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Presenza di Escherichia coli STEC: richiamato il taleggio Dop a latte crudo Luigi Guffanti 1876. Aggiornamento 13/3: le precisazioni del produttore

taleggio dop latte crudo luigi guffantiAggiornamento del 13 marzo 2020: in un comunicato a Il Fatto Alimentare in merito al richiamo del taleggio Dop a latte crudo Luigi Guffanti 1876 per presenza di Escherichia coli STEC, l’azienda produttrice CasArrigoni precisa che “ad oggi per tale prodotto non è stata dimostrata alcuna presenza di sierotipi appartenenti al batterio Escherichia coli STEC” e che il prodotto “ha subito da parte della ditta Guffanti manipolazioni successive alla spedizione”

CasArrigoni afferma anche che l’analisi eseguita sul prodotto “riporta diverse lacune che rendono il certificato d’analisi non attendibile e quindi tantomeno il risultato stesso”. In particolare, il certificato d’analisi:

  1. Riporta solamente la denominazione “Taleggio latte crudo” senza alcuna indicazione del n. di lotto, marchio commerciale o data di scadenza/TMC del campione oggetto d’analisi
  2. Non specifica se si tratta di un’analisi eseguita su una forma intera o una porzione”
  3. Non riporta indicazioni inerenti all’accreditamento delle prove eseguite”
  4. Le analisi sono condotte con metodiche analitiche NON di riferimento (ISO TS 13136) come indicato dal Regolamento UE 2073/05
  5. Riporta la presenza dei geni STX1, STX2 e EAE ma non conferma la presenza di Escherichia coli STEC”
  6. Riporta l’assenza in 3 sierogruppi senza indicarne la tipologia”

Queste ultime due imprecisioni, secondo l’azienda sarebbero “determinanti nel convalidare la completa inappropriatezza del risultato analitico e di conseguenza la non fondatezza di quanto asserito in diverse sedi”. CasArrigoni specifica anche che tutte le analisi microbiologiche condotte regolarmente sul suo taleggio a latte crudo hanno dato sempre esito negativo.

Il ministero della Salute ha pubblicato il richiamo di un lotto di taleggio Dop a latte crudo a marchio Luigi Guffanti 1876 per la presenza di Escherichia coli produttore di tossina Shiga (STEC). Il prodotto coinvolto è venduto in forme da circa 1 kg con l’incarto verde, il numero di lotto 134/20 e le scadenze 21/02/2020, 14/03/2020, 21/03/2020, 22/03/2020, 29/03/2020, 03/04/2020, 04/04/2020, 05/04/2020, 06/04/2020, 07/04/2020, 10/04/2020, 12/04/2020, 13/04/2020, 15/04/2020 e 18/04/2020.

Il taleggio Dop richiamato è stato prodotto per Luigi Guffanti 1876 Srl da CasArrigoni Srl, nello stabilimento di frazione Peghera 575, in Valtaleggio, provincia di Bergamo.

L’azienda precisa al Fatto Alimentare che “sono in corso le controanalisi del prodotto poiché la segnalazione è stata fatta non rispettando le procedure previste dal regolamento comunitario di riferimento.

A scopo precauzionale si raccomanda di non consumare il taleggio Dop con il numero di lotto e le scadenze segnalate e restituirlo al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2020, Il Fatto Alimentare ha segnalato 29 richiami, per un totale di 36 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

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