ATS Val Padana conferma la sospensione del macello Bervini, ma la struttura resta attiva come deposito. Intanto Report annuncia una nuova inchiesta sul macello Troni, legato alla stessa cooperativa e sotto la stessa autorità sanitaria.
Mentre il caso Bervini è ancora aperto e pieno di interrogativi, la prossima puntata di Report, in onda il 19 aprile, annuncia nuovi sviluppi destinati ad allargare ulteriormente lo scenario sui macelli nel Nord Italia. Al centro dell’inchiesta ci sarà il macello Mario Troni, struttura che lavora con la stessa cooperativa coinvolta nel caso Bervini e che ricade sotto la competenza della stessa ATS Val Padana. Il servizio di Giulia Innocenzi riguarderà criticità per le vacche destinate al macello.
Intanto, sul caso Bervini c’è una notizia che aspettavamo da mesi: il macello non è più operativo, per cui la carne non arriva e non viene macellata. La società in una nota precisa che la struttura “viene usata come deposito frigorifero e stoccaggio, mentre sono sospese le attività di macello e sezionamento”.

ATS Val Padana
A questa comunicazione si aggiunge una seconda nota estremamente sintetica dell’ATS Val Padana che conferma “le ordinanze di sospensione dell’attività”. Una riga. È tutto ciò che l’ATS Val Padana ha comunicato, dopo decine di domande rivolte alla direzione, diverse mail e due richieste a firma Il Fatto Alimentare per avere chiarimenti sulle iniziative adottate a seguito dell’inchiesta di Report che hanno documentato presunte pratiche gravissime nella lavorazione della carne.
Il punto più critico è che non è mai stata diffusa un’allerta pubblica sui prodotti coinvolti. Eppure, secondo quanto emerso: parte della carne è finita nella ristorazione, anche su navi da crociera, alcuni lotti sono stati consumati prima dei controlli, una quota è stata destinata anche al pet food. Non è stata diffusa una lista ufficiale dei destinatari, né un richiamo pubblico dei prodotti.
Un’assenza difficile da giustificare, soprattutto considerando che il sistema dei richiami alimentari in Italia è normalmente attivo e funzionante. Secondo quanto emerso nell’inchiesta, il ritardo sarebbe legato anche alla mancata collaborazione dell’azienda nel fornire i dati sulla tracciabilità dei lotti.

La Pellegrina
Una spiegazione debole che non chiarisce perché non sia stata comunque attivata una comunicazione pubblica precauzionale. Non è la prima volta che sotto la competenza dell’ATS Val Padana emergono criticità rilevanti. Il caso più recente è quello dell’allevamento suino La Pellegrina, società del gruppo AIA-Veronesi, finito sotto sequestro dopo la diffusione delle immagini di Greenpeace che documentavano una grave infestazione di ratti e la presenza di carcasse di suinetti abbandonate. Anche il macello Troni che sarà oggetto della prossima puntata di Report è sotto la giurisdizione dell’ATS Valpadana.
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giornalista redazione Il Fatto Alimentare


