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Tra report e packaging, ecco come i produttori di pasta intendono essere sempre più sostenibili

pasta spaghetti carboidratiPasta e pane sono alimenti fondamentali della nostra dieta e il grano utilizzato per produrli, grano tenero per i prodotti da forno, duro per la pasta, ha un ruolo chiave nelle filiere agro-industriali, in Italia e nel resto del mondo. Con il blocco parziale delle importazioni da Russia e Ucraina causato dalla guerra, ci rendiamo conto ancora più chiaramente della sua importanza, anche perché il nostro Paese non è autosufficiente e ne importa grandi quantità soprattutto da Canada, Grecia, Usa e Francia per quanto riguarda il grano duro e da Ungheria, Francia e Austria per il grano tenero. L’impatto ambientale dovuto alla coltivazione del grano e alla produzione di pasta e pane è molto inferiore rispetto a quello delle produzioni animali, come la carne e i formaggi, considerando però l’utilizzo di acqua, pesticidi ed energia, sia nella fase agricola che in quella industriale, emerge la necessità di adottare anche per i cereali strategie per aumentare la sostenibilità. Queste strategie devono coprire tutta la filiera, dalla fase di coltivazione del grano allo stoccaggio, dal trasporto e lavorazione per finire con il confezionamento e la distribuzione. Tutte le principali aziende, stimolate dalla normativa europea e dalla sensibilità dei consumatori, hanno quindi realizzato iniziative in questa direzione, con tempistiche e modalità differenziate.

Partiamo quindi da De Cecco. Sul sito dell’azienda è disponibile un bilancio sociale che valorizza la qualità del prodotto e la gestione delle risorse umane, a queste si aggiungono una serie di iniziative per aumentare la propria sostenibilità ambientale, come il risparmio idrico. Tra gli impegni enumerati, non mancano inoltre interventi per il miglioramento della gestione dei rifiuti, quasi interamente avviati a recupero. Parte del fabbisogno di energia dell’azienda è poi coperto dalla centrale idroelettrica di proprietà e De Cecco ha attivato un impianto di depurazione privato per abbattere il carico organico nelle acque reflue derivate dal processo di produzione della pasta. Nel 2020 la società ha inoltre ottenuto da Dnv la certificazione del rispetto delle linee guida Iso 26000 per la responsabilità sociale. Nell’ambito di quest’attività, inoltre, è stata condotta un’analisi di posizionamento dell’organizzazione rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite che ha fatto emergere il contributo positivo di De Cecco nel perseguire tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu.

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La Carta del Mulino prevede iniziative per tutelare gli impollinatori, come il divieto dei neonicotinoidi e la destinazione del 3% dei terreni ad aree fiorite

Dal canto suo Barilla vanta una pubblicazione annuale di report di sostenibilità a partire dal 2008. Sull’ultimo rapporto, pubblicato quest’anno, l’azienda dichiara che, dal 2010 a oggi, per ogni tonnellata prodotto finito, ha abbattuto del 31% le emissioni di gas serra, mentre i consumi idrici sono calati del 18%. Nel 2019 Barilla ha introdotto la Carta del Mulino, disciplinare per la coltivazione di grano tenero sostenibile che prevede azioni utili per avere prodotti di qualità e, allo stesso tempo, difendere la biodiversità. Questo disciplinare, cui aderiscono 2.600 aziende in Italia e in Europa e decine di mulini, prevede fra l’altro la riduzione dell’uso di pesticidi e il divieto dei neonicotinoidi (dannosi per gli impollinatori), l’utilizzo di specifiche varietà di grano, piani di rotazione delle colture per conservare la fertilità del suolo e la destinazione del 3% del terreno agricolo ad aree fiorite. Tale ultimo aspetto, oltre ad aumentare la biodiversità dei campi coltivati, permette di attirare gli impollinatori andando a contrastarne il declino. Per gli aderenti alla Carta del Mulino sarà inoltre introdotta, dalla prossima stagione produttiva (2022/23), la piattaforma digitale Barilla Farming, che consente di monitorare in modo preciso una serie di parametri ambientali, così da prevedere la comparsa di eventuali patologie e ottimizzare l’utilizzo di acqua e pesticidi. La stessa piattaforma permette di valutare la sostenibilità della produzione considerando parametri specifici (impronta di carbonio, impronta idrica, eutrofizzazione e acidificazione).

L’agricoltura di precisione, con il supporto di piattaforme tecnologiche avanzate, è al centro dell’interesse di numerose aziende e si sta diffondendo rapidamente, proprio in un’ottica di maggiore sostenibilità. Il pastificio La Molisana, per esempio, utilizza il sistema grano.net che fornisce all’agricoltore un supporto alle decisioni, consentendo di programmare le giuste dosi di sementi, acqua, concime e fitosanitari attraverso la raccolta e l’analisi di dati metereologici e colturali. Nel rapporto di sostenibilità, pubblicato nel 2020, si dà grande risalto alla filiera integrata: per produrre la pasta venduta sul mercato nazionale, La Molisana utilizza solamente grano italiano, prodotto da aziende che aderiscono a specifici standard di qualità e di sostenibilità e sottoscrivono precisi contratti di filiera. Questi contratti riconoscono l’impegno dei produttori, tramite un legame stabile con il pastificio e un prezzo minimo garan­tito. Fra le azioni adottate per aumentare la sostenibilità in campo, troviamo l’impiego della lotta integrata per ridurre l’uso di pesticidi e l’avvio di una certificazione ‘residuo zero‘. Inoltre insieme a Lifegate, l’azienda ha  intrapreso il progetto ‘Impatto Zero‘, che prevede la compensazione delle emissioni generate dal packaging, tramite piani di forestazione. Per quanto riguarda il risparmio energetico, nella stessa azienda hanno un ruolo fondamentale i due impianti di trigenerazione, alimentati a metano, che permettono di produrre energia elettrica e, allo stesso tempo, energia termica per la fase di essicazione ed energia frigorifera per lo stoccaggio. L’azienda ha anche introdotto una nuova caldaia a vapore che utilizza un sistema di recupero dell’energia termica dai fumi, in modo che il processo di combustione raggiunga l’efficienza del 97%. Il 100% dei rifiuti di produzione è inoltre inviato al recupero.

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La Molisana si impegna nella riduzione di pesticidi e promuove metodi colturali all’avanguardia, in grado di ottimizzare le risorse

Impianti di trigenerazione sono adottati anche da Barilla e dal pastificio Garofalo. Quest’ultimo ha realizzato nel 2021 il suo primo bilancio di sostenibilità in collaborazione con Lifegate e in conformità ai “Global Reporting Initiative Sustainability Reporting Standards”. L’azienda utilizza sia semole italiane che d’importazione, con una grande attenzione all’assenza di ogni traccia di glifosato. L’azienda è particolarmente attenta alla gestione dei rifiuti e tutti gli imballaggi secondari, cioè i cartoni utilizzati per distribuire le confezioni di pasta, sono in carta riciclata, ottenuta dalla raccolta differenziata delle aziende e dei cittadini campani.

Se ci spostiamo dai prodotti con i marchi delle aziende a quelli con i brand delle insegne del supermercato, vediamo che gli slogan relativi alla sostenibilità riguardano prevalentemente la confezione, che può essere in carta o in plastica, ma deve innanzitutto garantire una conservazione corretta e prolungata del contenuto. La plastica è guardata con diffidenza, perché prodotta da derivati del petrolio e per i problemi legati alla sua dispersione nell’ambiente, al recupero e al riciclo (spesso poco efficiente). Qualcuno utilizza carta o cartone, materiali più ecologici e facilmente riciclabili, ma ricordiamo che non è possibile utilizzare carta riciclata a contatto con gli alimenti, quindi deve comunque essere un materiale vergine. Insomma, il problema degli imballaggi è importante ed è al centro dell’attenzione di tutte le aziende che cercano soluzioni ‘green’. Considerato che la possibilità di acquistare prodotti sfusi esiste, ma è estremamente limitata, per arginare quest’aspetto è importante fare la raccolta differenziata con grande attenzione. In tutti i casi, se cerchiamo la sostenibilità, è necessario andare oltre gli slogan e informarsi sulle strategie aziendali. Per avere maggiore trasparenza e permettere ai consumatori di fare scelte responsabili, sarebbe però auspicabile l’adozione a livello nazionale di certificazioni di sostenibilità dal significato chiaro e di facile comprensione.

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Roberto La Pira

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Un commento

  1. Salve ! Ultimamente, in vari supermercati, trovo spesso il latte a lunga conservazione, nei vari formati, 50cl. 1l., nel tetrabrik con tappo di plastica anziché nella confezione solo in cartone (senza tappo). Perché questa scelta? Scrupolosamente, a volta anche a fatica, elimiino il tappo di plastica e lo differenzio separatamente (lo faranno tutti?) , ma non capisco perché impiegare un materiale in più?

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