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Al via la nuova edizione del Sana di Bologna, la fiera del biologico riparte in presenza

Sana, logo 2021Apre i battenti dal 9 al 12 settembre, a Bologna, la 33a edizione di Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale. La fiera è aperta al sempre più numeroso pubblico di curiosi e appassionati e, naturalmente, agli operatori del settore. Quest’anno i biglietti sono acquistabili esclusivamente online. Oltre agli spazi espositivi, è previsto un ricco programma di eventi, con numerosi approfondimenti sugli argomenti più attuali.

Il progetto di quest’edizione prevede sei aree tematiche. La prima, denominata Organic food, è dedicata all’alimentazione biologica, mentre la seconda, Care&beauty, riguarda la cura della bellezza e della persona. Di particolare interesse è poi il settore Green lifestyle, nel quale si approfondiscono le buone pratiche che ognuno può applicare nella vita quotidiana per avere uno stile di vita ecologico, sano e responsabile. Il salone tematico Sanatech, una novità del 2021, è un focus sul processo produttivo della filiera biologica, con un approfondimento che quest’anno è dedicato al packaging. La quinta sezione, Sana tea, rappresenta uno sguardo verso il mondo di tè e tisane, che vedono costantemente in crescita il numero di appassionati, amanti di bevande salutiste, ma, anche, di prodotti con principi attivi che trovano largo utilizzo per il benessere.

Sana, agricoltura bio biologico campi coltivare
Con una superficie di quasi 2 milioni di ettari, i terreni coltivati bio rappresentano il 15,8% dei terreni agricoli italiani

Uno spazio è infine dedicato alla sezione Free from hub, giunta alla sua seconda edizione. Quest’area è dedicata ai prodotti per chi ha intolleranze o allergie e non ha solamente una parte espositiva, ma è caratterizzata anche da show cooking e convegni con gli esperti del settore e ospiterà l’unico concorso mondiale che mette a confronto le birre senza glutine.

L’edizione 2021 di Sana coincide con un momento di particolare rilevanza per il biologico. Con una superficie coltivata di quasi 2 milioni di ettari, pari al 15,8% dei terreni agricoli del Paese, e 80.643 aziende impegnate nel settore, il bio rappresenta un’area sempre più strategica per l’economia italiana. Questo vale soprattutto oggi che, dopo la pandemia, il metodo produttivo bio è al centro delle strategie di rilancio delle politiche europee. In un contesto del genere l’Italia ha un ruolo importante, perché è ai vertici delle classifiche in termini di produzione: siamo primi in Europa per numero di aziende e terzi per superficie coltivata.

I nostri primati di produttori non hanno però un corrispettivo sul fronte dei consumi interni, nonostante una crescita del 133% negli ultimi 10 anni (2011-2021) e del 5% nell’ultimo anno. La spesa pro capite per i prodotti bio non ci pone infatti tra i consumatori più accaniti del Vecchio Continente. Si stima che ogni italiano spenda annualmente in prodotti bio intorno ai 60 euro, mentre sono 338 gli euro spesi ogni anno dagli svizzeri, 174 dai francesi e 144 dai tedeschi. Un ruolo molto rilevante è quindi ricoperto dalle esportazioni, che nell’ultimo decennio sono cresciute del 156%, con un aumento dell’11% solo nell’ultimo anno.

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Roberto La Pira

  Chiara Cammarano

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