi vive di impegno quotidiano in Agricoltura.
    Tutto bene allora, salvo l’arzigogolo, non a caso fumoso e inconcludente, sul biodinamico.
    Esoterismi, paure e relative superstizioni lasciamole al medioevo e relative condizioni di vita, di salute e benessere sociale riservate a pochi, pochissimi e , non a caso, ad un clero che teneva accese e lucrava di tali paure. Dalla caduta del laico ed organizzato Impero romano siamo tornati a star tutti meglio (in tutti i sensi) solo 1300 anni dopo, dall’ILLUMINISMO in poi. Certo ogni fase storica ad un certo punto declina, ma sostituire la razionalità scientifica (non a caso critiche sensate dalle Facoltà di Agraria…di Agronomia, non di Scienza del Marketing) con la superstizione e il potere ai CIALTRONI (non a caso CIALTRONEVO) non porta da nessuna parte …anzi si torna a morire di morbillo.

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      donatella pitasi

      Caro signor Fabrizio le consiglio di consultare i lavori scientifici svolti dal gruppo di ricerca della dr.ssa Lucietta Betti di scienze agrarie di Bologna su agro-omoepatia e biodinamica. Si continua a mischiare sempre tutto! Finchè si continueranno a tacciare delle metodiche come esoteriche, senza neanche saperne bene il significato né prendere in considerazione gli studi che sono stati fatti e mai sovvenzionati perchè poco redditizi, non si faranno mai passi avanti. il risultato si vede : stiamo distruggendo il pianeta e la salute dell’essere umano.

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      fabrizio_caiofabricius

      Che il Biodinamico addirittura omeopatico possa avere referenze scientifiche credibili e validate è argomento carnascialesco su cui sganasciarsi dalle risate. Ma tant’è, ormai a Postverità City nel Regno del Sentito Dire e nel Distretto di Fake in via della Bufala si attacca con le armi altrui (il rigore del metodo scientifico, ma per favore….).
      Ben diverso il metodo di coltivazione biologico, di fatto da sempre obiettivo della scienza Agronomica quando applicato seriamente con il nobile scopo di ridurre input tecnici esterni e quindi in un ciclo di vera sostenibilità economica e ambientale ridando valore alla fatica del produttore e alla sapienza millenaria territoriale.

      Ma i PEST comunque continuano ad esistere non tanto per impaurire con la furbesca anglocacofonica maccheronica impaurente e abusata parolaccia “pesticidi” ma perché la NAAAATURA non è benigna né tantomeno filantropa.

      Le cocciniglie, le ruggini e soprattutto le fusariosi del grano e relative cancerogene micotossine stragiste, le mosche dell’olivo ecce ecc continueranno a voler campare in antagonismo con l’uomo, buono o cattivone che sia. Controllarle con la chimica è stata forse un’illusione troppo semplicistica, ma far finta che non esistano è forse strada ancor più pericolosa

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    Roberto Pinton

    Meglio precisare che il Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza è composto sì da 6 docenti (e segnatamente da Gaio Cesare Pacini, professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Università di Firenze; Paolo Bàrberi, professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee e Vice-Presidente di Agroecology Europe, già presidente della European Weed Research Society, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa; Stefano Bocchi professore ordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, coordinatore del Centro di Ricerca GAIA 2050, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, Università degli Studi di Milano; Manuela Giovannetti, professore ordinario di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria e Direttore Centro Interdipartimentale di Ricerca “Nutraceutica e Alimentazione per la Salute”, Università di Pisa; Andrea Squartini, professore associato di Ecologia Microbica, Università di Padova e Claudia Sorlini professore emerito di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria, Università di Milano), ma che il documento che ha proposto ha raggiunto (a metà marzo) circa 500 sottoscrizioni, circa 150 delle quali da docenti universitari, ricercatori e dottorandi di ricerca.

    Il documento si può leggere a pagina https://www.researchgate.net/publication/330729186

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    Laura Vignoletti

    Oltre a condividere i contenuti, apprezzo molto lo stile delle risposte della Prof.ssa Sorlini, che sono basate su dati proveniente da studi scientifici e sono prive di fanatismi di parte.

  6. Roberto La Pira

    Gli enti certificatori registrati presso il Ministero

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    Gentili & attenti LETTORI,

    ogni volta che si discute di SCIENZA di RELIGIONE e di SPORT si formano SEMPRE almeno 2 FAZIONI che ricordano storicamente i GUELFI & i GHIBELLINI, pertanto anch’ Io che diplomato in agraria da oltre 50 anni mi interesso di AGRICOLTURA mi schiero da una parte ed è quella della “documentata” Prof.ssa SORLINI;

    ricordo che negli anni ’60/’70 il BIOLOGICO praticamente NON esisteva poi GRAZIE ai soliti coraggiosi & tenaci PIONIERI prima snobbati poi derisi poi osteggiati dai soliti SOLONI e/o LUMINARI tecnico/scientifici(!?), si è parlato poi applicato il BIO ed è iniziata così una vera RIVOLUZIONE tecnica/culturale agricola e OGGI essa è diventata una REALTA’ socio-economica molto importante e lo sarà in futuro ancora di più;

    ecco allora che molti come Me da tecnici agricoli chimisti “duri & puri” per gradi sperimentando in campo le tecniche BIO e ora anche quelle BIODINAMICHE siamo arrivati alla conclusione che il BIOLOGICO, se fatto BENE, è ORA lo strumento più efficace per un’ AGRICOLTURA ECO-SOSTENIBILE altro che OGM & GLIFOSHATE e ci metto anche l’ ATRAZINA;

    personalmente “diffido” dei TUTTOLOGI quindi invito alla sen. CATTANEO, ricordo personaggio “costruito” dai mass media, prima di scrivere riflessioni sull’ AGRICOLTURA di cui ignora molte anzi troppe cose, di studiarsi molto BENE la FERTILITA’ del SUOLO e del PERCHE’ negli ultimi decenni si è ridotta quasi a ZERO !!!

    MANDI

  8. Avatar

    Io sono sempre in attesa che i controllori siano soggetti non pagati dal controllato…