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Riso iper proteico: una varietà eccezionale, richiede meno acqua e ha una resa maggiore, senza essere Ogm

Dopo anni di esperimenti in laboratorio e nei campi Herry Utomo, agronomo dell’Università della Louisiana, ha ottenuto, per successive ibridazioni, una varietà di riso eccezionalmente ricca di proteine e che per di più ha rese superiori a quello normale, e richiede meno acqua e calore per essere cotto.

Il nuovo riso iper proteico, brevettato nel 2017 e al momento coltivato solo in Illinois con il nome di Cahokia, è stato presentato ai consumatori e alla comunità scientifica all’ultimo congresso annuale dell’American Society of Agronomy and Crop Science Society svoltosi nelle settimane scorse a Baltimora, e si candida a essere una valida risposta a chi non vuol sentire parlare di organismi geneticamente modificati (Ogm) in tavola.

Riso iper proteico
Il riso iper proteico Cahokia può essere lavorato in farine, latte, miscele di cereali

Il riso Cahokia, il cui cultivar è stato chiamato Frontière, contiene il 10,6% di proteine, ossia il 53% di proteine in più rispetto al riso dal quale sono iniziate le ibridazioni, ed è il frutto di numerosissimi esperimenti. All’inizio erano state selezionate 20 diverse possibili varietà che però, come spesso accade, avevano tutte rese inferiori alla media, oppure caratteristiche non ideali. Tutte tranne uno, il Frontière che assicura un raccolto  dall’11 al 17% superiore rispetto alla varietà di partenza. Inoltre può essere consumato così com’è dopo la cottura, ma anche lavorato per ottenere farine, da utilizzare in miscele di cereali,  prodotti da forno e cibo per l’infanzia. Può quindi essere impiegato in molti prodotti di un mercato che è in costante crescita e che risponde anche alla richiesta di farine prive di glutine (non a caso Utomo e i collaboratori stanno verificando le risposte del riso a diverse cotture e tipi di lavorazioni).

Allo stesso tempo, però, il Cahokia può offrire una valida alternativa agli Ogm e alle popolazione più povere  (non meno di 750 milioni di persone in tutto il mondo, tre quarti delle quali abitano in zone dove il riso è l’alimento cardine della dieta). Queste persone, che spesso lavorano la terra, non dovranno modificare nulla nel loro modo di coltivare, né diventare dipendenti da qualche azienda, perché il riso Chaokia non presenta gli svantaggi delle sementi  Ogm sterili o quelle associate al glifosato, e viene coltivato esattamente come tutte le altre varietà.

Al di là del successo di questa singola varietà, lo studio di Utomo è importante perché conferma la possibilità di ottenere nuove specie, più adatte alle esigenze di una popolazione che cresce e di aree coltivabili sempre più sfruttate e soggette a fenomeni atmosferici estremi, anche senza ricorrere alle modifiche genetiche, che parte dell’opinione pubblica soprattutto dei paesi più ricchi non è disposta a consumare.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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9 Commenti

  1. Avatar

    Trovo scandaloso che in un sito che tratta di “fatti” alimentari si usi ancora il concetto di OGM come potenzialmente negativo rispetto alle qualità di un alimento.

    Se questo riso non è OGM, la varietà sarà stata ottenuta in qualche altro modo, o tramite selezione di mutazioni casuali (poco probabili), o tramite ottenimento di mutazioni tramite esposizione a materiale radioattivo.
    In ogni caso quello che mi aspetterei da persone che vogliono informare è rendere chiaro a chi legge che il considerare gli OGM indesiderabili è una posizione e non scientifica.

    • Avatar
      marcello frigieri

      Ogm indesiderabili: non è provato scientificamente che il loro consumo non danneggi la salute umana. Per il principio di precauzione da sempre in uso in europa ( negli USA no) non si consuma ciò che non è provato a priori sia solo benefico per i consumatori. Personalmente ritengo rischioso nutrirmi di cibi OGM cioè potenzialmente negativo per la mia salute e pertanto trovo del tutto corretto che il fatto ” usi ancora il concetto di OGM come potenzialmente negativo rispetto alla qualità di un alimento”.

  2. Avatar

    La giornalista riporta le solite banalità sulle colture gm. A suo dire queste sarebbero sterili e dunque l’agricoltore non può tenersi il seme per la coltivazione successiva. Senza sapere che non ci sono colture gm sterili, sicuramente non tra i cereali almeno, e che la possibilità di riprodurre il seme senza pagare royalty al costitutore della varietà non dipende dal fatto che questa sia gm o meno ma solo se questa è coperta da brevetto. Spesso, specialmente se il costitutore della nuova varietà è un ente pubblico, questi decide di lasciar libera la produzione del seme, geneticamente modificata oppure no nulla cambia in questa regola. Ad esempio ci sono delle melanzane Bt, gm resistenti agli insetti, che non pagano royalties a nessuno e l’agricoltore se vuole può riprodursi il seme.

  3. Avatar

    caro mattteo, sono un lettore come te e non devo fare il difensore di nessuno ne tantomeno di questo giornale online, ma se leggi bene l articolo non dice mai che e contro gli ogm o li denigra ma afferma che le persone non sono molto favorevoli agli ogm (ed in italia e cosi) poi mette in evidenza i limiti degli ogm sterili per i quali devi sempre comprare il prodotto da uno rispetto alla nuova ricerca dell frontiere, secondo me gli articoli vanno letti bene prima di commmentare..
    cordialita

  4. Avatar

    Dove si puó acquistare questo riso? È già in commercio?

  5. Avatar
    agnese codignola

    Non era mia intenzione denigrare gli OGM. Al contrario, penso – e ci sono molte interessanti prove di questo – che contro gli OGM si sia scatenata, negli anni, una campagna ideologica analoga a tante altre di questo periodo, antiscientista a prescindere e spesso portata avanti da persone che non hanno la minima cognizione di biologia vegetale o umana. Penso anche che, andando rapidamente verso i 10 miliardi di persone (siamo già quasi 8), ed essendo più di un terzo delle terre ormai esauste (lo dice la FAO), prima o poi si arriverà anche a quella soluzione, così come ad altre. Molti OGM forniscono risposte convincenti, sfruttano meno acqua, cresconoi su terreni aridi, fanno meglio la fotosintesi eccetera: e gli insetticidi non c’entrano nulla. Molti di questi OGM sono stati messi a punto da accademici o da ricercatori che fanno capo a fondazioni no profit con il solo scopo di miglioraree la produzione alimentare, e non hanno brevetto. Per non parlare del fatto che in paesi come gli USA decine di milioni di persone li mangiano quotidianamente da oltre 20 anni senza che questo abbia fatto emergere conseguenze negative. O del fatto che decine e decine di premi Nobel ed esperti chiedono da anni che si lasci libertà di ricerca e sottolinenano che gli OGM – almeno alcuni di essi – sono una soluzione. O del fatto che in alcuni casi hanno già risolto situazioni drammatiche di interi paesi: che ne ha voglia si veda Food Evolution (https://www.foodevolutionmovie.com/), film di Scott Kennedy, un regista già candidato all’Oscar, di cui abbiamo già parlato qui. Nell’articolo volevo solo dire che questo tipo di varietà può essere una risposta a coloro che non vogliono neppur sentire parlare di OGM: e io non sono tra questi.

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    Veda Matteo, bisogna distinguere le notizie dalle bufale e dai pareri personali di chi scrive.
    Rispetto il suo parere, anche se formatosi non so’ come e perché senza notizie oggettive, ma su bufale che ha forse autonomamente ideato come:
    “Se questo riso non è OGM, la varietà sarà stata ottenuta in qualche altro modo, o tramite selezione di mutazioni casuali (poco probabili), o tramite ottenimento di mutazioni tramite esposizione a materiale radioattivo.”
    Qui si può informare direttamente in modo oggettivo e documentale:
    https://scisoc.confex.com/scisoc/2018am/videogateway.cgi/id/33375?recordingid=33375
    Mentre la posizione contraria agli Ogm è della stragrande maggioranza, statisticamente scientifica, della popolazione europea ed italiana e non un pregiudizio di chi ha riportato correttamente una notizia oggettiva ed utile per tutti i nostri coltivatori di riso, ma soprattutto per i consumatori anche minimamente informati.

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    dire che i cibi ogm non diano effetti negativi sulla salute mi sembra un’affermazione tutt’ora azzardata, anche a distanza di oltre 20 anni dalla loro immissione sui mercati, in quanto risulta ancora oggi difficile trovare consensi su come applicare dei protocolli per eseguire indagini sulle conseguenze da consumo. inoltre, vorrei ricordare ai sostenitori ogm che si tratta molto spesso di prodotti che fanno largo uso di pesticidi, alcuni dei quali sono già stati indicati come probabili cancerogeni. io trovo assai ragionevole diffidarne.