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Regno Unito: chi fa la spesa on line nei supemercati può confrontare i prezzi di Tesco, Asda, Sainsbury`s e Ocado

 

Mentre in Italia Carlo Petrini di Slowfood presenta i nuovi progetti di mercati a chilometro zero, in Inghilterra  aumenta il numero di  consumatori che fa la spesa al supermercato utilizzando il sito mysupermarket.co.uk.   La novità è che il nuovo sito indipendente permette di fare la spesa confrontando i listini di quattro grosse catene (Tesco, Asda, Sainsbury’s e Ocado). Il meccanismo è un pò quello del videogioco che però può concludersi con la spedizione a casa delle provviste.

My Supermarket  permette infatti di verificare immediatamente i prezzi dei prodotti in vendita nelle quattro catene. Nell’elenco si trova di tutto: dalla frutta alla verdura, dal pane ai  surgelati, dai vini al caffé. La novità è che quando si clicca sulla foto di un prodotto appaiono subito i prezzi nei quattro supermercati e si può scegliere.  Non è finita, con un altro clic e salta fuori l’opzione “SWAP”, ovvero una  lista di prodotti alternativi  a quello scelto, presenti sugli scaffali  virtuali delle  altre catene.  Si può anche optare per l’opzione “SAVE”  e risparmiare qualche sterline perchè si evidenzia  il prodotto  proposto a minor prezzo.  Se l’interesse è invece quello di scegliere un prodotto analogo ma con meno calorie, allora il programma offre subito un “healthier food” per ridurre il numero di calorie del pasto. Ci si può quasi illudere di fare “trading” sulle borse internazionali, in realtà  siamo alle prese col nuovo giochino per comprare vasetti di yogurt e magari risparmiare qualche sterlina.

Alla fine cli ccando sui loghi delel insegne si scopre che la spesa costa 100 in un punto vendita, 95 nel seconto e 94 nel terzo con la lista dei prodotti scelti e le alternative selezionate. Certo nella spesa virtuale  manca il profumo e il tatto, mentre la visuale costretta in un file “jpg”  ma nonostante ciò mentre si selezionano i prodotti si ha un pò la sensazione di essere a  passeggio in un ipermercato. Certo gli odori non ci sono ma i tempi si abbreviano e da una scrivania si colma la dispensa senza  dover cercare le monetine per il carrello. Clic. Si orienta con facilità la propria scelta, dalle super-offerte al gourmet-top di gamma. Clic, clic.  Niente coda, zero benzina, nessun carico di pacchi. Codice utente e password e Clic finale.

L’acquolina in bocca viene pure risparmiando, avrà notato qualcuno come Asda (il braccio inglese del gruppo Walmart), con il lancio di una politica davvero aggressiva sui prezzi: si garantisce che tutti i prodotti in vendita (15.000 referenze su “My Supermarket) sono più economici almeno del 10% rispetto ai supermercati rivali. Provare per credere. E quando mai ciò non fosse vero Asda restituirà al consumatore la differenza, più un “penny”.

Se questo sarà il futuro della concorrenza tra i supermercati, resta da chiedersi dove porterà questa continua battaglia sui prezzi  e cosa rimarrà alla fine nelle tasche degli agricoltori e dei produttori di alimenti. Cosa resterà del valore del cibo che non è solo un  “clic”, ma racchiude le arti e fatiche di coltivare, allevare, pescare, selezionare, trasformare e confezionare. Il rischio, sempre più reale, è  di assistere all’ulteriore stritolamento della filiera alimentare di produzione, come già il Parlamento europeo e la Commissione hanno in qualche modo preconizzato, in attesa di porvi rimedio.

Dario Dongo

 

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