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Ritiri e rischi alimentari in Europa: il bilancio del primo trimestre 2014. L’Italia è il paese che fa più segnalazioni e l’ottavo per le irregolarità

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Rischi alimentari in Europa: nel primo trimestre del 2014, 787 notifiche

La Relazione sul sistema di allerta alimentare europeo (Rapid Alert System for food and feed, RASFF) relativa al primo trimestre 2014, con le sue 787 notifiche, evidenzia una buona tenuta del sistema di controllo comunitario che ha consentito di individuare e togliere tempestivamente dal mercato prodotti non idonei al consumo e mangimi destinati agli animali.

 

Negli ultimi 15 anni c’è stato un progressivo potenziamento del RASFF che ha portato ad un incremento delle segnalazioni (474 nel 2000 diventate 2.625 quattro anni dopo e 3.721 nel 2011). Dopo c’è stata un’inversione di tendenza (3.436 nel 2012 , 3.136 l’anno dopo) confermato anche nel primo trimestre del 2014 (787 notifiche contro le 895 del 2013).

Da sempre l’Italia si conferma al primo posto fra i paesi che segnalano le irregolarità e anche quest’anno ha trasmesso 135 segnalazioni, seguita da Germania (97), e Regno Unito (84) mentre si è collocata all’ottavo posto fra i paesi che vengono segnalati perché esportano prodotti irregolari segnalati al Rasff.

 

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I Dipartimenti di Prevenzione hanno una consolidata esperienza in materia di controllo degli alimenti e delle relative sedi di produzione e vendita

I principali problemi sono stati riscontrati nei prodotti della pesca (136 notifiche) seguiti dalle partite di frutta e vegetali (110 notifiche) e da problematiche microbiologiche (191 non conformità), prevalentemente dovute a Salmonella, Norovirus, E. Coli e Listeria monocytogenes. Tra i contaminanti chimici le maggiori irregolarità riguardano le micotossine e i residui di pesticidi. Rispetto al primo trimestre 2013 sono in aumento le irregolarità per i mangimi destinati agli allevamenti e i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti.

 

Il quadro che emerge dai dati del Rasff è coerente con i controlli effettuati in Italia realizzati dal Ministero della salute, dalle Regioni e dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali. Questi ultimi attraverso i Servizi di igiene Alimenti e Nutrizione ed i Servizi Veterinari assicurano la quota più significativa di controlli che nel 2012 sono stati oltre 535.000 realizzati su 320.000 attività alimentari e su 201.000 campioni di alimenti.

I Servizi di Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) annoverano al loro interno una vasta gamma di figure professionali: medici, biologi, chimici, agronomi, tecnici della prevenzione, dietisti che unitamente ai veterinari degli omonimi servizi si avvalgono per l’analisi degli alimenti del supporto tecnico dei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (ISZ) e dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente (ARPA).

 

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Tra i contaminanti chimici le maggiori irregolarità riguardano le micotossine e i residui di pesticidi

I Dipartimenti di Prevenzione hanno una consolidata esperienza in materia di controllo degli alimenti e delle relative sedi di produzione e vendita. Ciò consente di effettuare i controlli in modo mirato tenendo conto delle attività a maggior rischio per tipologia (ristorazione, laboratori di pasticceria, gastronomia, ecc), entità di produzione (grandi centri di produzione pasti, centrale del latte, mercato ortofrutticolo, ecc) e utenza (anziani, bambini, ospiti di strutture ospedaliere, ecc). Viene tenuta in considerazione anche la storia di ciascuna attività, ovvero se in passato ha avuto problemi igienico sanitari e se è stata coinvolta in episodi di tossinfezioni alimentari le verifiche sono più frequenti e scrupolose.

Analogamente per i campioni di alimenti si tiene conto del tipo di rischio in base ai dati epidemiologi, ai risultati dei controlli precedenti e si considerano le segnalazioni inviate al sistema di allerta (Rasff) e quelle inviate dai cittadini.

 

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Sono in aumento le irregolarità per i mangimi destinati agli allevamenti

I risultati del sistema di allerta europeo e dei controlli ufficiali che evidenziano il 15% di irregolarità relative all’igiene nelle attività alimentari riguardanti il personale, le strutture e il sistema di l’HACCP evidenziano la necessità di mantenere alta la guardia, consapevoli che la tutela della salute dei consumatori è resa difficile da modalità produttive intensive e sofisticate, da filiere alimentari sempre più complesse.

 

La fiducia dei consumatori nei confronti del sistema agroalimentare italiano ed europeo passa anche attraverso il mantenimento della credibilità delle istituzioni preposte alla regolamentazione e alla vigilanza del settore. Non solo. Il lavoro, assai qualificato, svolto dai Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione delle 150 AUSL italiane, che non ha riscontro in nessun Paese dell’Unione Europea (UE), andrebbe valorizzato anche nelle peculiarità ed eccellenze italiane di EXPO 2015.

 

Emilia Guberti

Coordinatore Gruppo di Lavoro SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) – Alimenti e Nutrizione

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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