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Il “Rosso Coca-Cola” approda nei tormentoni estivi della musica italiana e fa boom

Mentre la pubblicità occulta nei canali televisivi e al cinema è controllata e sanzionata in maniera pesante, più rari sono gli esposti riguardanti canzoni che pubblicizzano prodotti alimentari come la Coca-Cola. Eppure la musica è uno strumento di comunicazione potente, capace di evocare sensazioni e sentimenti occulti, che si sedimentano nel tempo e non conoscono barriera di età, anzi agiscono in maniera più insidiosa proprio nella fascia di consumatori che maggiormente è attratta da alimenti e bevande soggetti al cosiddetto acquisto d’impulso. Per questo motivo, ascoltare hit del momento che pubblicizzano prodotti, spesso proprio quelli che non sono salutari, dovrebbe generare un senso di fastidio e invece attrae, evidentemente per la caratura dei cantanti, il valore delle loro opere e naturalmente per il modo in cui questa musica è promossa sul mercato.

Questa volta, però, il Codacons ha chiesto di fermare il video della canzone Mille, del trio Fedez-Lauro-Berti, presentando un esposto all’Antitrust e all’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria per pubblicità occulta. Altri dettagli su questa notizia sono contenuti in varie agenzie di stampa. Al di là delle bottigliette che campeggiano nel video mentre si pronunciano le parole “Rosso Coca-Cola”, resta il fatto che in questo caso non si evoca il prodotto, che ha un colore nero e non rosso, ma il marchio. In altri contesti, sarebbe come leggere un romanzo che parla di un prato “Verde Sprite” o ascoltare una lezione universitaria dove il docente di astronomia proietta una slide che parla del cielo “Blu Oreo”, magari con biscotti annessi. Nessuno comprerebbe quel romanzo e probabilmente al docente sarebbe riservato un TSO ma questo non accade per la musica.

coca-colaIn questa estate 2021, le labbra “Rosso Coca-Cola” di Mille non sono certo un caso unico. Evidentemente i lockdown seriali hanno scatenato una passione dei musicisti per il “Rosso Coca-Cola” che riappare in un’altra canzone, molto bella, di Annalisa, Movimento lento, che, insieme a un altro cantante, Federico Rossi, collega l’estate al “cielo Rosso Coca-Cola”. Gran parte del video richiama quel colore, dagli abiti ai riflessi sui capelli, agli oggetti sulle pareti, i veli e persino i microfoni.

La cocacolite deve essere la malattia del momento, perché anche Samuel e Francesca Michielin, in Cinema, mentre rievocano le immagini sensuali di Tinto Brass, sentono il bisogno di dire, apparentemente fuori contesto: “Coca cola, così non mi va….e chissà se col caldo il ghiaccio terrà”.
Chissà perché la musica deve diventare un veicolo solo per alimenti e bevande di cui potremmo fare a meno. Viene quasi voglia di rimpiangere “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”.

Antonello Paparella

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Roberto La Pira

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8 Commenti

  1. Avatar

    Curiosità, ma a Vasco Rossi per la sua canzone “Bollicone”, il Codacons ha detto niente?

    Dal testo della canzone:

    Bevi la coca cola che ti fa bene
    Bevi la coca cola che ti fa digerire
    Con tutte quelle, tutte quelle bollicine

    • Avatar

      Ovviamente la canzone è “Bollicine”…

    • Avatar

      Eh no che non ha detto niente! Ma da quel che risulta non ha detto nulla nemmeno su Annalisa…
      Presentare esposti contro Fedez è diventato il loro hobby

  2. Avatar

    per quale motivo dovrei fare a meno della coca cola solo perchè ci sono degli obesi che contiinuano a prendere quella con lo zucchero??

  3. Avatar

    Comunicazioni commerciali persuasive palesi, occulte, subliminari e banali baccanali: le espressioni della barbarie consumistica contemporanea. E la politica tace! Ignara o complice?

  4. Avatar

    Personalmente non bevo Coca Cola da anni, tuttavia dove vogliamo arrivare al proibizionismo ??
    Che dovrebbe fare la politica ?? Vietare le canzoncine ove si cita un marchio, oppure vietare la vendita delle bevande gassate ??

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      La politica dovrebbe farsi promotrice e divulgatrice di conoscenza, in questo caso di conoscenza alimentare, e operatrice di controlli di qualità di qualsiasi prodotto in vendita e non lasciare ai suadenti e cinici interessi economici privati il saccheggio della salute pubblica. Lei ritiene condizione ideale recarsi all’acquisto degli alimenti penosamente e inutilmente armati di diffidenza e sospetto?

    • Avatar

      La salute pubblica è stata ampiamente saccheggiata dalla politica che Lei invoca.
      Le aziende fanno il loro lavoro, non sono enti di beneficenza, operano nell’alveo legislativo che gli è consentito.
      Oggi è molto più facile informarsi che in passato, chi vuole lo fa, non possiamo inculcare la conoscenza per decreto.
      Non vorrei vivere in uno stato che mi prescrive cosa posso bere o mangiare, magari lei si…

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