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Red Oil: l’integratore promette miracoli ma per il Giurì si tratta di un messaggio ingannevole

 Red Oil
La pubblicità di “Red Oil” pubblicata sul settimanale Oggi del 16 ottobre 2013 è ingannevole

Il messaggio pubblicitario dell’integratore alimentare “Red OilTM” della New Nordic Srl pubblicato sul settimanale Oggi del 16 ottobre 2013 è ingannevole. Il testo lascia intendere che l’assunzione delle capsule con Omega-3 assicuri la “lubrificazione del corpo” e contribuisca a “mantenere sotto controllo i livelli dei grassi nel sangue e mantenere le arterie libere da concentrazioni elevate di trigliceridi e colesterolo”, garantendo un senso di benessere (“Mi sento proprio bene, ogni giorno”).

 

Rispetto al senso di benessere che discenderebbe dall’uso di Red Oil, va detto che nessuno degli effetti accreditati grazie alla presenza di omega 3 a lunga catena (effetto sul profilo lipidico, azione antiaggregante piastrinica, ecc.) è percepibile dal consumatore.

Per questi motivi il Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha censurato la frase “Mi sento bene, ogni giorno”  ritenuta ingannevole perché scientificamente infondata.

 

Sara Rossi

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. E’ recidiva la violazione,perchè a distanza di 4 mesi la stessa pubblicità compare anche oggi sul n 7 della settimana scorsa di TV Sorrisi e Canzoni nella penultima di copertina.

    • Se le multe per pubblicità ingannevole sono inferiori ai guadagni realizzati dalle aziende, non c’è motivo per cui un’azienda non debba continuare a fare questo tipo di pubblicità.
      Bisognerebbe cambiare la legge!!!

  2. Ha ragione Silvio, il parere del” Giurì della pubblicità ” rimane tale (parere9 e lettera morta , nella maggioranza dei casi inascoltato, anzi previsto nei tempi e nella sostanza, e messo nel bilancio costi/benefici da sevizi di Marketing spregiudicati . Ci sono esempi eclatanti ancora sul mercato, che continuano tranquillamente , forse fidando in “complicità”, “false/dubbie interpretazioni” o “sviste più o meno misteriose” . Serve l’intervento di un’Antitrust attenta con sanzioni ben più dissuasive, fino al blocco e ritiro dei prodotti dal mercato e/o sospensione dell’attività produttiva, quando si tratti di pubblicità ingannevole e fuori dai termini legali. Solo così si difendono davvero i consumatori.