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Saltare la colazione in gioventù espone alla sindrome metabolica in età adulta. Lo dice un test svedese su più di mille persone

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I partecipanti allo studio sulla colazione nel 1981 avevano 16 ann, e sono stati controllati dopo 27 anni

Saltare la colazione del mattino quando si è adolescenti, o limitarsi a bere e mangiare qualcosa in fretta, favorisce la possibilità di essere colpiti dalla sindrome metabolica durante l’età adulta.  Una ricerca condotta in Svezia dalla Umeå University, pubblicata dalla rivista Public Health Nutrition, ha registrato le abitudini alimentari a colazione di 1.083 sedicenni, valutando poi, a 27 anni di distanza, l’incidenza della sindrome metabolica nei vari gruppi.

 

I partecipanti allo studio erano nel 1981 studenti che avevano completato il nono anno di studi a Luleå, nel nord della Svezia, ai quali fu chiesto ci compilare un questionario: 889 di loro sono stati sottoposti a un controllo sanitario al compimento dei 43 anni.

 

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I giovani che hanno saltato la colazione, hanno avuto da adulti una maggior incidenza della sindrome metabolica pari al 68%

Lo studio mostra che i giovani abituati a  fare una colazione povera o a saltarla del tutto, hanno avuto da adulti una maggior incidenza della sindrome metabolica pari al 68%, rispetto a coloro che facevano una colazione sostanziosa. I ricercatori svedesi sono giunti a questa conclusione tenendo conto anche dei fattori socio-economici e degli stili di vita dei partecipanti.

 

La sindrome metabolica è un insieme di fattori di rischio, che aumentano la possibilità di malattie cardiovascolari. Nei soggetti partecipanti allo studio svedese si sono riscontrati, in particolare, eccessiva presenza di grasso addominale e alti livelli di glucosio nel sangue a digiuno.

 

Beniamino Bonardi

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Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Gerardo Rinaldi

    Salve, grazie dalla sua informazione, senz’altro è una cosa particolare che siccome dice Lei, potrebbe anni dopo portare dei problemi di salute. Quindi, pur sapendo che niente è sicuro al 100% per 100% ci penso che infatti siano delle cose da valutare e migliorare, cercando di avere delle abitudine più sane. Allora, continuate così, sono delle informazioni che ci interessano….

  2. Lo studio prende in considerazione le abitudini alimentari di queste persone nei decenni passati da quando erano liceali?
    Perché una prima colazione scorretta può essere stata espressione di una alimentazione scorretta che potrebbe essersi protratta fino all’età di 43 anni, e in questo caso le conclusioni non reggerebbero …
    Anche considerando solo la prima colazione le conclusioni mi paiono deboli, a meno di non ipotizzare che le persone prese in esame nell’adolescenza avessero abitudini mattutine diverse ma che poi si siano omologati. Perché in questo caso, come si fa a sapere se la sindrome metabolica è legata a cosa si faceva a 15 anni, a 25 o a 35?