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Refezione scolastica: Milano Ristorazione non risponde alle domande scomode. E` un tema elettorale dice Predolin! Ne parliamo tra un mese.

Un mese fa ilfattoalimentare.it ha  inviato a Milano Ristorazione (la società del Comune che prepara ogni giorno 70 mila pasti per gli alunni delle scuole)  alcune domande sulla gestione del servizio, sul bilancio e su altre questioni.  Dopo tre sollecitazioni finalmente il presidente della società Roberto Predolin ci ha scritto  dicendo che sarà ben lieto di rispondere in modo esauriente, ma solo dopo le elezioni ovvero a distanza di due mesi dalla richiesta per motivi di opportunità elettorale. La risposta è molto curiosa ma aspettiamo con fiducia.

Ecco la lettera

Egr. Dr. La Pira
facendo seguito alla Sua richiesta di informazioni relative all’operato di Milano Ristorazione, sono a comunicarLe che provvederò a dare riscontro, dettagliato e documentato, alle questione poste, successivamente all’ormai imminente elezione del prossimo Sindaco di Milano.
 
Ritengo infatti che la gestione della ristorazione scolastica rappresenti un ambito delicato di intervento (sia per l’utenza a cui è diretta, sia per le implicazioni di carattere educativo, igienico-sanitario, sensoriale e giuridico che sono alla base della sua buona realizzazione), tale da non poter essere sommariamente esplicitata senza una doverosa e accurata disamina degli aspetti che la compongono e che la Sua richiesta ha dettagliatamente individuato.
 
Tale accurato lavoro e il dovere di fornire le informazioni non può essere svolto in questo periodo particolare, dove le parti contrapposte nella competizione elettorale sono tese al raggiungimento di un risultato positivo per il proprio schieramento e dove le informazioni possono essere facilmente soggettivate per fini che travalicano l’effettiva conoscenza dei meccanismi che regolano le attività di aziende controllate da parte pubblica.
 
Certo invece che il Suo interessamento attiene esclusivamente alla conoscenza, a fini divulgativi, delle modalità di realizzazione di un servizio pubblico e di verifica della correttezza – formale e sostanziale – con cui chi è delegato in tal senso assolve al proprio compito, confido che converrà con me nel ritenere che un clima di serenità istituzionale – lontano da appuntamenti che possono condizionare pretestuosamente le posizioni delle parti – sia da ritenersi più idoneo ad una verifica di attività che devono mirare esclusivamente al benessere della popolazione infantile della nostra città.
 Rinnovando quindi il mio impegno a riscontrare la Sua richiesta con la massima attenzione successivamente al 15 maggio prossimo, La ringrazio per gli interessanti stimoli che le Sue questioni pongono e colgo l’occasione per inviare i più cordiali saluti.

Milano Ristorazione S.p.A.

Il Presidente  Roberto Predolin  14 aprile 2011

Le domande che abbiamo inviato a Predolin

Come mai nel  2009  i pasti nelle  scuole di Milano sono aumentati dello 0,4%, e la spesa per le materie prime è diminuita di 3 milioni di euro? Abbiamo chiesto a Milano Ristorazione di rispondere a 16 domande come queste, ma non abbiamo ricevuto alcune risposta.  Forse perchè prima di noi ci le lettere da scrivere  alle oltre 4000  mamme che inviano ogni giorno lamentele sulla qualità del pasto dei bambini.

I quesiti posti al presidente della società Roberto Predolin sono elaborati prednendo spunto dal bilancio 2009. Si tratta di domande legittime che  attendono da oltre 20 giorni. Rinnoviamo l’appello al presidente di Milano Ristorazione e al Comune di Milano che detiene il 99 % della società.

DOMANDE INVIATE A MILANO RISTORAZIONE

1 – E’ vero che il 40 % dei pasti serviti nelle scuole di Milano foiniscono nei rifiuti? Ci sono dati specifici sui rifiuti delle  singole scuole?

2 – Quanto costa un pasto a Milano Ristorazione considerando solo le materie prime? E’ vero che utilizzando il 50% di ingredienti bio l’aggravio di costi sarebbe di 0,40 / 0,75 € a pasto?

3 – E’ vero che le scodellatrici quando hanno iniziato a lavorare non avevano una formazione specializzata come addette mensa, ma erano personale generico di una società di servizi specializzata in pulizie?

4 – E’ vero che le 1.347 scodellatrici sono pagate 5,40 €/h lorde, ovvero 4,0 €/h nette? La retribuzione è corrispondente a quanto stabilito dai contratti di categoria? Milano Ristorazione verifica l’applicazione dei CCNL? Dal bilancio emerge che alle società di servizi cui sono stati affidati gli appalti  di somministrazione pasti e pulizia dei refettori vengono corrisposti 47 euro per 3 ore di lavoro a ciascuno operatore, cioè 15 euro l’ora circa, a fronte dei 5,40 che gli stessi operatori dichiarano di guadagnare?

5 –  Quante lamentele ricevete giornalmente?  E’ possibile avere una statistica dettagliata  degli ultimi 5 anni?

6 –E’ stata avviata una class-action contro la società, quali sono i motivi per cui non discutete con i genitori per risolvere i problemi?

7 – E’ vero che gli appalti per la fornitura delle materie prime vengono aggiudicate assegnando un’importanza prevalente al prezzo e solo in misura minore alla qualità? Per esempio nella gara di appalto del riso vince chi propone il prezzo più basso senza attribuire alcun valore alla qualità del prodotto. Nell’appalto del latte il fattore prezzo influenza il 90% il giudizio  di assegnazione?

8 – E’ vero che nel menù ci sono solo 2 prodotti biologici (formaggi) ? C’è un motivo preciso? Non è possibile favorire la formazione di consorzi di produttori per incrementare  la quantità di cibo bio come è stato fatto in altre zone di Italia?

9 – Perché nelle 80 scuole con il self-service  non proponete un’alternativa di menù. Si butterebbe via la metà del cibo e i ragazzi sarebbero più sazi e più contenti?

10 – E’ vero che la frutta e la verdura viene acquistata dal socio Sogemi? Se sì, come mai Milano Ristorazione motiva il non acquisto di prodotti bio per mancanza di reperibilità dei quantitativi necessari? Le aziende di ristorazione che gestiscono in appalto il servizio di ristorazione scolastica del comune di Roma non hanno problemi a procurare tutti i prodotti biologici previsti da capitolato, che sono di gran lunga superiori a quanto acquistato da Milano Ristorazione , con un numero di pasti totali da servire superiore a 100 mila giorno.

11 – A quanto ammonta la spesa per le analisi condotte da Milano Ristorazione sulle materie prime? Nel bilancio del 2009 la voce “analisi chimiche” è stata di  28.462 €. Questa somma comprende  419 analisi microbiologiche di cui: 275 sui pasti ( 50 € cad nostra stima ) e  144 tamponi  ambientali  (30 € cad nostra stima) e  34 analisi acqua potabile  (25 € cad nostra stima) per un totale di 19.000 € circa. Non si tratta di un numero ridicolo di controlli considerando i pasti giornalieri?

12  – Nel bilancio ci sono  13.043 collaudi.  Cosa sono i collaudi? Chi li fa? Quanto costano? Poi ci sono  213 visite ispettive. Chi le fa ? Quanto costano?

13 – A cosa si riferiscono le tre voci di spesa del bilancio 2009  denominate “consulenze tecniche” costate 480.209 €?

14 – Lavoce  di spesa “consulenze amministrative” indicata  nel bilancio 2009  per un importo di 318.966 €  a cosa si riferisce?

 15 – Nel bilancio 2009 i pasti  serviti sono aumentati dello 0,4%  mentre il costo delle materie prime è sceso da 23.896 milioni di € a 20.516 milioni di €. Come mai si registra una riduzione dei costi a fronte di un incremento dei pasti? Se poi è vero che nella voce di spesa relativa alle materia prime è incluso anche l’acquisto delle vaschette monouso di plastica,  come si giustifica un simile ribasso in un periodo in cui i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentata su tutti i mercati?

16 – Il personale in produzione sembra essere in esubero rispetto al numero di pasti. Il rapporto attuale di 1 addetto ogni 84 pasti preparati  è eccessivo, in genere si parla di 1 addetto ogni  100 /150 pasti soprattutto quando ci sono centri cottura centralizzati. C’è un motivo?

Roberto La Pira

 

Foto:Photos.com

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