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Rischio microbiologico: richiamati würstel e formaggio. Allerta per un caso di botulino collegato a un pesto di broccoli e mandorle

wurstel pollo tacchino polli fiorucciIl ministero della Salute ha segnalato il richiamo precauzionale da parte del produttore di un lotto di würstel con pollo e tacchino Pollì a marchio Fiorucci per la “possibile presenza di Salmonella spp”. Il prodotto interessato è venduto in confezioni multipack da 3×100 grammi con il numero di lotto 2260048000 e la data di scadenza 27/06/2022.

I würstel richiamati sono stati prodotti dall’azienda Cesare Fiorucci Spa, nello stabilimento di località Santa Palomba, viale Cesare Fiorucci 11, a Pomezia, nella città metropolitana di Roma Capitale (marchio di identificazione CE IT 272 L).

formaggio latteria valcontadino ciresaIl ministero ha pubblicato anche l‘avviso di richiamo precauzionale, emesso dal produttore, di un lotto di formaggio Latteria Valcontadino a marchio Ciresa Srl per la “sospetta presenza di Listeria monocytogenes”. Il formaggio coinvolto è venduto in forme intere da circa 7 kg, con il numero di lotto 4027 e le scadenze 18/06/2022 e 01/07/2022.

Il formaggio richiamato è stato prodotto dall’azienda Ciresa Srl nello stabilimento di via Vittorio Emanuele II 62, a Introbio, provincia di Lecco (marchio di identificazione 03 165).

Il ministero della Salute, infine, ha pubblicato un avviso di sicurezza alimentare legato a un caso di botulismo confermato in laboratorio, avvenuto a Roma. Secondo quanto comunicato dal ministero, l’indagine epidemiologica ha identificato come alimento sospetto un pesto di broccoli siciliani e mandorle, regalato circa due mesi prima, che tuttavia è risultato negativo alle analisi dell’Istituto superiore di sanità per la ricerca di tossine e spore botuliniche.

In ogni caso, a scopo precauzionale, il ministero della Salute raccomanda di non consumare il pesto di broccoli siciliani e mandorle confezionata dall’agriturismo La Fattoria Biodinamica, di strada Freddano 20 a Viterbo, con etichetta non conforme per l’assenza di lotto e scadenza. Nel corso delle indagini delle autorità competenti, è emerso che il pesto era prodotto solo per autoconsumo e che da novembre 2021 era stata sospesa la produzione di tutti i tipi di conserve. Non è stato possibile risalire al numero esatto di vasetti di pesto prodotti.

Dal primo gennaio 2022 Il Fatto Alimentare ha segnalato 53 richiami, per un totale di 116 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos (copertina), ministero della Salute

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

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