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Shock Box Formula 12: lo spot del programma alimentare censurato dal Comitato di controllo dello Iap

Il Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha censurato lo spot   relativo al programma alimentare Shock Box Formula12 , perché accredita  l’erroneo convincimento che sia idoneo per tutti. Il telecomunicato “Shock Box”, trasmesso su Real Time nel mese di novembre 2020 secondo il Comitato di Controllo  è contrario all’art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole –  e 12bis – Sicurezza – del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale. Il motivo è da ricercare nella dimenticanza da parte degli autori di avvisare il pubblico sui potenziali effetti negativi e sui rischi, spingendo così gli ascoltatori con leggerezza a una dieta drastica, che può avere anche importanti implicazioni sul piano della salute.

“Lo spot – si legge nel parere dello Iap – pubblicizza un programma alimentare che prevede pasti definiti e pronti, promettendo di far perdere peso in breve tempo, oltre che di tornare in forma mangiando sano. Alla luce della documentazione prodotta dall’inserzionista a sostegno delle promesse pubblicitarie, il Comitato di controllo ha rilevato l’improprietà dell’impostazione comunicazionale, in quanto accredita l’erroneo convincimento che il programma proposto, particolarmente restrittivo, sia idoneo per tutti e adeguato alle esigenze di chiunque (“Semplice da seguire, tutti i pasti sono inclusi e facili da preparare…con i suoi comodi astucci giornalieri mi accompagna ovunque”). Esso promette un recupero della linea in breve tempo (“In soli 12 giorni grazie a Shock Box ho ritrovato la linea”, “Il kit alimentare per tornare in forma”), non allertando adeguatamente il pubblico sui potenziali effetti negativi e i rischi di una simile dieta ipocalorica, spinge con leggerezza il pubblico a un regime alimentare  drastico, che può avere anche importanti implicazioni sul piano della salute”.

Fra queste implicazioni, vanno inclusi anche i noti fattori psicologici associati al ricorso alle diete ipocaloriche, come l’insoddisfazione per la propria immagine corporea, diffusa anche in persone con peso normale. “Le stesse Linee guida per una sana alimentazione del Crea, Centro di ricerca alimenti e nutrizione (rev. 2018) – si legge nel parere – ricordano che: L’insoddisfazione corporea è spesso la prima tappa di un percorso che può portare all’adozione di comportamenti irrazionali, disfunzionali e auto prescritti per il controllo del peso e la crescita muscolare: saltare i pasti, ridurre drasticamente il consumo di alcuni alimenti, usare prodotti, a volte addirittura farmaci, o altre presunte scorciatoie. Il frequente ricorso a comportamenti disfunzionali, inclusa l’adozione di diete ipocaloriche in assenza di reale necessità, costituisce un fattore di rischio per la comparsa di disturbi alimentari”.

In tal senso, simili comunicazioni, risultano in contrasto con quanto previsto dall’art. 12bis del Codice, perché possono indurre i destinatari a trascurare le normali regole di prudenza in materia, implicando nell’impostazione della comunicazione un pericoloso invito alla “dieta fai da te”, con la promessa di far raggiungere il “peso ideale” (“Il tuo peso ideale diventa reale”). In questo modo si può spingere anche chi non ha bisogno di dimagrire a comportamenti scorretti, laddove invece programmi alimentari del genere necessitano di una adeguata supervisione medica. In tale prospettiva non può pertanto ritenersi sufficiente a bilanciare la comunicazione, la nota in fondo allo schermo che invita a consultare il medico “in caso di dubbio” o il vanto della possibilità di fruire della consulenza di un nutrizionista.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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