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Residui di pesticidi negli alimenti: contestato il rapporto del governo Usa. I campionamenti sono pochi e molte sostanze non vengono ricercate

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La critica riguarda il numero limitato di campioni esaminati e il fatto che non venga testata la presenza di tutti i pesticidi

Più del 99% degli alimenti testati negli Stati Uniti contiene residui di pesticidi in quantità inferiore ai limiti di tolleranza o non ne ha alcuna traccia. Residui oltre i limiti ammessi sono stati rilevati nello 0,23% dei campioni esaminati. È quanto risulta dal rapporto annuale del Dipartimento dell’Agricoltura, il cui programma di monitoraggio dei pesticidi negli alimenti, così come quello della Food and Drug Administration (FDA), è stato criticato in un documento del Government Accountability Office (GAO –  braccio investigativo del Congresso statunitense).

 

In particolare GAO critica il numero limitato di campioni esaminati e il fatto che non venga testata la presenza di tutti i pesticidi per i quali l’Environmental Protection Agency (EPA) ha stabilito dei limiti massimi di tolleranza. Tra i pesticidi non valutati c’è il glifosato, l’erbicida più usato negli Stati Uniti, ingrediente attivo del Roundup Monsanto.

 

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Il fatto che i limiti non vengano dichiarati espone gli utenti alla possibilità di fraintendere le informazioni delle relazioni

Secondo GAO il Dipartimento dell’Agricoltura non esplicita, nelle  relazioni di monitoraggio annuali, alcune limitazioni connesse alla metodologia di campionamento utilizzata. La mancata precisazione dei  limiti espone gli utenti alla possibilità di fraintendere le informazioni  e a trarre conclusioni errate.

 

La Food and Drug Administration ha dichiarato che prenderà in considerazione cambiamenti nella metodologia e dichiarerà i limiti della rilevazione, mentre il Dipartimento dell’Agricoltura si è dichiarato d’accordo con il GAO.

 

Beniamino Bonardi

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Foto: iStockphoto.com

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Se il TTIP passa siamo rovinati.