Mentre il Governo italiano lotta in sede europea affinché si vietino le denominazioni legate alla carne per i prodotti vegetali, due ministeri sdoganano inaspettatamente il salame vegetale. Come racconta Roberto Pinton, in un post sul suo profilo LinkedIn, i Ministeri delle Imprese e del made in Italy e dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste hanno emanato il decreto 8 agosto 2025 (Disciplina dei salumi. Abrogazione e sostituzione del decreto interministeriale 21 settembre 2005 e il decreto interministeriale 26 maggio 2016), che all’articolo 17 comma 2 prevede: “La definizione di “salame” non pregiudica l’uso di denominazioni che si riferiscono a prodotti di natura diversa, purché tali da non confondersi con i prodotti disciplinati dal presente decreto.”
Via libera al salame veg?
“Con tutta probabilità i due ministeri non avevano a cuore il destino del ‘salame di cioccolata’, – spiega Pinton – quanto quelli di prodotti di nicchia come il salame di capra o di pecora del centro Italia o quelli di cavallo o d’oca della Lombardia. Per tali insaccati non si utilizzano carne e grasso di maiale (e quindi, senza la deroga, avrebbero dovuto accantonare la denominazione). Ma, nei fatti, la formulazione del comma spalanca le porte non solo al salame d’oca o di cavallo, ma anche a qualsiasi ‘salame vegetariano’ e ‘salame vegano’, pacificamente “prodotti di natura diversa” la cui evidente qualifica ‘veggie’ è tale da escludere ogni confusione con i prodotti della salumeria.”
Ci troviamo quindi in una situazione paradossale: da un lato il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sostiene con veemenza la legge n.172/2023 (*) che introduceva il divieto di denominazioni usate per la carne ai prodotti trasformati a base di proteine vegetali, minacciando pesanti sanzioni per i produttori di würstel di soia e burger di ceci, dall’altra firma un decreto che, nella sua formulazione, sdogana il salame vegetale. “Vien da chiedersi: dopo questa benedizione, come può il ministero continuare a sostenere nell’ambito del Consiglio europeo la necessità del divieto di burger, würstel, cotolette, polpette e crocchette vegetali?” conclude Pinton.
Nota
La legge n.172/2023 va disapplicata dal giudice nazionale in primis perché non notificata in conformità alla procedura europea sulle regolamentazioni tecniche e poi perché la Corte di Giustizia europea con sentenza del 4 ottobre 2024 (Causa C-438/23) ha ritenuto che uno Stato membro non possa vietare l’uso di denominazioni usuali tradizionalmente associate ai prodotti di origine animale per designare un prodotto contenente proteine vegetali.
Le norme vigenti a livello europeo, ha rilevato la Corte, già armonizzano espressamente la protezione dei consumatori dal rischio di essere indotti in errore da denominazioni che si rifanno a termini della macelleria e della salumeria per descrivere alimenti anche interamente realizzati con proteine vegetali: misure nazionali che intendano disciplinare o vietare l’uso di tali denominazioni sono pertanto incompatibili col diritto comunitario.
I prodotti vegani e vegetariani in commercio differiscono molto da marca a marca e anche da prodotto a prodotto. Non si può quindi generalizzare. Comunque nei prodotti vegani o vegetariani non sono presenti i nitriti (almeno non ne abbiamo mai visti) al massimo troviamo: antiossidante (acido ascorbico), addensanti, acido citrico…
Inoltre non è vero che qualunque alimento ultraprocessato è associato a rischi per la salute, è stato dimostrato (fra gli altri dallo studio EPIC, il più grande studio europeo sulla nutrizione) che l’associazione tra il consumo e l’aumento del rischio di cancro o malattie cardiache e metaboliche è presente solo per alcune categorie, per esempio è presente per i prodotti ultraprocessati di origine animale mentre è assente per le alternative vegetali (fonte: Consumption of ultra-processed foods and risk of multimorbidity of cancer and cardiometabolic diseases: a multinational cohort study – part of The European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition – The Lancet 2023)
Lo studio citato ha dimostrato che “l’associazione tra il consumo e l’aumento del rischio di cancro o malattie cardiache e metaboliche è presente solo per alcune categorie, per esempio è presente per i prodotti ultra processati di origine animale mentre è assente per le alternative vegetali”. Nell’ultimo periodo i ricercatori si stanno concentrando sui danni degli ultra processati. Si è appurato che c’è un legame, ma non si è ancora capita la causa o le cause. Quello però che sta emergendo dagli ultimi studi è che non tutti gli alimenti ultra processati sono associati a rischi per la salute, e quelli vegetali non lo sono. Poi una dieta bilanciata è varia è sempre la soluzione migliore, cercando di ridurre il più possibile il consumo di zuccheri liberi e di consumare molti cereali integrali.
L’ Animale non è un prodotto alimentare …
La mettete sempre sul piano dello stomaco, del vostro tubo digerente…Non vi riesce proprio di vederla dal lato della Giustizia o meglio…della COMPASSIONE!!
Ezio
13 Gennaio 2026 12:19
Finché non si espliciterà che la denominazione di un prodotto dipende dalla su forma-funzione e non dagli ingredienti, sarà sempre guerra di lobby.
Giuseppe
13 Gennaio 2026 16:59
con tale ministro il paradosso del salame è d’obbligo!
Luisa lemma
14 Gennaio 2026 16:13
Leggo sempre volentieri i vostri articoli. Mi piacerebbero più brevi e più semplici, così io li possa far girare …al fine sempre di dissuadere le persone dal comprare prodotti di origine animale e orientarle invece, verso il plant- based, cruelty free .
Confido molto nella collaborazione dei giornalisti allo scopo di
CHIUDERE I MACELLI.
Grazie ♀️
Luisa lemma
14 Gennaio 2026 16:32
Incredibile!
A me ripugna chiamare i prodotti veg con le denominazioni attribuite alla carne, una cacofonia!… laddove invece, Lollobrigida non ci dorme la notte: il MEAT- SOUNDING è il suo tormento .
Salame vegano. A quando la lattuga di trippa ?
E che dire dell’insalata di riso o di pasta…
Tutti prodotti ultra processati pieni di additivi e sostanze sintetiche, da oggi sono sani? Qui i “cattivoni” di nitriti e solfati non fanno più male?
I prodotti vegani e vegetariani in commercio differiscono molto da marca a marca e anche da prodotto a prodotto. Non si può quindi generalizzare. Comunque nei prodotti vegani o vegetariani non sono presenti i nitriti (almeno non ne abbiamo mai visti) al massimo troviamo: antiossidante (acido ascorbico), addensanti, acido citrico…
Inoltre non è vero che qualunque alimento ultraprocessato è associato a rischi per la salute, è stato dimostrato (fra gli altri dallo studio EPIC, il più grande studio europeo sulla nutrizione) che l’associazione tra il consumo e l’aumento del rischio di cancro o malattie cardiache e metaboliche è presente solo per alcune categorie, per esempio è presente per i prodotti ultraprocessati di origine animale mentre è assente per le alternative vegetali (fonte: Consumption of ultra-processed foods and risk of multimorbidity of cancer and cardiometabolic diseases: a multinational cohort study – part of The European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition – The Lancet 2023)
perché i cibi processati (dolciumi) con farine 00 e zuccheri non fanno male?
Dove ho scritto questo?!
“assente per le alternative vegetali”
Lo studio citato ha dimostrato che “l’associazione tra il consumo e l’aumento del rischio di cancro o malattie cardiache e metaboliche è presente solo per alcune categorie, per esempio è presente per i prodotti ultra processati di origine animale mentre è assente per le alternative vegetali”. Nell’ultimo periodo i ricercatori si stanno concentrando sui danni degli ultra processati. Si è appurato che c’è un legame, ma non si è ancora capita la causa o le cause. Quello però che sta emergendo dagli ultimi studi è che non tutti gli alimenti ultra processati sono associati a rischi per la salute, e quelli vegetali non lo sono. Poi una dieta bilanciata è varia è sempre la soluzione migliore, cercando di ridurre il più possibile il consumo di zuccheri liberi e di consumare molti cereali integrali.
L’ Animale non è un prodotto alimentare …
La mettete sempre sul piano dello stomaco, del vostro tubo digerente…Non vi riesce proprio di vederla dal lato della Giustizia o meglio…della COMPASSIONE!!
Finché non si espliciterà che la denominazione di un prodotto dipende dalla su forma-funzione e non dagli ingredienti, sarà sempre guerra di lobby.
con tale ministro il paradosso del salame è d’obbligo!
Leggo sempre volentieri i vostri articoli. Mi piacerebbero più brevi e più semplici, così io li possa far girare …al fine sempre di dissuadere le persone dal comprare prodotti di origine animale e orientarle invece, verso il plant- based, cruelty free .
Confido molto nella collaborazione dei giornalisti allo scopo di
CHIUDERE I MACELLI.
Grazie ♀️
Incredibile!
A me ripugna chiamare i prodotti veg con le denominazioni attribuite alla carne, una cacofonia!… laddove invece, Lollobrigida non ci dorme la notte: il MEAT- SOUNDING è il suo tormento .