Home / Supermercato / Celiachia: in Valle d’Aosta e Sardegna il contributo si può usare solo in farmacie e affini. Il parere dell’Agcm riapre il dibattito

Celiachia: in Valle d’Aosta e Sardegna il contributo si può usare solo in farmacie e affini. Il parere dell’Agcm riapre il dibattito

La dieta senza glutine non è una scelta per chi soffre di celiachia o sensibilità al glutine
Gli alimenti senza glutine sono ormai ovunque, anche nei supermercati

I prodotti senza glutine sono venduti ovunque: nei supermercati, nei negozi specializzati in prodotti salutistici, nelle parafarmacie e – ovviamente – in farmacia. Chi convive con la celiachia, tuttavia, non sempre può usufruire del rimborso garantito dal SSN in tutti i negozi, perché ogni Regione ha una sua autonomia e stabilisce un contributo mensile di diverso importo e con modalità differenti: ricetta rossa, documenti di credito cartacei o magnetici, accredito sulla tessera sanitaria ecc…. L’altro elemento da sottolineare è che la convenzione spesso coinvolge solo le farmacie. Per questo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, a seguito di una denuncia da parte del Centro Tutela Consumatori Utenti, si è espressa in merito alle modalità di erogazione gratuita dei prodotti senza glutine. La decisione di Sardegna e Valle d’Aosta di poter spendere il voucher in farmacie, parafarmacie e negozi specializzati escludendo altri punti vendita è un limite che lede la concorrenza e la possibilità di scelta da parte del celiaco. Nei supermercati, infatti, sono ormai presenti moltissimi prodotti senza glutine a marchio d’insegna oppure a marchio commerciale a prezzi vantaggiosi. Per questo motivo secondo l’Agcm la possibilità di spendere i buoni nei supermercati – come avviene in alcune regioni – andrebbe estesa a tutto il territorio nazionale. L’altro spunto suggerito dall’Agcm è  la possibilità di frazionare la spesa utilizzando il “buono” in tempi e in esercizi commerciali diversi. Abbiamo chiesto un parere sulla sentenza al presidente dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia), Giuseppe di Fabio.

Come sono organizzate le singole regioni? Cosa succede in caso di spostamenti per vacanza/lavoro e si ha bisogno di acquistare quel tipo di alimenti?

Gluten
Le differenze tra regioni nell’erogazione dei prodotti gluten-free generano difficoltà per i celiaci

Il modello organizzativo di erogazione adottato è differente da regione a regione. Allo stato attuale la spendibilità del buono può avvenire solo nella regione che lo emette, in alcuni casi solo nel distretto sanitario di appartenenza del celiaco. In tutte le regioni il buono ha un formato cartaceo: fatta eccezione per Lombardia, Umbria e Campania nelle quali è attuato il progetto di dematerializzazione attraverso l’utilizzo della tessera sanitaria. Lo stesso progetto è in corso di realizzazione in Alto Adige. Nelle restanti zone d’Italia i buoni cartacei sono prestampati; mentre in Friuli Venezia Giulia e nelle Marche si usano le ricette rosse. Solo il Trentino segue modalità differenti, con l’erogazione in denaro.

Da anni AIC evidenzia il disagio dei pazienti a seguire la dieta spostandosi tra le diverse regioni italiane per lavoro o studio.  Siamo convinti che la dematerializzazione dei buoni sia il modello organizzativo da adottare in tutta Italia, anche in virtù del fatto che la legge dello Stato attribuisce al Ministro della Salute, e non alle Regioni,  la definizione della modalità  (“….Il Ministro definisce altresì le modalità organizzative per l’erogazione di tali prodotti.” Art 4, comma 2, L. 123/05). Un sistema informatico comune renderebbe automatico il riconoscimento del tetto di spesa in ogni regione, e smetterebbero di essere tanto attraenti soluzioni di conversione del tetto di spesa in denaro, di difficile gestione e rendicontazione.

celiachia pane glutine
La dematerializzazione dei buoni su base nazionale favorirebbe l’accesso dei pazienti ai diversi canali distributivi

Perché il rimborso in alcune regioni è spendibile solo in farmacia?

Solo due regioni hanno un ostacolo normativo in questo senso: si tratta della Sardegna e della Val d’Aosta. Prendiamo in esame la Sardegna: con la delibera della Giunta regionale n. 26/9 del 24/05/2011, si afferma che è possibile spendere il buono solo nelle farmacie e nei negozi specializzati nella vendita degli alimenti senza glutine (“L’Assessore, al fine di soddisfare le esigenze sopra richiamate fa presente che è necessario accogliere le istanze dei pazienti estendendo ai soli Esercizi Commerciali Specializzati nella vendita dei prodotti senza glutine, ricompresi nella sezione A2 del Registro Nazionale, la possibilità di erogare tali prodotti con oneri a carico del SSR.”). Anche il celiaco in Val d’Aosta può spendere il buono soltanto nelle farmacie, così come sancito dalla delibera della Giunta regionale n. 2791 del 9 ottobre 2009. In altre regioni (Alto Adige, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia), sebbene le delibere locali prevedano il diritto di accedere a vari canali distributivi. L’assenza di decreti attuativi oppure anche solo la mancanza di convenzioni tra l’amministrazione locale e gli esercizi pubblici interessati (GDO, negozi), rende la delibera lettera morta. Anche in questo caso la dematerializzazione dei buoni su base nazionale favorirebbe l’accesso dei pazienti ai diversi canali distributivi.

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

un centesimo monete

Conad dice addio alle monete da 1 e 2 centesimi dopo lo stop al conio deciso dalla Zecca dello Stato

Conad dice addio alle monetine da 1 e 2 centesimi. Nei punti vendita della cooperativa …

Un commento

  1. un altro motivo che depone a favore della urgente dismissione della regionalizzazione della gestione della spesa sanitaria!!!!