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Mix di semi Conad, croccante Viaggiator Goloso Unes, panetti Pam Panorama e altri prodotti richiamati per il sesamo contaminato

Cartello richiamo mix per pane VNAT Bio Conad.dSono sempre più numerosi i prodotti richiamati a causa dei semi di sesamo contaminato dall’ossido di etilene e non è possibile prevedere quando si fermeranno. Proprio per questo motivo, Conad ha pubblicato il richiamo del mix per pane Verso Natura Bio, in confezioni da 150 grammi, con il numero di lotto L351/19 e il termine minimo di conservazione (Tmc) 12/2020 (codice EAN: 8003170063815).

Il mix per pane richiamato è stato prodotto per Conad Soc. Coop. dall’azienda Melandri Gaudenzio Srl.

Per precauzione, si raccomanda di non consumare il prodotto con il numero di lotto indicato e riportarlo in qualsiasi punto vendita Conad, che provvederà alla sostituzione con un altro lotto o al rimborso.

Unes, invece, ha diffuso il richiamo di un lotto di croccante con sesamo Il Viaggiator Goloso, in confezioni da 100 grammi, con il numero di lotto L201019 e il Tmc 10/2021.

croccante-sesamoIl croccante interessato è stato prodotto dall’azienda Industria Dolciaria Quaranta Srl nello stabilimento di via L. Da Vinci 247 a Caravaggio, in provincia di Bergamo.

In via precauzionale, si raccomanda di non consumare il croccante con il numero di lotto segnalato e restituirlo al punto vendita d’acquisto.

Il ministero della Salute, a causa dei semi di sesamo contaminati, ha pubblicato l’avviso di richiamo di tre lotti, di cui due già oltre il termine minimo di conservazione, di panetti con mix di semi biologici Pam Panorama. Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 180 grammi con i numeri di lotto 1422o e Tmc 31/10/2020, 17220 e Tmc 25/11/2020 e 19520 e Tmc 08/12/2020.

panetti mix semi pam panorama bioI panetti richiamati sono stati prodotti per Pam Panorama Spa da Ellegi Srl nello stabilimento di via del Lavoro 18 a Gadesco Pieve Delmona, in provincia di Cremona.

Anche in questo caso si raccomanda di non mangiare i panetti con i numeri di lotto segnalati e restituirli al punto vendita dove sono stati acquistati.

Sempre per la presenza di ossido di etilene, il ministero della Salute ha diffuso anche il richiamo dei semi di sesamo bio a marchio Forlive, in sacchetti da 350 grammi con il numero di lotto F0683B e il Tmc 31/12/2020.

semi sesamo forliveI semi di sesamo richiamati sono stati prodotti da Forlive Srl nello stabilimento di via Schio 21 a Forlì.

Si consiglia, ancora una volta , di non consumare i semi di sesamo con il numero di lotto indicato e riportarli al punto vendita d’acquisto.

Infine, il ministero della Salute ha pubblicato gli avvisi di richiamo di alcuni prodotti da forno a marchio Pavef, sempre per la presenza dei semi di sesamo con ossido di etilene oltre i limiti di legge. I prodotti interessati sono:

schiacciatine farfalla croccante pavefI prodotti da forno richiamati sono stati realizzati da Pavef Srl nello stabilimento di via Portogallo 16 a Buti in provincia di Pisa.

In via cautelativa, si consiglia sempre di non consumare i prodotti con i lotti e i termini minimi di conservazione segnalati e restituirli al punto vendita d’acquisto.

Con questi ultimi provvedimenti, sono più di 60 i prodotti richiamati per la presenza di semi di sesamo, convenzionali e biologici, provenienti dall’India contaminati da ossido di etilene, una sostanza non autorizzata in Europa. Dal 23 ottobre sono stati richiamati e ritirati semi di sesamo, mix di semi, cereali e legumi, olio, piatti pronti, prodotti da forno, snack dolci e salati, anche destinati a catering e ristorazione.

Dal 1° gennaio 2020, Il Fatto Alimentare ha segnalato 163 richiami, per un totale di 195 prodotti, e 5 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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2 Commenti

  1. Avatar

    E fortuna che alcuni prodotti riportano anche la denominazione BIO !!!

  2. Avatar

    Bio o non bio c’è sempre qualche problema a volte anche molto negativo, voi dovete sapere che spesso i buyer della Gdo,la prima cosa che chiedono e6 quanto costa, ed anche che per prodotti alimentari vengono effettuate delle aste al buio on line, al prezzo più basso, con capitolato di produzione, ma chi controlla? Evidentemente in pochi altrimenti quello che scovate VOI dovrebbero farlo le Aziende.
    Ma meditate gente meditate