ATS Val Padana conferma la sospensione del macello Bervini, ma la struttura resta attiva come deposito. Intanto Report annuncia una nuova inchiesta sul macello Troni, legato alla stessa cooperativa e sotto la stessa autorità sanitaria.

Mentre il caso Bervini è ancora aperto e pieno di interrogativi, la prossima puntata di Report, in onda il 19 aprile, annuncia nuovi sviluppi destinati ad allargare ulteriormente lo scenario sui macelli nel Nord Italia. Al centro dell’inchiesta ci sarà il macello Mario Troni, struttura che lavora con la stessa cooperativa coinvolta nel caso Bervini e che ricade sotto la competenza della stessa ATS Val Padana. Il servizio di Giulia Innocenzi riguarderà criticità per le vacche destinate al macello.

Intanto, sul caso Bervini c’è una notizia che aspettavamo da mesi:  il macello non è più operativo, per cui la carne non arriva e non viene macellata. La società in una nota precisa che la struttura “viene usata come  deposito frigorifero e stoccaggio, mentre sono sospese le attività di macello e sezionamento”.

Vasche di carne in scongelamento nello stabilimento Bervini - Report 23.11.2025
Vasche di carne in scongelamento nello stabilimento Bervini

ATS Val Padana

A questa comunicazione si aggiunge una seconda nota estremamente sintetica  dell’ATS Val Padana che conferma “le ordinanze di sospensione dell’attività”. Una riga. È tutto ciò che l’ATS Val Padana ha comunicato, dopo decine di domande rivolte alla direzione, diverse mail e due richieste a firma Il Fatto Alimentare per avere chiarimenti  sulle iniziative adottate a seguito dell’inchiesta di Report che hanno documentato presunte pratiche gravissime nella lavorazione della carne.

Il punto più critico è che non è mai stata diffusa un’allerta pubblica sui prodotti coinvolti. Eppure, secondo quanto emerso: parte della carne è finita nella ristorazione, anche su navi da crociera, alcuni lotti sono stati consumati prima dei controlli, una quota è stata destinata anche al pet food. Non è stata diffusa una lista ufficiale dei destinatari, né un richiamo pubblico dei prodotti.
Un’assenza difficile da giustificare, soprattutto considerando che il sistema dei richiami alimentari in Italia è normalmente attivo e funzionante. Secondo quanto emerso nell’inchiesta, il ritardo sarebbe legato anche alla mancata collaborazione dell’azienda nel fornire i dati sulla tracciabilità dei lotti.

Allevamenti maiali La Pellegrina Gruppo Aia Veronesi
Topi scorrazzano nell’allevamento La Pellegrina del Gruppo Aia Veronesi

La Pellegrina

Una spiegazione debole che  non chiarisce perché non sia stata comunque attivata una comunicazione pubblica precauzionale. Non è la prima volta che sotto la competenza dell’ATS Val Padana emergono criticità rilevanti.  Il caso più recente è quello dell’allevamento suino La Pellegrina, società del gruppo AIA-Veronesi, finito sotto sequestro dopo la diffusione delle immagini di Greenpeace che documentavano una grave infestazione di ratti e la presenza di carcasse di suinetti abbandonate. Anche il macello Troni che sarà oggetto della prossima puntata di Report è sotto la giurisdizione dell’ATS Valpadana.

© Riproduzione riservata. Foto: Rai Report

 

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Leggio Pasqua
Leggio Pasqua
18 Aprile 2026 10:36

Continuate!

Ciccotosto Massimo
Ciccotosto Massimo
18 Aprile 2026 12:22

Siete preziosi più dell’oro per il lavoro che fate! Grazie per tutta la vita!

Nadia Modena
Nadia Modena
18 Aprile 2026 13:44

Un grazie per continuare ad aprire gli occhi alle persone che ancora non vedono o non vogliono vedere.

Sandra stone
Sandra stone
18 Aprile 2026 20:36

Orgogliosa di essere vegana da ben 62 anni.

Alvise Rossano
Alvise Rossano
19 Aprile 2026 08:18

È possibile che Report non abbia verificato cosa prevede la normativa dei controlli veterinari, cioé se le strutture sanitarie deputate ai controlli avvisino preventivamente il macello oppure imponga il contrario? In tale caso si parlerebbe di grave comportamento di ATS e farebbe supporre che vi sia da indagare anche il perché di un tale comportamento ripetuto. Infatti, in base alla normativa vigente (Regolamento UE 2017/625), che disciplina i controlli ufficiali sugli alimenti e sui mangimi, la regola generale è molto chiara: i controlli devono essere effettuati senza preavviso.
Se un Ente Sanitario preavvisasse sistematicamente un macello di un’ispezione igienica (al di fuori della normale operatività quotidiana), violerebbe il principio di efficacia del controllo previsto dalla norma europea, che mira a fotografare la realtà aziendale nel suo stato ordinario, non “preparato” per l’occasione.

Roberto La Pira
Reply to  Alvise Rossano
19 Aprile 2026 10:07

ATS Valpadana non risponde alle domande che sia Report sia Il Fatto Alimentare ha fatto

prufner
prufner
Reply to  Alvise Rossano
27 Aprile 2026 11:43

Da quel poco che so, mi pare non sia possibile iniziare l’attività di macellazione se non è presente il veterinario Pubblico.
Quindi il Veterinario è presente ogni giorno, non si può parlare di avviso quando sei presente ogni giorno lavorativo (ovviamente se è corretta l’info di cui sopra).

ali
ali
Reply to  Alvise Rossano
29 Aprile 2026 00:15

Nel video di report integrale il responsabile dell’ATS specifica che venivano avvisati in quanto sarebbe stato difficile organizzare i controlli altrimenti. Inoltre le carni scadute venivano lavorate il sabato, giorno in cui i controlli non vengono effettuati. Sembra una grande montatura.

Vittorio
Vittorio
19 Aprile 2026 10:28

GRANDE Giulia, una vera e brava giornalista a difesa dei consumatori

Livia Lissner
Livia Lissner
Reply to  Vittorio
21 Aprile 2026 09:29

Ci vorebbe piu’ persone come lei, bravissima!

giova
giova
Reply to  Vittorio
21 Aprile 2026 22:24

La scelse Santoro, giovanissima, e vide giusto.

Nick
Nick
19 Aprile 2026 22:23

un esposto in procura nei confronti di ats per mancata vigilanza? sia mai che potrebbe scoperchiare un vaso di pandora e venir fuori che qualcuno trae vantaggi nel non vigilare, in ogni caso, in questo caso, anche l’inettitudine e la mancanza è un reato…

Maria Rosaria Cagliari
Maria Rosaria Cagliari
Reply to  Nick
21 Aprile 2026 12:20

Sarebbe auspicabile
Non è corretto per nulla non dare informazioni, non “permettere” forse nemmeno gli avvisi di richiamo, ..e poi scusate , sono sospese le attività ma ..”.viene usata come  deposito frigorifero e stoccaggio, mentre sono sospese le attività di macello e sezionamento”.
Aiuto ..se tanto mi da tanto…anche questa attività potrebbe non essere a norma? Ormai ” la fiducia è una cosa seria ” rimane uno spot pubblicitario in mti casi.
Grazie

Livia Lissner
Livia Lissner
21 Aprile 2026 09:25

Grazie sempre a Voi! Siete preziosissimi per far pubbliche le Vostre informazioni!
Sono vegetariana ma per avvisare le persone che comprano la carne e’ meglio essere avvisati!

Giuseppe
Giuseppe
21 Aprile 2026 09:54

E’ dura ammettere incongruenze nei controlli dovuti esclusivamente ad inchieste giornalistiche e si nota dagli stringati comunicati come la cosa abbia dato enorme fastidio ma per fortuna c’è chi si impegna per far si che le magagne dei potenti vengano a galla anche se, purtroppo, in minima parte: chissà cosa c’è sotto la punta dell’iceberg!

giova
giova
21 Aprile 2026 10:38

Questo articolo mi dà lo spunto per una riflessione. Mi scuso se … “esco dal seminato”.
La spudorata pratica dello spoiler system (https://it.wikipedia.org/wiki/Spoils_system) unitamente all’attacco politico dell’ultimo trentennio da parte di certe forze politiche, ha corroso il sistema pubblico italiano.
Questa pratica nata negli Stati Uniti è pure degenerata, non interessando più solo l’alta dirigenza della pubblica amministrazione. Sì, perché già da un ventennio, in Lombardia ne ho certezza, è attuata anche verso semplici funzionari o quadri della pubblica amministrazione. Specialmente quando ricoprono ruoli con potere tecnico o tecnico-amministrativo di tipo discrezionale; in grado cioè di determinare cambiamenti significativi (con sanzioni, chiusure, intimazioni, scadenze, richieste di adeguamenti o di certificati o di documenti).
Fin quando la società e i cittadini non ritroveranno una fiducia e un interesse nel cercare una sicurezza e una serenità di vita nel disporre di istituzioni indipendenti – con tecnici preparati e autonomi dalla sfera politica e (purtroppo) di quella amministrativa (dove prevale il timore di atti formali impugnabili) – non ne verremo a capo.

Silvia
Silvia
21 Aprile 2026 10:41

Finalmente una bella notizia bravi …resta da capire perché ATS non collabori ,o meglio i lotti già consumati , già venduti e non dicano nulla? Ci sarà sotto qualcos’altro .
Silvia

Giorgio Massa
Giorgio Massa
21 Aprile 2026 10:46

Tutto ciò conferma che il pressing mediatico con denunce aperte e incalzanti realizza un requisito fondamentale: solo una denuncia continua fa aprire gli occhi del consumatore e penetra nell’immaginario collettivo ed in questo modo il malcostume legato alla produzione della carne, dagli allevamenti ai macelli e alle espressioni di grande consumo (crociere, alberghi, ristoranti supermercati, fast food ecc), potrà essere temperato e, col tempo, minimizzato. Complimenti!.

Prof. Franco Brindani
Prof. Franco Brindani
21 Aprile 2026 13:06

Prima o poi succede. Sarebbe meglio prima.

Flavio
Flavio
21 Aprile 2026 15:56

Sotto la stessa autorità sanitaria … cita il sottotitolo.
Era evidente l’imbarazzo durante l’intervista di Report.

Luigi Iannetta
Luigi Iannetta
24 Aprile 2026 12:52

Sono grato a Report, ma mi sembra una battaglia contro i mulini a vento, la mia sensazione è che questi mascalzoni abbiano q.che santo in paradiso.

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