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La scatola dello stinco Gran Biscotto è grande il doppio del prodotto, denuncia un lettore

Stinco Gran BiscottoUn lettore ci scrive per segnalare quella che, a suo parere, è una cattiva pratica, ancora troppo frequente nell’ambito packaging alimentare: l’eccesso di imballaggi senza una vera e propria ragione. Di seguito la lettera giunta in redazione sul caso dello stinco Gran Biscotto Rovagna.

Quando si parla di spreco nell’imballo! La confezione in cartone dello stinco da 1 kg marca Gran Biscotto è alta il doppio del prodotto contenuto. Probabilmente per far credere al consumatore che lo stinco da 1 kg sia enorme in confronto a quelli solitamente commercializzati, che superano di poco i 500 grammi, e che sono confezionati in scatole più piccole sia in altezza che in larghezza. Che spreco! Con una confezione adatta potrebbero evitare il consumo di moltissimo cartone e farne stare di più all’interno dei camion che li trasportano. Il risultato? Un camion carico di bancali con questo prodotto trasporta il 50% di stinchi ed il 50% di aria! E chissà quanto questo incide nel costo finale del prodotto!
Filippo

© Riproduzione riservata Foto inviate dal lettore

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. sarebbe interessante capire come lo imballerebbe il cliente.

    • Sicuramente in una scatola più piccola, più adatta e meno ingannevole… e di conseguenza utilizzando meno cartone!
      Serve un disegno?!!

    • Non date tutto per scontato, a volte creare una scatola “su misura” può costare più che adattare una scatola già esistente.

  2. Stiamo parlando di Rovagnati, certo non un’azienda casalinga che deve utilizzare i cartoni che trova.
    Le scatole, questa in particolare di forma normale, sono vendute a prezzi irrisori (per le quantità richieste da un colosso) di qualsiasi dimensione.
    Concordo con chi ha scritto la lettera.
    Anche io ho comprato questo prodotto e sono rimasto esterefatto quando ho tirato fuori il pacchetto minuscolo dalla scatola gigante.
    Da Rovagnati pretenderei un comportamento più corretto.

  3. Perché avete mai visto i detersivi per lavaggio in lavatrice? Io ne compro circa 6 per volta, a casa li apro tutti e ne prendo uno per riempire gli altri 5 flaconi. Alla fine della procedura il sesto è vuoto. Uno spreco di plastica e una spesa inutile di trasporto e carburante.

  4. Buon giorno, a proposito di spreco nei volumi di contenitori ed imballaggi, vorrei segnalare una questione che mi cruccia da parecchio tempo:
    qualche anno fa era possibile trovare sugli scaffali di ESSELUNGA dei fantastici flaconcini di prodotti per la pulizia della SUTTER (sgrassatore, vetri e pavimenti) e forse di qualche altro produttore “Bio”, che opportunamente diluiti in acqua tiepida, consentivano di riempire nuovamente un contenitore anche spray ormai esaurito.
    Posso testimoniare che da quando li ho scoperti ne ho fatto costante uso con soddisfazione per diverso tempo, ma ormai sono diventati introvabili.
    Chissà per quale ragione non si dà impulso commerciale a tali soluzioni, considerando che con volumi ridotti ad un decimo dei contenitori originali e senza la necessità di smaltimento per acquistarne ogni volta di nuovi, si potrebbero avere significativi vantaggi economici per i consumatori e sicuro miglioramento della sostenibilità ambientale.

  5. Il bello è che risparmierebbero su cartone, stampa, trasporto e stoccaggio.
    Oltre a risparmiare risorse preziose per il futuro dei nostri figli e nipoti, potrebbero girare una parte dei risparmi ai clienti, rendendo il prodotto più accessibile.
    Probabile che per il produttore nessuno di questi fattori rappresenti una priorità.

  6. Acquistata ieri in farmacia una confezione di un gel per gli strappi muscolari: il tubetto all’interno era la metà esatta dello scatolino.
    Ho voluto controllare persino se le quantità indicate coincidessero perché pensavo fosse una truffa della farmacia…

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