Il primo gennaio è entrata in funzione la nuova piattaforma europea One Substance One Assesment, OSOA, che ha lo scopo di coordinare e rendere più efficaci ed efficienti gli sforzi nella determinazione soprattutto del rischio di sostanze chimiche e miscele. Ecco alcune delle numerose agenzie ed entità comunitarie coinvolte: la European Chemicals Agency (ECHA), la European Environment Agency (EEA), la European Medicines Agency (EMA), la European Agency for Safety and Health at Work (EU-OHSA) e soprattutto la European Food Safety Agency (EFSA), sotto l’egida della Commissione.
ECHA ed EFSA, quelle interessate dal settore degli alimenti e dei mangimi, hanno reso noto un documento specifico e comune sulla loro idea di “una sostanza un’analisi”, nel quale partono da una disamina della situazione attuale, assai dispersiva e a tratti caotica, e propongono una serie di azioni concrete per semplificare e sveltire le procedure, evitare spese inutili e migliorare la prevedibilità dei pronunciamenti regolatori. In sostanza, si tratta di avere un robusto coordinamento centrale delle attività delle agenzie, che attribuisca razionalmente i compiti nei bracci operativi e renda poi immediatamente accessibili a tutti i risultati, che dovranno essere espressi nello stesso formato, in modo da evitare ripetizioni e lungaggini inutili.

L’iniziativa coinvolgerà numerose classi di molecole tra le quali gli additivi, i materiali per il packaging, i supplementi, così come le sostanze utilizzate per prevenire o contrastare le malattie degli animali o nelle piante che possono rimanere in tracce nei cibi. Inoltre si occuperà di contaminazioni come quelle da micotossine o quelle presenti per i motivi più vari nell’ambiente (per esempio nelle acque o nel suolo) come le diossine, i PCB e i metalli.
Il supporto normativo
Due, in particolare, i regolamenti che sostengono OSOA:
– La 2025/2455 del 26 novembre scorso, che definisce i contorni della piattaforma comune nella quale inserire i dati delle sostanze chimiche, con lo scopo di rendere gli stessi accessibili e utilizzabili in modo semplice e immediato, e fornire anche un archivio per valutazioni ripetute nel tempo, grazie al confronto con la serie storica dei dati.
– La 2025/2457 dello stesso giorno, che corregge la Food Law Regulation 178/2002 e riattribuisce i compiti alle agenzie secondo una suddivisione dei compiti più funzionale e aderente all’impianto stesso di OSOA.
Insieme, i due regolamenti dovrebbero consentire di varare al più presto la EU Common Data Platform on Chemicals (EU-CDPC), che dovrebbe raggiungere il numero minimo di sostanze previste entro il 2028, per poi essere via via completata nei dieci anni successivi, e conclusa all’incirca entro il 2036.
Al momento, gli esperti di dati delle due agenzie sono già al lavoro per raccogliere tutte le informazioni contenute nei diversi database europei, relative per esempio al monitoraggio, ai rischi, agli studi in corso, alle richieste di autorizzazione. Inoltre, è stato dato mandato a EFSA ed ECHA di avviare una collaborazione per uno studio sul biomonitoraggio umano che copra tutti gli stati membri.
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Giornalista scientifica


