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Sacchetti ortofrutta: Unicoop Firenze introduce le shopper e i guanti in bioplastica per la frutta e la verdura

sacchetti ortofrutta unicoop_firenzeAnche i sacchetti e i guanti dei reparti ortofrutta diventano eco. Unicoop Firenze ha introdotto in tutti i 103 punti vendita  sacchetti e guanti da usare per l’acquisto di frutta e  verdura ottenuti da plastica biodegradabile. Il materiale è lo stesso delle buste che si usano per la raccolta nelle case della frazione umida di rifiuti solidi urbani.

Il progetto, avviato nel novembre del 2012 in collaborazione con Novamont e con l’azienda di trasformazione IPT, prevede la sostituzione della plastica tradizionale con il Mater-Bi®, biodegradabile e compostabile, un materiale  che si disintegra in un ciclo di compostaggio (massimo 90 giorni come da norma EN13432), in conformità ai principali standard internazionali.

 

sacchetti ortofrutta 95933028Unicoop Firenze è stato il primo operatore della grande distribuzione a impiegare, cinque anni fa, le shopper per fare la spesa nei supermercati in bioplastica, anticipando la norma di legge che dal gennaio 2012 obbliga tutte le catene a impiegare solo sacchetti biodegradabili e compostabili per portare. Adesso è sempre Unicoop che decide di estendere questa iniziativa di stampo ambientalista anche al reparto ortofrutta nella rete di vendita.

Il tema era stato recentemente oggetto di attenzione da parte de Il Fatto Alimentare che aveva invitato le principali catene di supermercati a utilizzare sacchetti in bioplastica anche per frutta e verdura abbandonando così le buste di plastica usa e getta e anche i guanti, giustificati come necessari dal punto di vista igienico, ma in realtà privi di alcun obbligo normativo. I numeri parlano chiaro: in un anno sono 360 le tonnellate di plastica utilizzata, solo da Unicoop Firenze, per fare i sacchetti per l’ortofrutta (120 milioni di pezzi!) e i guanti (40 milioni di pezzi); l’intenzione è di allargare l’iniziativa all’intera rete distributiva Coop.

 

Valeria Nardi

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  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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3 Commenti

  1. Giovanna Bises

    Finalmente! È una idea ottima. Purtroppo ci sono ancora molte catene di supermercati che non forniscono sacchetti in bioplastica neppure alla cassa. In questo caso io porto sempre la mia sporta oppure il carrello. Bisognerebbe sensibilizzare di più il pubblico. Poche persone sanno che un sacchetto derivato dal petrolio impiega fino a 1000 a degradarsi.

    Altrettanto importante è la plastica biodegradabile al banco di frutta e verdura. Se anche si prende un solo pezzo si è obbligati ad imbustarlo per mettere l’etichetta con il prezzo, con il conseguente uso di un numero spropositato di buste di plastica. Inviterei tutte le catene di supermercati a fornire la bioplastica per l’acquisto di frutta e verdura.

  2. Veramente bella e lodevole iniziativa. Non ho mai però compreso il significato igienico dell’utilizzo di guanti per l’acquisto self-service di prodotti ortofrutticoli che comunque necessitano di essere preventivamente lavati o sbucciati per il loro consumo.

  3. secondo me si potrebbe fare molto di più ….perchè non ridurre anche il numero dei sacchetti da utilizzare? possibile che dopo averle pesate separatamente non posso mettere pere e mele nello stesso sacchetto o carote e zucchine insieme? pensiamo anche a chi non acquista grosse quantità : 4 mele, 2 banane , 2 pere…le etichette sul sacchetto da leggere alla cassa saranno più di uno ma dov’è il problema c’è il lettore dei vari codici a barre …e gli affettati al banco) vedi sopra un sacchetto di carta per ogni referenza ….si può fare meglio!